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La Fondazione Beyeler denunciata per un quadro di Kandinsky

Il quadro della discordia fa attualmente parte della collezione del mercante d'arte svizzero Ernst Beyeler Keystone Archive

La fondazione Beyeler di Basilea è stata chiamata in giudizio da Jen Lissitzky per possesso di opere d'arte spoliate dai nazisti: al centro della disputa il quadro di Wassily Kandinsky «Improvisation Nr. 10». Il russo chiede che l'opera, che apparteneva a sua madre, gli venga restituita. Lo hanno annunciato venerdì a New York i suoi avvocati.

La denuncia contro la Fondazione Beyeler è stata depositata venerdì presso il Tribunale civile di Basilea. Lissitzky chiede che il quadro, dipinto nel 1910 da Wassily Kandinsky, gli venga riconsegnato: l’opera apparteneva a sua madre Sophie, moglie dell’artista russo El Lissitzky.

Il quadro era esposto assieme al resto della collezione Küppers-Lissitzky in un museo di Hannover e venne confiscata nel 1937 dai nazisti perchè ritenuto «arte degenerata». Fu in seguito consegnato al mercante d’arte Ferdinand Möller, incaricato da Hitler di vendere questo tipo di opere.

Sophie Küppers-Lissitzky, che nel 1926 era fuggita in Russia con il marito, chiese dopo la guerra un risarcimento ma non ottenne nulla. Il figlio Jen tornò dall’esilio nel 1989 e scoprì che il quadro era finito nelle mani del gallerista Ernst Beyeler, che lo aveva comperato nel 1951 a Colonia da Möller.

La Fondazione Beyeler guarda alla contesa giudiziaria «con tranquillità», ha indicato un portavoce. Beyeler afferma di aver acquistato il quadro da Möller in buona fede nel 1951. Il gallerista basilese sarebbe però pronto, «per motivi morali», a pagare un «risarcimento corretto e adeguato agli eredi della precedente proprietaria», ha aggiunto il portavoce.

Finora le trattative non sono state possibili perché Lissitzky ha sempre mostrato l’intenzione di voler ricavare il massimo. Il valore del quadro – stando alle stime di Beyeler – è attualmente di 20-25 milioni di franchi.

Lissitzky è già riuscito ad ottenere altri due quadri appartenuti alla collezione dei suoi genitori: si tratta di un’opera del pittore polacco Louis Marcoussis e una di Paul Klee.

swissinfo e agenzie

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