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Democrazia diretta in Svizzera

I direttori della polizia decisi a lottare contro l’estremismo di destra

Da sinistra a destra Jean-Daniel Gerber, direttore dell'Ufficio federale dei rifugiati, Jörg Schild, presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia e Beat Hegg, segretario Keystone

La Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) vuole lottare contro l'estremismo di destra. Non è escluso che a tal fine sia necessario un inasprimento delle misure legislative. Approvato il sistema d'espulsione degli asilanti.

Riunita venerdì a Basilea per la seduta autunnale, la CDCGP ha salutato la via seguita dal Consiglio federale che all’inizio di ottobre ha incaricato il Dipartimento di giustizia e polizia di analizzare in modo approfondito le raccomandazioni del «Gruppo di lavoro sull’estremismo di destra».

Fra le varie proposte di quest’ultimo figurano l’istituzione di una banca dati, che annovera tutti gli «hooligans», e una migliore cooperazione con i club di calcio e di disco su ghiaccio. Il Consiglio federale ha altresì incaricato il Dipartimento dell’interno di appurare le necessità in fatto di ricerche sociali, poiché la conoscenza delle cause del fenomeno agevola la lotta.

Il presidente della CDCGP Jörg Schild ha osservato che se la legge federale sulle misure per il mantenimento della sicurezza interna si rivelasse insufficiente, altri provvedimenti potrebbero essere necessari. La Conferenza ha anche ricordato che sulla scia dello scandalo delle schede la legge qua e là è stata eccessivamente mitigata. Ora presenta lacune che devono essere colmate.

I circa 40 direttori della giustizia e della polizia hanno d’altra parte discusso delle misure contro i cani da combattimento. La CDCGP raccomanda ai cantoni di prendere in mano l’elaborazione delle basi legislative: un lavoro che deve essere coordinato dalla Confederazione. La CDCGP non ha tuttavia menzionato misure concrete, ha indicato Schild. Nella maggior parte dei cantoni questo campo non è di competenza della giustizia e della polizia, bensì della veterinaria.

Ai lavori ha partecipato anche la consigliera federale Ruth Metzler, che ha informato i consiglieri di Stato su quello di cui si sta attualmente occupando la Confederazione. La ministra ha messo l’accento sul progetto di riforma del sistema di sicurezza interna (USIS). In questo ambito Confederazione e Cantoni esaminano il sistema vigente per individuare forze e debolezze, poi propongono miglioramenti. Il rapporto finale è stato rinviato all’inizio del 2003.

La Confederaziona sta inoltre progettando la creazione di un servizio centralizzato per coordinare l’espulsione di richiedenti l’asilo per via aerea. Il piano «Passeggero» è stato approvato dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia.

Secondo quanto ha indicato il direttore dell’Ufficio federale dei rifugiati Jean-Daniel Gerber, il servizio avrà sede all’aeroporto di Zurigo-Kloten e dovrebbe essere operativo a partire dall’estate 2001. Esso consiglierà i cantoni sugli itinerari, si occuperà del check-in delle persone da espellere e del loro accompagnamento sugli aerei. Il servizio si estenderà a tutti gli aeroporti della Svizzera.

La CDCGP ha pure fatto il punto della situazione del piano di trasporti ferroviari intercantonali di detenuti. Il contratto quadro è già stato ratificato da 25 cantoni. Nulla si oppone più al progetto. Le FFS equipaggeranno due vagoni di 22 celle ciascuno. I prigionieri saranno accompagnati da agenti della Securitas.

swissinfo e agenzie

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