Grande musica ad Ascona in cerca di una sede
È ripartita il 23 agosto la rassegna concertistica delle "Settimane musicali", mentre si avvicinano scadenze importanti per il progetto Casinò-sala spettacoli sul sedime dell'aeroporto. Una soluzione contrastata, che dipenderà dalle licenze concesse dal Consiglio federale.
A un tris di stelle della musica classica è stata affidata l’apertura della 56esima edizione delle “Settimane musicali” di Ascona, prestigiosa manifestazione concertistica che, ogni autunno, richiama sulle rive del Verbano artisti di notorietà mondiale. Non a caso, c’è chi ne parla come della “sorella minore” del Festival di Lucerna.
Nei primi giorni, spiccano le esibizioni della cantante Cecilia Bartoli, del pianista israeliano Daniel Barenboim – ad Ascona con uno dei suoi ormai rarissimi récital – e del direttore d’orchestra russo Yuri Temirkanov, con l’Orchestra filarmonica di San Pietroburgo. Ma nel cartellone della menifestazione sono da segnalare altri grandi nomi, dalla violoncellista Natalia Gutman al violinista Julian Rachilin, dalla clarinettista Sabine Meyer alla percussionista Evelyn Glennie, famosa perché, malgrado una profonda sordità, è diventata un punto di riferimento nel campo degli strumenti a percussione, riuscendo a percepirne le vibrazioni attraverso il corpo.
C’è spazio, naturalmente, anche per artisti svizzeri: tra questi il compositore Mathias Rüegg, che il 13 ottobre presenterà in prima assoluta l’opera “About games, tenderness, violence & more!”, commissionata dalle “Settimane” con il contributo della fondazione “Pro Helvetia”.
Come sempre, i concerti hanno luogo in chiesa, dividendosi tra quelle di Locarno, Ascona e Brissago. Quest’anno, tuttavia, ferve il dibattito per trovare una sede migliore quanto ad acustica e logistica. Il progetto sul tavolo, dell’architetto catalano Louis Mateo, prevede una sala spettacoli di oltre mille posti, una struttura alberghiera a cinque stelle, un centro benessere e un Casinò sul territorio del vecchio aeroporto di Ascona, al confine con Locarno. In questo modo, nell’urbanistica del delta verrebbe a crearsi un grosso polo turistico-culturale.
Il problema, tuttavia, è che, essendo le quattro strutture strettamente collegate (anche dal punto di vista finanziario), la possibilità di realizzarle dipenderà dall’arrivo della concessione federale per il Casinò, e in particolare di una licenza di tipo A (gran casinò). Una decisione in proposito dovrebbe essere presa nei prossimi mesi.
Ma l’idea di avere sul territorio una grossa casa da gioco non piace a una parte della popolazione, che ha già promosso un referendum su cui si voterà il 23 settembre. Il presidente delle “Settimane”, Dino Invernizzi, si augura da parte sua che venga respinto, “per evitare di affossare, assieme al Casinò, anche l’auditorium che aspettiamo da più di cinquant’anni”.
Alessandra Zumthor
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