CSt: niente monopoli sui farmaci per malattie rare
(Keystone-ATS) Incoraggiare l’industria a produrre medicinali per la cura di malattie rare e semplificare l’accesso ai farmaci: su questi due principi il Consiglio degli Stati è concorde con il Nazionale, senza però concedere il monopolio alle aziende farmaceutiche per la cura della patologie rare. Durante l’esame della legge sugli agenti terapeutici, la Camera dei cantoni ha proposto quindi soluzioni diverse.
I senatori sono d’accordo col Nazionale anche sul principio di incoraggiare la ricerca sulle malattie rare. La Camera del popolo però aveva deciso di concedere l’esclusiva commerciale per 10 anni a chi produce farmaci per queste patologie. Questo monopolio di fatto rischierebbe di rendere più difficile l’accesso ai medicinali e di far lievitare i prezzi, ha precisato Lilliane Maury Pasquier (PS/GE).
Gli Stati hanno quindi optato per un’altra soluzione: proteggere più a lungo dall’imitazione la documentazione per l’omologazione di simili preparati. I termini sono stati fissati a 12 anni in generale e 15 anni per farmaci destinati ai bambini.
In caso di omologazione di un farmaco noto per una nuova indicazione, quest’ultimo dovrebbe poter godere di una protezione di 10 anni se genera un beneficio terapeutico rispetto alle altre cure. Anche su questo punto la soluzione scelta dalla Camera dei cantoni si discosta dal Nazionale, che propone di tener conto solo dei costi di investimento nella ricerca.
Gli Stati, come già il Nazionale, hanno deciso che i farmacisti potranno vendere determinati preparati sottoposti a ricetta senza la prescrizione del medico. I farmaci non soggetti a ricetta in futuro potranno essere in vendita libera nelle drogherie.
I senatori hanno deciso di completare il progetto di legge introducendo il divieto di esportazione di farmaci utilizzati per le esecuzioni.