Dieci anni per l’arca della letteratura
Con una serie di manifestazioni speciali, l'Archivio svizzero di letteratura festeggia i suoi dieci anni, cercando il contatto con il grande pubblico e con gli specialisti. Un'attività che vuole preservare la memoria dei molti connazionali, grandi o minori, che hanno espresso identità, speranze ed emozioni scrivendo.
Dal 1991 una dozzina di “funzionari della narrazione” – così si potrebbero chiamare gli esperti dell’Archivio – si occupa di raccogliere, ordinare e catalogare i carteggi degli scrittori svizzeri. Partito dalla richiesta esplicita di Friedrich Dürrenmatt che voleva attribuire allo stato una responsabilità anche in questo campo, l’Archivio raccoglie oggi i materiali privati di quasi 140 autori e autrici. Di un altro centinaio sono conservati carteggi o materiali che completano le opere pubblicate.
Varietà elvetica
In quasi tutti i paesi europei esiste un’istituzione analoga, ma solo la Svizzera può vantare una collezione in ben cinque lingue. Annemarie Schwarzenbach documentava i suoi viaggi in tedesco, Blaise Cendras scriveva i suoi romanzi d’evasione in francese, Giovanni Orelli si esprime in versi e testi italiani, Andri Peer è il massimo lirico retoromancio. Altri ancora si esprimevano anche in inglese. Nella polifonia linguistica, l’elemento accomunante è dunque la nazionalità.
Esiste allora una letteratura svizzera? Annetta Ganzoni, collaboratrice dell’Archivio si sofferma un attimo, prima di rispondere: “È una sfida. Tutti i giorni. In realtà sono pochi gli autori che si rivolgono all’esperienza degli altri gruppi linguistici. Anche i ricercatori – quelli che di analisi letteraria si occupano – si concentrano sui rappresentanti della propria lingua”.
Ma l’identità comune si concretizza almeno nel luogo: nei dieci anni di attività, il materiale raccolto è già raddoppiato, accostandosi alle testimonianze già in mano alla Confederazione. Una memoria che vuol vivere e lo dimostra il ricco programma dell’anniversario.
Per i suoi dieci anni di attività infatti, l’istituzione propone per un pubblico possibilmente vasto un incontro con gli animali persi o riscoperti dentro i libri, letture e un’esposizione. Inoltre, per gli specialisti è riservato un dibattito sul rapporto con le fonti, dunque sul significato di conservare quei materiali che parlano di scrittori elvetici.
Il compito dell’Archivio svizzero di letteratura
L’Archivio raccoglie quei materiali che stanno alla genesi di una pubblicazione. Manoscritti, notizie, lettere, riflessioni nate in ambito privato. Il traguardo, è di permettere l’accesso ad un processo creativo e dinamico. Nell’intento di preservare un orizzonte più ampio di quello reperibile nelle pagine dei libri che, attraverso la stampa, hanno trovato il contatto con il pubblico.
Questo mandato dell’Archivio di letteratura contempla dunque la raccolta la catalogazione e la conservazione dei materiali passati nella mano degli autori elvetici. In primo luogo si tratta di carta. La carta, opportunamente difesa da attacchi degli acidi e del tempo, che rappresenta ancora la formula principe per l’espressione dei pensieri.
Ma in un mondo che vive una rivoluzione tecnologica – quella annunciata come scavalcatrice dei supporti a base di cellulosa – i responsabili devono aggiornarsi. Infatti, non solo i libri sono accuratamente riposti nelle teche della Biblioteca nazionale. Anche film, registrazioni, fotografie fanno già parte delle testimonianze della letteratura nazionale.
Ma l’Archivio è pronto per il salto tecnologico, quello fatto di e-mail, di ipertesti digitali, di interattività dinamica e fuggente? Il direttore, Thomas Feitknecht, si dice fiducioso: “È possibile che nel ventunesimo secolo, un cambiamento di paradigma radicale possa mettere in discussione il nostro lavoro, già ora la letteratura su internet evade le capacità di archiviazione. Ma si tratta ancora di fenomeni marginali, anzi il computer ha portato a produrre ancora più carta. Le “belle lettere” sono ancora saldamente legate alla forma del libro”.
Gran parte del materiale conservato è già accessibile in rete attraverso gli indici, consultabili dai cataloghi on-line della Biblioteca nazionale. La via verso l’auspicato archivio di letteratura che è contemporaneamente sportello di informazione, centro di documentazione e ricerca, luogo d’esposizione e di divulgazione, è già realtà. L’Archivio è un’arca per le idee, per le storie e per le emozioni su carta, anche se incompleta, ancora in costruzione, in movimento.
Daniele Papacella
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