Risultati record per Chagall a Lugano
Con la mostra antologica su Chagall, il Museo d'Arte Moderna di Lugano ha superato tutti i record d'affluenza di pubblico. Il successo è da ricondurre all'interesse per l'artista russo, all'importante selezione di opere esposte, come all'organizzazione perfetta, al marketing e alle manifestazioni collaterali. L'esposizione rimane aperta fino al 1. luglio 2001.
Dalla sua apertura, l’8 marzo scorso, il museo ha già registrato oltre 80’000 visitatori. Un primato degno di nota per Villa Malpensata, assediata in media giornalmente da 1400 visitatori.
L’attrattività dell’esposizione luganese si inserisce in un panorama dei musei che cambia a livello internazionale. Dalle diverse sedi della Guggenheim Collection – il leader della globalizzazione dell’arte con sedi a New York, Bilbao, Berlino e Venezia – agli esempi elvetici di Martigny, con la Fondazione Gianadda, e di Basilea, con il Museo Beyeler, i musei cambiano indirizzo.
Si moltiplicano infatti le esposizioni di artisti affermati con ampie retrospettive antologiche. A questa soluzione si aggiunge poi un attento marketing che riesca a creare le aspettative e a colpire l’attenzione della stampa e di conseguenza del vasto pubblico.
Anche se i prezzi rimangono mediamente alti, soprattutto nei musei privati, nessuno sembra scoraggiarsi. Anzi. Il successo che si cumula e si ripete in molti grandi centri in Svizzera e all’estero, non sembra saturare il bisogno d’arte del pubblico.
Evidentemente la ricetta “artista affermato + ampia scelta di opere + promozione mirata” stimola l’appetito di chi d’arte fin ora era digiuno. Sembra un fenomeno collettivo: tutti a vedere i quadri già visti in mille riproduzioni. Per poter dire: c’ero anch’io. Almeno si tratta degli originali, allestiti sempre con ineccepibile professionalità.
Anche il Museo d’Arte Contemporanea di Lugano persegue una strada simile da alcuni anni. Dunque anche i musei pubblici seguono le tendenze delle fondazioni private rincorrendo il favore del pubblico, tanto necessario per poter giustificare le importanti spese che questi procurano alle casse pubbliche. Con successo, pure sul fronte della ricerca degli sponsor privati. Quale occasione migliore, anche per i finanziatori privati, per dimostrare la propria vena filantropica?
Nelle ultime stagioni luganesi, le esposizioni – con un identico carattere antologico e un’altrettanto identica offensiva marketing – su Munch (1998), Modigliani (1999) e Kirchner (2000) avevano fatto registrare un successo d’entrate inusitato: il numero dei visitatori ha superato in tutti i casi le 100’000 unità.
Proprio grazie all’attento coinvolgimento della stampa e dei mezzi di comunicazione elettronici, la tensione si mantiene alta. Le offerte, poi, che farciscono l’esposizione, dalle visite guidate, ai percorsi didattici e multimediali, per finire al mechandising, sembrano soddisfare il sempre più ampio pubblico che si avvicina ai musei.
Anche a Lugano questa tendenza fa scuola e si dimostra vincente. Il treno del “museo-mercato” e la creazione dell'”evento” si fanno valere anche in riva al Ceresio, creando un indotto economico significativo, offrendo un’attrazione in più per il turismo e garantendo una ricaduta d’immagine positiva.
Daniele Papacella
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