A Emmen si torna a votare su domande di naturalizzazione
Il prossimo 10 giugno i cittadini di Emmen dovranno decidere la sorte di 13 domande, per un totale di 20 candidati al passaporto rosso. La ha annunciato mercoledì il municipio del comune lucernese, presentando il relativo messaggio. Lo scorso anno aveva suscitato scalpore il rifiuto in blocco di una cinquantina di domande.
È la prima volta che la popolazione di Emmen si esprime su questo tema dopo il 12 marzo 2000, quando rifiutò la cittadinanza elvetica a 48 stranieri quasi tutti balcanici, accogliendo solo la richiesta di otto italiani. Un voto che aveva costretto il comune a sospendere le procedure in corso e aveva indirettamente avviato un ampio dibattito in tutta Svizzera.
Il risultato di Emmen era stato interpretato come una forma di scontento della popolazione nei confronti della politica degli stranieri, ritenuti troppo numerosi nel sobborgo di Lucerna. Per uscire dal vicolo cieco, le autorità si erano viste costrette rivedere l’intera procedura di naturalizzazione. Presentato nel febbraio di quest’anno, il nuovo iter verso il passaporto rossocrociato è più selettivo: dapprima si esprime il municipio, poi il consiglio comunale, che ha istituito una commissione ad hoc e si pronuncia su ciascuna richiesta. Solo a quel punto interviene il popolo.
Il materiale consegnato ai votanti, fortemente criticato nell’ultima chiamata alle urne, è stato migliorato. Non vengono più fornite informazioni sul reddito del postulante, le foto sono di qualità migliore (non quindi simili a quelle segnaletiche della polizia), le caratteristiche del candidato sono incluse in un testo e non in singoli punti, e infine la persona stessa ha la possibilità di descriversi.
Il municipio si dice fiducioso: i cittadini di Emmen – si legge nel messaggio – non sono razzisti, il risultato dell’anno scorso è dovuto soprattutto alla scontentezza sulla politica d’asilo e degli stranieri della Confederazione e sul precedente sistema di naturalizzazione a Emmen. La nuova procedura – sostiene l’esecutivo comunale – offre le opportune garanzie che alle urne giungano solo le domande di persone integrate, che conoscono la lingua e che rispettano i costumi e l’ordinamento giuridico svizzeri.
Le autorità procedono inoltre con i piedi di piombo: sebbene siano oltre 260 le domande di naturalizzazione pendenti, alle urne si deciderà di volta in volta solo su 10-15 dossier. Dopo quella di giugno, che segnerà tra l’altro la sorte di sei persone originarie dei Balcani, la prossima votazione sarà in autunno.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.