Schawinski: canone radio e TV diviso tra SSR e privati
Roger Schawinski, il pioniere della radio e della televisione privata in Svizzera non esce di scena neanche dopo aver venduto le sue emittenti. Il 60 per cento del canone radiotelevisio alla SSR e il rimanente 40 per cento distribuito fra i privati in base al sistema «pay- per-view»: è la sua proposta, fatta da in un'intervista pubblicata martedì da «Le Temps».
Anche dopo la recente vendita delle suo gruppo Belcom (Tele24, TeleZüri e Radio24) a Tamedia, l’»ex radiopirata del Pizzo Groppera» non abbandona la sua lotta contro la legislazione radiotelevisiva, in gran parte responsabile a suo avviso dei problemi delle emittenti private.
Il progetto di revisione della legge radiotelevisiva (LRTV) vuole lasciare alla SSR la totalità dei proventi del canone radiotelevisivo, che raggiungono circa 1,1 miliardi di franchi l’anno. Con la sua richiesta di distribuire alle emittenti private il 40 per cento di tale somma, Schawinski va oltre le richieste dell’associazione che raggruppa le emittenti private «Telesuisse», che vorrebbe ottenere il 10 per cento di tale cifra.
Il sistema «pay-per-view», ossia una ridistribuzione in base agli indici d’ascolto, instaurerebbe secondo Schawinski un sistema di «concorrenza reale», perché «gli utenti pagherebbero per i canali che utilizzano».
In Svizzera il 60 per cento del consumo televisivo va alle emittenti estere. Secondo Schawinski è stata la lentezza dell’adattamento della legislazione che ha permesso ai canali commerciali stranieri di imporsi sul mercato. In altre condizioni in Svizzera ci sarebbe spazio per cinque o sei TV private a carattere nazionale e una o due emittenti per lingua.
swissinfo e agenzie
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