Buio sul futuro delle emittenti radio-televisive di Schawinski
Difficoltà per il gruppo radio televisivo che fa capo all'editore e giornalista zurighese Roger Schawinski (nella foto). Le trattative per la vendita di Radio 24, Tele 24 e Tele Züri, che compongono la Belcom AG sono state nuovamente sospese. Il gruppo è in difficoltà e si prevedono riduzioni di personale. Lo stesso Schawinski è anche uno dei maggiori critici della nuova legge sulla radiotelevisione, la cui consultazione si è appena conclusa.
Le voci sulla precaria situazione dei media di Schawinski s’erano diffuse già nell’autunno scorso. Alla fine del 2000 si parlava di una perdita secca di sette milioni di franchi. Uno ad uno i potenziali acquirenti si sono defilati, con una scusa o con l’altra. Per Michael Ringier, proprietario del gruppo editoriale Ringier, “fare radiotelevisione non è il nostro mestiere”. Colloqui informali tra Schawinski e Urs Rohner, capo di PRO 7/SAT 1 non approdarono a nulla.
La losannese Edipresse SA dichiarò che “la Belcom non si adatta alla nostra strategia” e qualcosa di simile disse anche Marco de Stoppani, direttore editoriale del gruppo Neue Zürcher Zeitung. Non rimase che la Tamedia, con la quale Schawinski ha negoziato sin dall’inizio del 2001. Ma l’editrice del “Tages-Anzeiger”, che possiede già una quota diTV3, ha detto subito che era interessata soltanto a Radio 24 (che è redditizia), ma non alle due reti televisive. Schawinski invece vuole cedere in blocco le tre emittenti.
Ora, dopo il fallimento della trattativa, nessuno pare voglia tendere una mano al gruppo Belcom, la cui partecipazione di minoranza (il 40 per cento) è in mano al Private Equity Investment del Crédit Suisse First Boston,che, deluso dai mancati guadagni, potrebbe sganciarsi quanto prima.
A Schawinski non rimane per adesso altra possibilità che protestare per la politica svizzera in questo campo e tentare una ristrutturazione. Ha deciso di chiudere tre magazine televisivi (“Inside”, “24 Minuten” e “Gesucht wird…”) e di concentrare le attività nei settori delle news e dei talk-show. Continuerà però i preparativi per una nuovo canale televisivo, interamente dedicato all’economia e alla borsa,”Money 24″, per il quale ha da poco ricevuto l’autorizzazione da Berna. E proprio perché ha in vista la realizzazione di questo progetto, Schawinski non può ancora precisare quante persone saranno licenziate in seguito alla ristrutturazione.
Del resto, a questo dinamico giornalista, pioniere delle radio e televisioni private in Svizzera, le sfide sono sempre piaciute. E finora le ha vinte tutte.
Cinquantaseienne, Roger Schawinski ha studiato a San Gallo e negli Stati Uniti. Dopo alcune libere collaborazioni, nel 1970 entrò nella redazione del “Rundschau” e quattro anni dopo assunse la direzione del magazine per i consumatori “Kassensturz”.Tra il ’77 e il ’78 diresse il quotidiano della Migros “Tat”. Nell’autunno del1979, quando ancora i media radiotelevisivi privati non erano permessi in Svizzera, creò Radio 24, che dal Pizzo Groppera, in Italia, trasmetteva in direzione di Zurigo.
Con quel gesto di sfida, Schawinski apriva allora un doppio conflitto giuridico,con le autorità federali e con le Poste italiane, che ripetutamente tentarono di chiudere l’emittente illegale. Alla fine, l’ebbe vinta: nel 1983 il Consiglio federale emise un’ordinanza con la quale autorizzava le radio locali e Schawinski poté portare la sua Radio 24 a Zurigo.
Poi, nel corso degli Anni Novanta, primaTele Züri, basata sulla formula del programma breve (un’ora) ripetuto tra le18 e mezzanotte; poi Tele 24, che fa perno soprattutto sulle news e sui talk-show.Ma se Radio 24 ha potuto festeggiare in modo trionfale, nel 1999, i suoi 20 anni d’esistenza, e continua ad essere popolare e redditizia, sempre davanti alla sua diretta concorrente Radio Z, la Tv “alla Schawinski” invece non è mai riuscita a sfondare.
Per Tele 24 probabilmente si tratta anche di un difetto di nascita: è partita nel 1998 con un capitale di appena 25 milioni di franchi, mentre l’altra televisione privata zurighese, TV3, poteva contare su 73 milioni per cominciare. Ma soprattutto il favore del pubblico non è stato quello che Schawinski si attendeva: ha cominciato ad oscillare tra il 2,6 ed il 3 per cento, senza mai segnalare alti picchi di gradimento. La stessa TV3, che grazie a trasmissioni come “BigBrother” contava di lanciarsi alla grande, secondo le ultime statistiche pubblicate all’inizio di marzo ha dovuto accontentarsi di un magro 3,5 per cento, mentre la Tv pubblica (SF DRS) toccava il 41,1 per cento.
Christoph Bürge, capo dell’intrattenimento di TV3, ha ammesso che “il potenziale di “Big Brother” s’è rivelato minore di quanto atteso”, visto che i telespettatori non sono mai stati più di 100.000.
A Schawinski, giornalista più che “animale da televisione”, risulta invece più difficile riconoscere che i talk-show sono trasmissioni destinate ad un pubblico molto limitato e che possono anche annoiare.
Silvano De Pietro
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.