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Inaugurato a Losanna il nuovo “mu.dac”

Un oggetto gonfiato presentato alla prima mostra del nuovo museo. aucun

Inaugurazione, giovedì sera, del nuovo museo di design e arti applicate di Losanna, il "mu.dac". La prima esposizione rinvia agli anni '60, con un catalogo gonfiabile come le opere d'arte presentate.

Chantal Prod’homme, la nuova direttrice del Museo del Design e delle arti applicate contemporanee di Losanna (per brevità e modernità definibile Mu.Dac), lo confessa con un sorriso: l’esposizione di apertura AIR EN FORME è un vero omaggio alla leggerezza.

Lo spostamento di questa istituzione ormai trentennale dalla sede di Avenue de Villamont – dove una triste scala conduceva a uno spazio espositivo sotterraneo senza finestre – alla magnifica Maison Gaudard, a due passi dalla cattedrale, è però tutt’altro che un trasloco, sebbene messo sotto l’egida della leggerezza.

Questo palazzo settecentesco di tutto rispetto – che già fu la sede della prefettura – ha una vista imprendibile su Losanna e il restauro realizzato per far posto al Mu.Dac lo ha reso ancor più magnifico. Nel sottotetto in legno ha potuto trovar posto la ricchissima collezione di sculture in vetro (tra cui opere di Arp, Ernst e Picasso), mentre le cantine possono presentare una donazione di oggetti artigianali dell’antico Egitto e cinesi, pure appartenente al museo.

Ma per evitare il rischio di un eccessivo appesantimento museale, la direttrice ha deciso di aprire le porte della nuova sede con un’esposizione gonfiabile: sono infatti ritornate di moda – nelle arti applicate di tipo industriale o decorativo – le forme di plastica gonfiabile che tanto spazio avevano avuto nel Design degli anni Sessanta.

E allora, guidati da un catalogo anch’esso gonfiabile, si posso scoprire fino all’8 ottobre lampade o poltrone in cui, per seguire il titolo della mostra, l’aria si è fatta forma; ma anche opere di artisti di fama internazionale, come Jeff Koons, che presenta per la prima volta il fiore creato per le Edizioni Parkett e mai realizzato; Niki de Saint Phalle con una Nana gonflable (ovvia), cui fanno da controcanto le più inquietanti bamboline sgonfiate di Isabelle Jousset. Un’esposizione di tutto piacere, per l’apertura di un museo tutto nuovo e bellissimo a Losanna.

Pierre Lepori, Losanna

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