Molto più di un raggio di luce
Un linguaggio artistico a più livelli per paesaggi che parlano di infinito. L’artista grigionese Elisabeth Arpagaus è tutto questo.
Il Museo cantonale d’Arte a Lugano propone una mostra con fotografie e dipinti dell’Aude, regione del sud della Francia dove l’artista vive e lavora.
Nell’Ala Est del museo trova dunque spazio una selezione di opere realizzate nel corso degli ultimi sei anni. Dipinti monocromi e concepiti per cicli, come spiegano gli organizzatori, che sono veri paesaggi con una grande forza evocativa.
Distese blu, gialle, che richiamano l’essenza stessa del Mediterraneo. I suoi paesaggi, le sue atmosfere, i suoi luoghi – anche della memoria – crocevia di tante culture, elementi costitutivi del Mare Nostrum.
Un’artista multimediale
“La mostra dedicata a Elisabeth Arpagaus – spiegano i curatori – si inserisce in una linea espositiva volta a presentare artisti che concentrano la propria ricerca sul tema del paesaggio, confrontandosi di volta in volta con un unico luogo attraverso un approccio insieme intimista e sperimentale, dilatato nel tempo e tradotto in ambito multimediale quali la pittura, la fotografia e la grafica”.
In riva al mare Elisabeth Arpagaus individua i minerali adatti alla creazione dei colori. Una ricerca che è parte integrante del suo lavoro. Le elaborazioni dei pigmenti, stesi in strati sottilissimi e trasparenti sulla tela, rappresentano infatti una parte fondamentale nel suo processo creativo.
Fotografie in bianco e nero documentano i luoghi di ritrovamento dei pigmenti e diventano parte integrante dei dipinti
Creare atmosfere, trasmettere emozioni
La luce è indubbiamente l’elemento principale dei dipinti dell’artista. “La luce – spiega a swissinfo Eisabeth Arpagaus – è tutto. E’ il colore, è lo spazio, è la pittura. Per la mia arte la luce è fondamentale, anzi essenziale”.
“La brillantezza, opacità o trasparenza dei colori – sottolineano i curatori della mostra – vengono trasposte e interpretate sulla superficie pittorica dall’artista in un percorso marcato da un’estrema sensibilità. Una fruizione lenta, contemplativa, permette di fare emergere la straordinaria profondità dello spazio pittorico nel quale lo sguardo dell’osservatore è invitato a penetrare”.
Per Elisabeth Arpagaus la luce è dunque punto di partenza e arrivo della sua arte. “La ricerca di luoghi in cui la dimensione luce ha una sua vitalità – precisa ancora Arpagaus – è parte integrante del mio lavoro, della mia opera. La luce permette di creare atmosfere, di trasmettere emozioni.”
Dalle montagne dei Grigioni al deserto
Sembrerebbe che Elisabteh Arpagaus abbia scelto un fascio di luce come veicolo del suo viaggio. Un viaggio che l’ ha portata dalle montagne grigionesi alle sponde del Mediterraneo.
“Nel sud della Francia la luce ha una luminosità speciale. E’ persistente, avvolgente. Il Mediterraneo – continua l’artista – rappresenta per me un luogo dove la luce si trasforma, diventa movimento. Dove la dolcezza dialoga con la forza”.
“Una sensazione che ho vissuto nelle montagne dei Grigioni, ma che nel sud della Francia si esprime in modo diverso. Perché ogni luogo ha una sua luce. E ogni volta è una scoperta diversa, come la luminosità, quasi violenta, della luce nel deserto egiziano”.
Come se non ci fosse un’unica luce, ma più luci che non si possono paragonare tra loro. “I giochi e le trasformazioni della luce – aggiunge l’artista – sono come nuovi personaggi, nuovi paesaggi, nuove melodie”.
Il rapporto con la Madre Terra
Anche la natura occupa un posto centrale nell’opera di Arpagaus. “La natura mi insegna molte cose, mi aiuta. Il mio è un percorso di interazione tra quanto esprimo in pittura e quello che vedo attorno a me”.
“La pittura è infatti un’altra realtà. E il mio obiettivo – afferma Arpagaus – è di trasformare le mie percezioni, come se dovessi distillare ciò che vedo. Non potrò mai imitare la natura, ecco perché con lei devo cercare un dialogo”.
E le valutazioni della critica hanno perfettamente colto questa sua modalità espressiva: “Le particolari caratteristiche luministiche integrano la ricerca artistica di Elisabeth Arpagaus in un processo assimilabile all’esperienza della natura stessa”.
swissinfo, Françoise Gehring, Lugano
La mostra al Museo Cantonale d’Arte a Lugano dura fino al 6 marzo
10 le principali mostre personali e collettive dell’artista grigionese, tra cui anche in Germania e in Brasile
7 le principali opere pubbliche
Elisabeth Arpagaus nasce a Coira nel 1957.
Nel periodo 1973-78 frequenta la Scuola d’Arti di Ginevra.
Dal 1979 è attiva come artista indipendente.
Negli ultimi dieci anni alterna soggiorni in Egitto e nel Sud della Francia.
Dal 2001 vive e lavora a Peyriac de Mer, nel dipartimento dell’Aude.
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