Hockey: la Svizzera perde anche con il Canada
6 a 2: è questo il risultato, netto, con cui il Canada ha battuto la nazionale elvetica ai mondiali di disco su ghiaccio in corso in Germania. Per la squadra svizzera, le prospettive di qualifica al turno successivo si fanno esili.
Ultima spiaggia la Russia. Flashback da Zurigo e San Pietroburgo. Non si tratta del titolo di un nuovo film di James Bond, edizione 007, bensì il bivio al quale si trova la Svizzera di Ralph Krüger. Per entrare nel G8 dell’hockey mondiale infatti i nostri dovranno assolutamente battere Russia (domenica alle 16) e Italia (lunedì, stesso orario) e sperare che gli stessi russi escano sconfitti sabato contro la Repubblica ceca.
Ma non c’è il due senza il tre: la «Krügerstruppe» ha già steso due volte la «corazzata» russa. Perché non concedere un’ulteriore chance ai nostri? A parità di punteggio infatti il regolamento dice che fa stato lo scontro diretto.
Insomma, siamo con le spalle al muro dopo la brutta esibizione di venerdì pomeriggio contro il Canada; un 6-2 che non ammette repliche. I giocatori nordamericani non ci sono stati superiori solo nel gioco fisico (come prevedibile), bensì anche in lucidità, aggressività e pattinaggio.
Per fortuna che Gerber ci ha messo una pezza e i rossocrociati sono riusciti a limitare – per così dire – il passivo a sole 4 reti di scarto… Alla «prima» di Colonia contro i tedeschi la Svizzera aveva steccato clamorosamente; alla «prima» nel girone intermedio i rossocrociati si sono sciolti come neve al sole.
E pensare che il Canada ci ha piegato senza neanche troppo sudare: in ritardo dopo la rete di Steienegger (10.42), i ragazzi con la foglia d’acero hanno forzato un tantino il ritmo, e sempre nel primo periodo – nello spazio di 60 secondi – rovesciato lo «score» grazie alle reti di Isbister (doppietta finale per lui) e Smyth.
Ma a tagliare definitivamente le gambe ai nostri ci ha pensato Lecavalier al 22.12, quando la Svizzera si trovava in inferiorità numerica (prima rete al passivo in 4 contro 5). Una resa incondizionata che ha poi portato ai gol del 4-1 ancora di Isbister e nel terzo conclusivo di Walker e Sullivan (intervallate dal 5-2 di Conne).
Vabbè che il punto del primo pareggio nordamericano era da annullare per netto fallo su Gerber, ma queste sono motivazioni futili. Mettiamo pure a bilancio i tre voli aerei in 5 giorni che hanno portato i nostri da Colonia a Norinberga fino ad Hannover. Ma i chilometri accumulati in aereo e le tossine non smaltite non possono giustifiare l’incolore prestazione svizzera.
La verità è che ci eravamo abituati troppo bene: i rossocrociati quest’anno non sono più considerati «outsider» e quindi tutto è più difficile. Semmai preoccupa la sostanza con la quale sono nate le sconfitte che ci relegano all’ultimo posto – con l’Italia – nel Gruppo E (9 reti fatte, 14 subite).
L’anno scorso Krüger, alla vigilia del decisivo match contro la Russia, inviò un SMS sul telefonino di tutti i giocatori. Testo: «tutto è possibile, basta crederci». E tutti sappiamo come andò a finire. I padroni di casa dovettero cedere il passo ai rossocrociati nei quarti di finale. Quale stratagemma inventerà quest’anno il selezionatore svizzero?
Canada-Svizzera 6-2 (2-1; 2-0; 2-1))
Reti: 10.42 Steinegger (Crameri, 5c4) 15.54 Isbister 1-1; 16.48 Smith (Richards)2-1; 22.12 Lecavalier (Friesen, 5c4) 3-1; 37.48 Isbister 4-1; 42.25 Walker 5-1; 47.40 Conne (Reichert, 5c4) 5-2; 54.32 Sullivan (Thornton) 6-2;
Svizzera: Gerber; Bezina, Vauclair; Demuth, Aeschlimann, Ziegler; Salis, Sutter; Della Rossa, Zeiter, Jeannin; Steinegger; Seger; Reichert, Plüss, Conne; Keller; Streit; Riesen, Crameri, Jenni.
Canada: Luongo (23.13 Brathwaite); McLaren, Morris; Smyth, Thornton, Sullivan; Redden, Stuart; Friesen, Marleau, Walker; Drewer, Smith; Isbister, Draper, Walz; Robidas; Murray, Lecavalier, Richards.
Note: Preussag Arena Hannover, 4’000 spettatori. Penalità: 9×2′ contro il Canada, 5×2′ + 2×10′ (Bezina, Jenni) contro la Svizzera. Migliori inpista: Steinegger (Svizzera), Smyth (Canada).
Filippo Frizzi
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