Ritrovati vivi gli svizzeri prigionieri nella grotta in Francia
Sono stati ritrovati vivi alle 10.40 di venerdì gli otto svizzeri rimasti intrappolati da mercoledì in una grotta a Goumois, nel Giura francese. Una squadra di sommozzatori francesi è riuscita a raggiungerli, ma le operazioni di soccorso non sono ancora concluse: i lavori per riportare in superficie gli otto ragazzi sono ostacolari dall'acqua che si è infiltrata nel sottosuolo.
Tenuto conto delle dura esperienza che hanno dovuto sopportare, le loro condizioni di salute sono buone, ha detto una fonte dei soccorritori. Sono stremati, infreddoliti e provati psicologicamente, ma nessuno ha riportato ferite.
Gli otto – sette studenti di una scuola per assistenti sociali di Zurigo e la loro accompagnatrice – hanno potuto tirare un sospiro di sollievo venerdì mattina poco prima delle 11.00, quando i soccorritori francesi sono riusciti a raggiungerli attraverso un pozzo verticale scavato nel corso della notte.
Penetrare nella grotta attraverso l’accesso naturale era infatti impossibile perché la galleria nel suo tratto iniziale risultava completamente inondata a causa delle forti precipitazioni di questi giorni. E a nulla è valso il tentativo di prosciugare la grotta con decine di pompe: dopo un primo abbassamento del livello dell’acqua è ripreso a piovere copiosamente e le pompe riuscivano soltanto a mantenere stabile la situazione.
La notizia del ritrovamento è giunta quando già serpeggiava un certo pessimismo. Scavato il pozzo artificiale i soccorritori si sono infatti calati in un anfratto in cui si presumeva che i giovani svizzeri avessero potuto trovare rifugio. Ma nella cavità non è stato trovato nessuno. Tre sommozzatori francesi, tra cui un medico, si sono allora inflilati attraverso un cunicolo inondato in una seconda nicchia a poche decine di metri di distanza: e hanno trovato i dispersi, tre donne e cinque uomini tra i 25 e i 35 anni, e hanno portato loro bevande calde, cibo, torce elettriche e coperte per ripararsi dal freddo.
I malcapitati speleologi, impegnati in una visita nel sottosuolo che avrebbe dovuto durare solo poche ore, erano stati sorpresi dal repentino aumento del livello dell’acqua all’interno della galleria: per fortuna hanno trovato un posto asciutto a una settantina di metri dall’uscita e sono rimasti tutti assieme, agevolando così l’opera di ritrovamento. Erano equipaggiati in modo sommario e non avevano l’attrezzatura per resistere al freddo per molto tempo. Ma di fronte al pericolo hanno reagito correttamente, grazie ai consigli della guida, definita una persona esperta.
Le operazioni di salvataggio vanno avanti: i soccorritori – 300 persone che hanno lavorato ininterrottamente 24 ore su 24 – stanno tentando di prosciugare il cunicolo inondato che separa gli speleologi dal pozzo artificiale scavato per l’occasione. Proprio attraverso questa apertura, la cui volta è stata allargata nel pomeriggio con cariche di dinamite, i giovani svizzeri saranno successivamente issati in superficie. Quando di preciso non si sa e molto dipenderà dalla quantità d’acqua che ancora rimane da pompare.
La spedizione nelle grotte di Goumois, a pochi chilometri dal confine con il canton Giura, era stata organizzata per conto della scuola zurighese da una società basilese, la Altamira, e avrebbe dovuto servire agli studenti come «esperienza pedagogica». L’obiettivo era di rafforzare la fiducia in sé stessi e i contatti sociali all’interno del gruppo, mettendo alla prova limiti personali e paure di fronte a nuove sfide.
Intanto però si rincorrono voci circa responsabilità ed eventuali denunce, tenuto conto che gli abitanti della regione avevano sconsigliato al gruppo di svizzeri di inoltrarsi nel sottosuolo quando era evidente l’imminenza di forti temporali.
«Le priorità oggi sono altre. Esamineremo il problema delle responsabilità in un secondo tempo», ha detto Markus Brändle, vice direttore della «Hochschule für soziale Arbeit», la scuola universitaria cui gli studenti sono iscritti.
La notizia del ritrovamento degli speleologi è rimbalzata a Berna quando era in corso un colloquio ufficiale tra il ministro degli esteri francese Hubert Védrine e il consigliere federale Joseph Deiss. Entrambi hanno espresso e soddisfazione e Deiss ha tenuto a ringraziare i soccorritori francesi per il loro impegno. Anche il Consiglio federale, in una nota diramata in serata, ha manifestato riconoscenza a tutti i soccorritori.
swissinfo e agenzie
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