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Goumois: soccorritori ostacolati dal livello dell’acqua

Circa 300 persone sono impegnate nelle operazioni di soccorso a Goumois Keystone

Dopo essere stati ritrovati venerdì sani e salvi, i 7 studenti zurighesi e la loro guida sono tuttora bloccati in una grotta di Goumois, nel dipartimento giurassiano del Doubs. Prima di poter abbandonare il loro rifugio dovranno attendere ancora diverse ore: nel corso del pomeriggio il livello dell'acqua si è abbassato troppo lentamente dare inizio alle operazioni di salvataggio.

Secondo quanto comunicato da un medico entrato ieri nella grotta assieme ad un sommozzatore, gli otto giovani svizzeri, tre donne e cinque uomini, si trovano in buone condizioni fisiche e psichiche, nonostante la dura prova passata in questi ultimi due giorni. Sono stremati e infreddoliti, ma nessuno di loro ha riportato ferite o presenta gravi problemi di salute.

Le operazioni di soccorso, a cui prendono parte oltre 300 persone, sono state comunque ritardate di alcune ore, in attesa di un abbassamento del livello dell’acqua. Il bel tempo favorisce attualmente il deflusso di corrente che ha impedito finora agli otto speleologi di abbandonare la grotta. I soccorritori hanno fatto esplodere delle piccole cariche di dinamite per accelerare il deflusso.

Il livello dell’acqua dovrà comunque scendere ancora di diversi centimetri, prima di poter permettere agli otto “prigionieri” di ritrovare la luce del sole. Sabato sono state messe in funzione altre pompe a motore per tentare i evacuare l’acqua che ostruisce il passaggio attraverso i sifoni.

Dopo che in mattinata il livello dell’acqua si era abbassato di circa 10 centimetri all’ora, nel pomeriggio il deflusso si è comunque rallentato. Probabiblmente gli otto malcapitati dovranno attraversare 4 sifoni di una lunghezza totale di 25 metri per poter uscire dalla grotta senza dover immergere la testa nell’acqua.

I sette studenti zurighesi e la loro guida sono stati localizzati in una cavità asciutta a 75 metri dall’entrata della grotta. Un medico e un sommozzatore hanno trascorso la notte con loro, apportando il necessario per nutrirli, reidratarli e riscaldarli, ha comunicato Eric Zipper, consigliere tecnico del Soccorso speleologico francese dell’Alto Reno.

Gli “apprendisti speleologi” non verranno portati in salvo attraverso l’entrata naturale della grotta, ma tramite un pozzo di otto metri scavato dai soccorritori. Il pozzo porta a una grande sala, separata dalla cavità dove si trovano gli otto svizzeri da un cunicolo con diversi sifoni inondati che dovranno essere svuotati con delle pompe.

La localizzazione dei sette studenti della Scuola di alti studi sul lavoro sociale di Zurigo, è avvenuta quando i soccorritori cominciavano a scoraggiarsi, dopo aver trovato vuota la prima delle due cavità in cui era possibile trovare un rifugio.

«Gli speleologi – ha reso noto Zipper – avevano caschi, luce elettrica e un po’ di viveri che hanno saputo economizzare. Vari speleologi hanno espresso dubbi sulle condizioni in cui si è svolta la spedizioni degli otto svizzeri, penetrati nella grotta dopo un temporale. “Avevano soltanto scarpe da montagna, jeans e giacche a vento – ha commentato Zipper – non voglio parlare d’incoscienza, forse si saranno detti che non c’era pericolo perchè, quando sono entrati nella grotta il temporale era finito e l’ingresso era asciutto.”

swissinfo e agenzie

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