auawirleben, il teatro che si arrampica sui vetri
«Die Kunst der Gratwanderung», liberamente tradotto: «l'arte di arrampicarsi sui vetri». È il titolo con cui si presenta quest'anno la rassegna teatrale bernese «auawirleben». Dal 2 al 13 maggio, una dozzina di gruppi teatrali svizzeri, francesi e tedeschi mettono in scena a Berna progetti nati dalla collaborazione con artisti andicappati.
Il concetto che sta dietro alla rassegna teatrale bernese, giunta alla sua 19esima edizione, è molto chiaro: «la riflessione teatrale sulla realtà sociale», come scrive Beatrix Bühler, una delle responsabili di «auawirleben» («ecco, viviamo»).
In questa ricerca di un teatro che sappia formare «una coscienza sveglia e sensibile, una capacità di percezione responsabile di ciò che accade nella nostra società», la rassegna si è rivolta quest’anno ad un tema stimolante e rischioso: il confine tra «normalità» e «anormalità», tra mondo dei «sani» e mondo degli «andicappati».
Affascinante il tema lo è per la sua promessa di un allargamento di visuale, per la possibilità dell’assunzione, attraverso il confronto con il diverso, di uno sguardo radicalmente nuovo sul mondo. Ma la promessa può essere illusione, il confronto con il diverso esclusione. Ogni discorso sull’«altro» implica anche il rischio di una mistificazione, di un’idealizzazione.
Rischio di cui la rassegna è ben cosciente: «Non vogliamo affrontare il tema da un punto di vista sociale e terapeutico. Abbiamo esigenze artistiche professionali». Vale a dire che lo sguardo è rivolto alla qualità del lavoro artistico degli andicappati (e dei «normali») e non vuole cedere alla tentazione di un voyeurismo incantato dalla messa in scena del «buon selvaggio».
Agli spettatori rimane la libertà di porsi delle domande sulle capacità e peculiarità del lavoro artistico degli andicappati, sulla differenza o sulle affinità del loro approccio al teatro rispetto ai «normali». E di trovare da soli la risposta.
La rassegna è aperta dal gruppo francese Compagnie de l’Oiseau-Mouche, con “Personnages”, un libero adattamento dei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello (Dampfzentrale, 2 e 4 maggio). Segue il gruppo svizzero e tedesco Hora/Blauzone, che presenta una libera improvvisazione teatrale e musicale (Schlachthaus, 3, 5 e 6 maggio).
Il 4 e il 5 maggio i francesi della compagnia Création Ephémère mettono in scena un matrimonio all’aria aperta nella città vecchia di Berna. E sempre il 5, nella Dampfzentrale, il gruppo di danza bernese Utopie presenta uno spettacolo realizzato in collaborazione con i pazienti e il personale dei Servizi psichiatrici dell’Università di Berna.
Seguono lo Staatsschauspiel di Dresda con “P’tit Albert” (Dampfzentrale 8 e 9 maggio), il gruppo svizzero “Die Regierung” (Schlachthaus, 9 e 11 maggio), i ginevrini Théâtre de l’Esquisse (Dampfzentrale, 10 e 12 maggio) e per finire una produzione dello Stadttheater di Berna (Kornhaus, 12 maggio).
Gli spettacoli teatrali nell’ambito di “auawirleben” sono affiancati da numerose manifestazioni parallele. La commissione letteraria della città di Berna organizza il 6 maggio nel Kellertheater una tavola rotonda sul tema “Scrivere in crisi psichica”, con la partecipazione del giornalista Fredi Lerch e dello scrittore H.U. Müller.
Il Cinématte propone una piccola rassegna di film, tra il 3 e il 14 maggio, tra cui la prima svizzera “Il ritorno degli idioti” del regista ceco Sasa Gedeon, liberamente tratto dall'”Idiota” di Dostoievski. È inoltre possibile partecipare a visite guidate alla mostra dedicata ai rapporti tra arte e psichiatria nel Kunstmuseum di Berna.
swissinfo
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.