Anche per i germanofoni l’inglese non basta
L'inglese non basta, il multilinguismo deve diventare un elemento centrale dell'identità europea e acquisire più importanza nella politica formativa continentale. Lo sostengono i partecipanti al dodicesimo congresso internazionale degli insegnanti di tedesco che si tiene da lunedì a sabato a Lucerna.
L’inglese da solo non è una soluzione praticabile, hanno detto ai media gli organizzatori dell’incontro prima dell’apertura dei lavori. L’olandese Gerard J. Westhoff, presidente dell’Unione internazionale degli insegnanti di tedesco, ha parlato dell’inglese come di una «lingua da supermercato con la funzione di pronto soccorso».
Westhoff ha sottolineato anche l’importanza economica della conoscenza di altre lingue oltre a quella di Shakespeare, facendo l’esempio dei paesi confinanti con la Germania. Ulrich Stöckling, presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), ha spezzato una lancia anche in favore della promozione della lingua degli immigrati.
I lavori sono stati avviati a mezzogiorno dalla consigliera nazionale Cécile Bühlmann (LU/Verdi) con un discorso dedicato alla «ricchezza» rappresentata dal multilinguismo. Vi partecipano 1’700 insegnanti di 80 paesi, tra cui circa 400 svizzeri.
Il convegno vuole essere un contributo della Confederazione all’anno europeo delle lingue ed è sostenuto dalla Pro Helvetia e da Presenza Svizzera.
swissinfo e agenzie
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