A Losanna il design senza tempo di Danese
Il museo di design e di arti applicate contemporanei (mudac) di Losanna dedica un’esposizione alla prestigiosa azienda di design italiana Danese.
La mostra traccia la storia della ditta milanese negli anni dal 1957 fino al 1992, ponendo l’accento sulla qualità degli oggetti esposti e sul loro carattere da sempre innovativo.
La Danese: un nome, un marchio, un’azienda, ma soprattutto un’avventura emblematica di come, a partire dagli anni ’50, il design italiano si è ritagliato un posto di prestigio nel panorama internazionale.
Il museo mudac di Losanna ne ripercorre la storia attraverso una selezione di 250 oggetti, molti dei quali, come il «posacenere cubo» o il «calendario perpetuo a fogli mobili», sono divenuti dei classici della sua produzione.
Artisti prestigiosi
La vasta gamma delle edizioni del marchio milanese è concentrata su tre linee di produzione fondamentali: oggetti d’uso domestico e per l’ufficio (prodotti su larga scala), edizioni d’oggetti d’arte (prodotti in numero limitato) e giochi didattici.
Gli oggetti Danese sono stati ideati da un numero limitato di designer di fama internazionale, fra cui spiccano i nomi di Bruno Munari ed Enzo Mari.
Ad ognuno dei loro collaboratori, i fondatori dell’azienda, Bruno Danese e la compagna fotografa Jacqueline Vodoz, hanno chiesto di sposare la filosofia del marchio, basata sull’alta qualità dei materiali utilizzati e sul minimalismo senza tempo del suo design.
Una strategia vincente, che ha permesso loro di mantenere unica e coerente negli anni la produzione della ditta.
Editore di oggetti
Danese non è un industriale. Preferisce definirsi un «editore di oggetti», ossia colui che ne «cura la produzione».
Il fondatore dell’azienda ha infatti deciso di non produrre direttamente le creazioni dei suoi artisti, ma di concentrare le proprie energie sulla ricerca progettuale ed estetica, la promozione, la distribuzione e soprattutto la comunicazione.
Il grande valore degli oggetti del marchio milanese di design è in effetti costituito dal messaggio intrinseco che portano con sé e che la casa si è sempre impegnata a trasmettere.
La fabbricazione dei manufatti è quindi stata delegata a una serie di ditte e artigiani esterni.
«È stata una scelta fondamentale, in linea con la nostra volontà di ottimizzare la qualità. Non producendo noi stessi gli oggetti abbiamo potuto cercare di volta in volta il miglior artigiano e il miglior materiale sul mercato» tiene a precisare Bruno Danese.
«La lepre si piglia senza correre»
Danese non ha mai voluto seguire le mode.
Ha preferito rimanere sempre coerente e fedele alla propria concezione di design, anche quando questa non corrispondeva ai colori o ai materiali in voga in un determinato periodo.
«Abbiamo preferito seguire la nostra etica, senza preoccuparci del mercato», ci ha spiegato il fondatore del celebre marchio milanese.
La sua caparbietà è stata premiata, poiché così facendo ha paradossalmente evitato ai suoi oggetti di diventare obsoleti e li ha resi praticamente eterni.
Non potendo mettersi in paragone con gli oggetti più «in» del momento, le creazioni della Danese sono sempre rimaste attuali per conto loro, riuscendo ad attraversare il tempo, le tendenze e le frontiere.
Nel contempo ha rinfrancato l’immagine della ditta e la sua identità artistica, poiché questa sua coerenza è una dimostrazione di carattere e un segno di garanzia della qualità del lavoro svolto.
Anche a distanza di mezzo secolo, infatti, alcune delle creazioni Danese trovano ancora molti acquirenti e non sfigurano neppure accanto ad opere di arte moderna.
swissinfo, Anna Passera, Losanna
1957: creazione della Danese
1992: cessione della Danese al gruppo francese Strafor-Facom
1993: creazione dell’Associazione Jacqueline Vodoz e Bruno Danese
La mostra sulle edizioni Danese è aperta dal 23 febbraio al 15 maggio 2005 presso il Museo mudac, Place de la Cathédrale 6, Losanna
Nel 1957, l’imprenditore Bruno Danese e la fotografa Jacqueline Vodoz fondano a Milano l’impresa Danese, che ha fatto la storia del design italiano.
La ditta produce oggetti per l’ufficio e per la casa, edizioni d’arte e giochi per bambini.
Fra i principali fautori del design Danese si annoverano Bruno Munari ed Enzo Mari, ma anche altri nomi prestigiosi quali Angelo Mangiarotti, Kuno Prey e Marco Ferreri.
Nel 1992, la ditta è stata ceduta a terzi. I suoi due fondatori proseguono però la loro attività dando vita nel 1993 all’«Associazione Jacqueline Vodoz e Bruno Danese», con sedi a Parigi e a Milano, la cui attività si concentra soprattutto nella promozione della ricerca sul design.
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