Raddoppio galleria stradale del San Gottardo: TCS soddisfatto
Per il Tourng Club Svizzero il sì del Nazionale al raddoppio della galleria del San Gottardo è "un passo nella buona direzione". Intanto, l'iniziativa "Avanti" ha già raccolto quasi centomila firme e verrà consegnata a Berna in autunno.
Nell’imminenza dell’assemblea dei delegati, a Vaduz, nel Liechtenstein, il TCS ha tenuto la conferenza stampa annuale a Zurigo, che ha assunto un particolare significato per la concomitanza con il dibatttito al Consiglio nazionale sul raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo.
Questo primo via libera al raddoppio della galleria del San Gottardo rappresenta – secondo il TCS – una tappa verso la soppressione delle strozzature del traffico sulla rete stradale svizzera. I consiglieri nazionali hanno capito – ha detto il portavoce Stephan Müller – che gli ingorghi sono incompatibili con una politica dei trasporti moderna.
La decisione del Consiglio nazionale va nella stessa direzione dell’iniziativa “Avanti – per autstrade sicure ed efficienti”, lanciata cinque mesi fa dal TCS. In particolare, l’iniziativa esige l’eliminazione dei problemi di capacità della rete stradale e quindi, oltre al raddoppio del San Gottardo, anche la costruzione di una terza corsia autostradale tra Ginevra e Losanna e tra Berna e Zurigo. In tal modo – ha detto il presidente del TCS, Jean Meyer, durante la conferenza stampa – “dimostriamo di prendere sul serio gli interessi dei nostri soci”.
Meyer ha quindi espresso giudizi critici sulla politica nazionale in materia di traffico. Il 12 marzo – ha detto Meyer – respingendo l’iniziativa sul dimezzamento del traffico, i cittadini hanno mostrato “chiaramente di non voler rinunciare alla mobilità individuale e in nessun caso di volerla dimezzare”. In quest’ottica, il successo dell’iniziativa “Avanti” è “il segnale politico che, accanto a un efficiente trasporto collettivo, esiste anche quello individuale che rappresenta pur sempre l’80 per cento dell’intero settore”.
A una tale realtà “non si può rispondere testardamente con un ‘niet'”. Ma la discussione sulla mobilità non è ancora finita: altre iniziative popolari cercano di condizionare la politica in materia. Quindi il TCS si oppone sia all’iniziativa che propone 4 domeniche all’anno senz’auto, sia a quella chiama “Strade per tutti” che propone l’introduzione generalizzata del limite massimo di 30 chilometri all’ora nelle località. Le ragioni di tale opposizione del TCS sono diverse, ma sono state essenzialmente indicate da Meyer nel fatto che una delle due iniziative proviene dagli stessi ambienti che volevano il dimezzamento del traffico, mentre l’altra causa più problemi di quanti ne rvorrebbe risolvere.
Per il resto, il TCS – che quest’anno chiuderà i conti in perdita, anche se il numero dei soci continua ad aumentare e supera ormai gli 1,4 milioni – farà consistenti investimenti per creare una nuova centrale di comunicazione, resasi necessaria per il crescente numero di chiamate dovuto all’impiego di telefoni cellulari. In previsione c’è lo sviluppo di più numerose applicazioni; ma per il momento il TCS sta conducendo insieme con Swisscom un esperimento-pilota per un servizio WAP.
Oltre a migliorare le comunicazioni, il TCS vuole ampliare l’offerta dei propri servizi d’assistenza e sviluppare la propria “web site” in Internet, che esiste già da due anni. Il nuovo obiettivo è l'”e-commerce”, per il quale entro la fine dell’anno dovrebbe essere operativa una nuova “web site”.
Silvano De Pietro
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