Festival di Locarno: una prima mondiale in campo digitale e un nuovo Presidente
Locarno si appresta ad ospitare, dal 2 al 12 agosto, la 53esima edizione del Festival internazionale del Film. Diciannove i lungometraggi in concorso, mentre il «Pardo d'onore» andrà quest'anno al regista olandese Paul Verhoeven.
I film presentati alla rassegna ticinese sono per tradizione un’alternativa al predominante cinema commerciale di stampo hollywoodiano. Quelli in competizione provengono da una quindicina di Paesi, tra cui Svizzera, Italia, Francia, Portogallo, Gran Bretagna, Brasile, Giappone, Vietnam, Hong Kong, Stati Uniti e Cina. Molta Europa, quindi, un po’ di Americhe e un robusto fronte orientale: tre segmenti che si confronteranno nella ricerca di nuove prospettive espressive nel cinema.
Tra i titoli – parecchi in prima mondiale – «101 Reykjavik» con Victoria Abril, «Hamlet» (la 44esima versione del dramma shakespeariano) con Ethan Hawke e Sam Shepard, «Hotaru»di Naomi Kawase e lo scandaloso «Baise-moi» di Virginie Despentes.
La Svizzera sarà rappresentata da «Azzurro», coproduzione elvetico-italiana diretta da Denis Rabaglia e interpretata da Paolo Villaggio, mentre l’Italia parteciperà per la prima volta da dieci anni a questa parte con un unico film, «Gostanza da Libbiano», dedicato alla stregoneria nel ‘500.
Nove i membri della giuria, tra cui il regista svizzero Clemens Klopfenstein, il critico americano Toddy mcCarthy, i cineasti Hélène Angel, Alessandro D’Alatri e Zhang Yuan.
La sera dell’11 agosto il Festival consegnerà il «Pardo d’onore» a Paul Verhoeven, regista olandese trapiantato ad Hollywood noto per le sue provocazioni culminate nel successo commerciale di «Basic Instinct», nonché per altri film tutti azione e violenza come «Atto di forza» e «Robocop».
Tra le novità più significative del Festival, l’inaugurazione a Muralto del «PalaVideo Sony»: si tratta della prima infrastruttura svizzera specializzata nella proiezione di film girati in digitale, che dal profilo tecnico aspira addirittura ad essere una «prima» a livello mondiale. Ospiterà la rassegna collaterale «Video» (con annesso Concorso per 24 opere) dedicata appunto al cinema elettronico, in cui figurano i cineasti svizzeri Francesca Solari e Willi Hermann.
Le proiezioni principali si terranno invece in Piazza Grande a Locarno o, in caso di maltempo, al palazzetto FEVI, in attesa della nuova gigantesca struttura coperta di Piazza Castello, prevista per il 2001.
Altre sezioni complementari saranno dedicate ai nuovi tesori ritrovati della Cinémathèque Suisse e da Memoriav («Cinema svizzero riscoperto»), ai più grandi film elvetici dell’anno («Appellations Suisse»), al cinema di genere («Kings of the B’s»), ai nuovi registi svizzeri e alla Spagna («Pardi di domani»). Una Retrospettiva è prevista infine per il cinema sovietico dal 1926 al 1967.
Quest’anno il Festival ha cambiato anche la presidenza. a Raimondo Rezzonico è infatti subentrato il Consigliere di Stato ticinese Giuseppe Buffi, mentre la direzione rimane a Marco Müller. Buffi ha sottolineato l’importanza di un sostegno costante al cinema elvetico in tutte le sue forme, compresi i Festival che si svolgono sul territorio nazionale; e questo malgrado la scarsità dei finanziamenti per iniziative culturali, attualmente quasi monopolizzati da Expo.
Alessandra Zumthor
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