Socialisti svizzeri ed europei preoccupati dal populismo della destra
I socialisti svizzeri e quelli europei sono preoccupati per il crescente populismo della destra. Ne hanno discusso lunedì pomeriggio in una tavola rotonda sul Gurten, la collina che domina Berna.
Tra i partecipanti il consigliere federale Moritz Leuenberger e il ministro della difesa tedesco Rudolf Scharping. «Con schietta incredulità notiamo come persone che sostenevano il nostro ideale socialdemocratico, oggi votano con l’opposizione di destra», ha affermato Leuenberger. Ma il discorso non è quello della perdita di consensi, bensì dei valori fondamentali della convivenza, per i quali i socialisti sono preoccupati, ha proseguito il consigliere federale. Questi mutamenti si spiegano con la paura che il mondo sia diventato troppo piccolo e col fatto che le crescenti migrazioni dei popoli suscitano insicurezza.
I socialisti europei, malgrado i successi della destra, devono stare attenti a non cadere nell’errore di voler fare del populismo di sinistra. Molto meglio è invece farsi carico e prendere sul serio i timori della modernità. «Non possiamo lasciare da soli coloro che hanno paura», ha dichiarato Leuenberger.
Per contrastare efficacemente il fenomeno del populismo di destra, la socialdemocrazia deve impegnarsi per rendere più sicura l’esistenza, migliorare la formazione, favorire l’integrazione degli stranieri e adottare misure che accompagnino il processo di liberalizzazione. Anche per altre personalità del socialismo europeo intervenute alla tavola rotonda le spiegazioni dell’ondata di destra poggiano sulle fobie verso trasformazioni tecnologiche troppo rapide. Molti individui non sono in grado di far fronte al ritmo dei cambiamenti, ha rilevato il presidente dell’assemblea nazionale austriaca Heinz Fischer. E di fronte alle paure le facili ricette esercitano forte attrazione.
Al primo dibattito sul tema del populismo, della xenofobia e del nazionalismo in Europa, ha preso parte, a fianco del presidente dei socialisti europei, Rudolf Scharping, tra gli altri Rolf Bloch, vicepresidente del congresso ebraico europeo. Per Bloch la crescente ostilità verso lo straniero nasconde una domanda di identità. In Europa – ha detto – vi è il diritto di essere diversi, ma anche quello di dividersi. Occorre trovare un equilibrio tra i diritti di ambo le parti ad avere una propria identità. Il fatto è che il populismo di destra sfrutta le insicurezze della popolazione per affermare la sua unica visione delle cose.
In un secondo dibattito si sono confrontati Yvette Jaggi, presidente della Fondazione Pro Helvetia, il politologo Claude Longchamp ed esponenti dei partiti socialisti europei, mentre a una terza tavola rotonda sono intervenuti il capogruppo socialista alle Camere federali Franco Cavalli, il vicepresidente del gruppo socialista all’europarlamento Hannes Swoboda e il consigliere nazionale zurighese Andreas Gross. Nei loro interventi hanno cercato di dare risposte al quesito: quale la responsabilità della socialdemocrazia europea?.
swissinfo e agenzie
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