Coppa Davis addio
Le due vittorie di Roger Federer non sono bastate. La squadra svizzera di Coppa Davis si è inchinata di fronte alla Francia nei quarti di finale della prestigiosa competizione.
Nonostante la sconfitta, il campione basilese ha vissuto tre giorni eccezionali nei luoghi della sua adolescenza.
Una grande occasione per festeggiare: così Roger Federer vedeva i quarti di finale della Coppa Davis, una competizione a cui tiene moltissimo. Il basilese era felice come una pasqua – è proprio il caso di dirlo – di poter affrontare i suoi amici francesi.
E poi, soprattutto, si rallegrava di giocare per la prima volta da numero uno mondiale nel suo paese, davanti al suo pubblico.
Da un punto di vista simbolico, gl’incontri giocati alla patinoire di Malley significavano anche il ritorno alle origini del bambino prodigio. Sì, perché la fantastica carriera tennistica di Roger Federer è cominciata proprio a qualche passo da qui.
L’importanza delle relazioni umane
Nel 1996 il basilese, allora quattordicenne, viene accolto dai Christinet, una famiglia che abita a poca distanza dalla patinoire di Malley. Federer ha lasciato la sua città per seguire i corsi del Centro nazionale di tennis che all’epoca si trova a Ecublens.
Nonostante qualche difficoltà ad ambientarsi e la tensione che a volte caratterizzava le relazioni umane, quegli anni sono rimasti impressi nella memoria dell’adolescente moccioso ormai divenuto «ragazzo simpatico» e idolo di tutta una nazione.
«Al momento di entrare in campo ho avuto un pensiero speciale per i Christinet. Con loro ho passato due anni molto importanti della mia vita», confessa commosso Federer.
«Durante questo weekend ho vissuto dei momenti molto intensi. E anche se abbiamo perso, sento che abbiamo fatto il nostro dovere».
Losanna come Neuchâtel
In effetti, Roger Federer non ha nulla da rimproverarsi. Vincendo i singolari da lui disputati, ha portato alla squadra gli ormai classici due punti che ci si attende da lui. Ma non è stato sufficiente.
Battuto nel doppio disputato sabato a fianco di Yves Allegro – al quale lo lega un’amicizia nata proprio nel Centro tennistico di Ecublens – il basilese ha assistito impotente alle sconfitte dei suoi compagni di squadra Ivo Heuberger (venerdì) e Michel Kratochvil (domenica).
Come a Neuchâtel nel 2001 (l’ultima volta che la Svizzera ha giocato in casa), l’incontro con la Francia si è deciso al quinto ed ultimo match. E come allora è stato il transalpino Nicolas Escudé ha vestire i panni del boia.
Tre anni fa Escudé aveva battuto il vodese Gorge Bastl in cinque set disputando una partita dal finale mozzafiato (8-6 nell’ultimo set). Questa volta gli sono bastati tre set per avere ragione di Michel Kratochvil e portare alla sua squadra il punto decisivo (6-7, 4-6, 6-7).
L’eterno problema del numero due
Nonostante il suo talento, il bernese Kratochvil sembra condannato a rimanere l’eterno outsider di una squadra nella quale fa fatica ad integrarsi.
Incidenti e depressioni hanno condizionato una carriera i cui soli veri momenti di gloria sono la vittoria decisiva in Coppa Davis contro l’olandese Martin Verkerk e il raggiungimento degli ottavi di finale a Wimbledon nel 2002, dove fu poi eliminato dal britannico Tim Henman.
A conti fatti, la sconfitta di Losanna mostra una volta di più il nocciolo del problema: la squadra svizzera non dispone di un giocatore solido da affiancare a Federer.
Se Yves Allegro comincia ad imporsi nel ruolo di partner ideale per il doppio, la Svizzera sembra destinata a dover attendere la maturazione del giovane Stanislas Wawrinka per diventare una squadra omogenea.
Il sogno è quello di una squadra in grado di raccogliere il testimone del duo Marc Rosset /Jakob Hlasek, finalisti sfortunati nel 1992 contro gli americani, e magari un giorno di arrivare alla vittoria della Coppa Davis. Per il momento però bisogna portare pazienza.
swissinfo, Mathias Froidevaux, Losanna
(Traduzione : Doris Lucini)
La Svizzera è stata battuta dalla Francia nei quarti di finale di Coppa Davis per 3 a 2
Kratochvil è stato battuto da Escudé (F) nel quinto e decisivo match per 6-7, 4-6, 6-7
Nell’altro incontro disputato domenica, Federer aveva battuto Clément (F) per 6-2, 7-5, 6-4
Nel doppio, Escudé/Llodra (F) avevano battuto Federer/Allegro 6-7, 6-3, 7-6, 6-3
Venerdì Clément (F) aveva battuto Heuberger 6-3, 6-3, 6-2
Federer aveva battuto Escudé (F) 6-2, 6-4, 6-4
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