Un ponte per la danza da Berna verso gli altri ponti nel mondo
E' stato uno degli avvenimenti culturali delle Giornate di danza bernesi. The Bridge, lo spettacolo che si è replicato più volte a richiesta del pubblico, dopo l'esperienza entusiasmante della "prima", parte alla conquista di altri ponti in altri Paesi. Alla sua guida Heidi Amisegger, co-fondatrice di Oeff-Oeff Production, la compagnia di danza stabile bernese che ha prodotto l'evento culturale.
“Il ponte è sempre un legame tra due punti distinti” -dichiara a swissinfo Heidi Amisegger. L’idea di rappresentare lo spettacolo di danza The Bridge su un palcoscenico inserito nella struttura portante del Kirchenfeldbrücke si deve proprio a lei, a quella che i sei ballerini della compagnia OeffOeff Production, più l’intero staff della produzione definiscono “il capo”. “Ho avuto quest’idea, questa visione un paio d’anni fa. Adesso, dopo aver realizzato positivamente la prima parte del progetto The Bridge -continua Heidi Amisegger che con Regula Maler nel 1994 ha fondato la compagnia di danza- ci impegneremo nella continuazione della produzione, che è di rappresentare lo spettacolo su altri ponti famosi nel mondo”.
Progetto quinquennale
Un ponte che dalla Svizzera parte alla volta di altre nazioni. Questo il progetto culturale della compagnia di danza stabile bernese OeffOeff Production, la stessa compagnia che lo scorso anno si è prodotta alla giornata svizzera dell’Expo di Hannover, oltre a portare in scena annualmente una o due rappresentazioni teatrali di danza.
La particolarità del progetto è che si sviluppa su un arco di tempo di cinque anni. “Il progetto è di replicare The Bridge a Londra, Helsinki, Sidney, New York”, precisa Heidi Amisegger.
The Bridge è uno spettacolo di danza nel quale i ballerini, in tutto sei, si producono in un rapporto innovativo rispetto al passato: si esibiscono infatti su palchi creati all’interno della struttura del ponte e distanti tra i quindici ed i trenta metri dal pubblico. “Noi -spiega ancora Heidi Amissegger- cerchiamo continuamente nuovi modi espressivi e di contenuti nel proporre spettacoli di danza al pubblico. La nostra ricerca di nuovi linguaggi e modelli espressivi è continua”.
Sei ballerini volanti
Impegnato in prima persona nella ricerca di nuovi modelli espressivi è anche Patrick Jackson, 25 anni, sudafricano, in Svizzera da tre anni circa per frequentare dapprima la Scuola-Teatro Dimitri ed ora per ballare con OeffOeff Production: “Lo spettacolo The Bridge unisce molto lo sport alla danza in aria -aggiunge Patrick Jackson- io ho imparato come assicurarmi, facendo questo spettacolo che, rappresenta, anche la percezione di altre sensazioni, quando si vola per venti metri con il booungee e poi si arriva sul ponte”.
I sei “ballerini volanti”, come li ha definiti la critica, torneranno a ballare The Bridge sotto i ponti di altre metropoli del mondo, per continuare ad unire punti distanti tra di loro.
Sergio Regazzoni
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