Kuoni: Affolter si difende dalle accuse del Cda
Il presidente del consiglio d'amministrazione di Kuoni, Daniel Affolter, intende donare gli otto milioni di bonus che gli sono contestati all'associazione «Villaggi per bambini SOS». Con questa decisione, vuole provare di «non aver mirato all'arricchimento personale". La questione è oggetto di un'intervista pubblicata dalla "SonntagsZeitung".
Pur giudicando legittimi gli onorari ricevuti, Affolter intende ora donarli all’associazione caritatevole “Villaggi per bambini SOS”. «Sono da mesi in contatto con i Villaggi per bambini SOS», afferma Affolter nell’intervista pubblicata sulla «SonntagsZeitung», negando che l’annuncio della donazione sia un «atto di disperazione».
La questione dei premi a Daniel Affolter è degenerata alla fine della scorsa settimana, quando il presidente, nel corso di una conferenza stampa denunciava un tentativo di putch sul suo gruppo pilotato, secondo lui, dal concorrente tedesco TUI. Il conflitto si è rapidamente trasformato in una guerra tra capi. La maggioranza dei membri del Cda di Kuoni, la più grande agenzia viaggi del paese (più di 4 miliardi di franchi di cifra d’affari nel 2000), hanno in seguito annunciato di aver disdetto il mandato al loro presidente.
Cinque degli otto membri del Cda hanno chiesto le dimissioni di Affolter, rimproverandogli di aver approfittato della doppia funzione di presidente del Consiglio d’amministrazione e di presidente della Fondazione Kuoni e Hugentobler per assicurare ai membri della fondazione dei premi di circa 12 milioni di franchi. Di questo montante, Affolter si era auto-attribuito 8.1 milioni.
I cinque amministratori denunciano ugualmente la concentrazione del potere che si sono assicurati il presidente e sua moglie, entrambi membri del consiglio di fondazione.
Daniel Affolter, che non vuole nemmeno prendere in considerazione l’eventualità di dimettersi, ha lasciato intendere che la sua destituzione non ha alcun effetto legale. Infatti il contratto di lavoro tra Kuoni Holding e Affolter, disdetto con effetto immediato dal Cda, potrà essere effettivamente sciolto soltanto dall’assemblea generale, convocata per il 15 maggio, unico organo del gruppo a disporre del potere di destituire il presidente.
E’ dunque già sin d’ora facile prevedere un’assemblea generale piuttosto calda.
swissinfo e agenzie
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