La criminalità organizzata è il pericolo più grave: lo dice il procuratore Roschacher
«La criminalità finanziaria costituisce la principale minaccia per la Svizzera, più dell'estremismo di destra». L'allarme è stato lanciato a Ginevra dal procuratore pubblico della Confederazione Roschacher in un incontro con la stampa internazionale.
Al centro delle discussioni soprattutto le vicende finanziarie legate alla Russia. Il magistrato ha riferito del proprio viaggio a Mosca, compiuto a metà settembre, per discutere con gli inquirenti russi della vicenda dello storno di fondi Aeroflot. Denaro che sarebbe «transitato» attraverso le società finanziarie losannesi Andava e Forus, fondate dall’uomo d’affari russo Boris Berezovski.
Nel corso della visita a Mosca, Valentin Roschacher ha incontrato il capo della magistratura russa Vladimir Ustinov e gli ha consegnato nuovi documenti relativi al caso. «Circa 80 scatole di fascicoli», ha precisato. Il nuovo procuratore russo ha assicurato a Roschacher che verrà fatto buon uso di tutti gli elementi d’inchiesta forniti dalla Svizzera. «È troppo presto – ha affermato il procuratore elvetico – per stabilire se queste promesse saranno mantenute».
Il magistrato ha rifiutato di commentare gli sviluppi della vicenda della sospetta corruzione dell’amministrazione russa da parte delle società luganesi Mabetex e della Mercata, essendo casi di competenza della giustizia ginevrina. Non ha neppure voluto pronunciarsi sulle affermazioni di Pavel Borodin – ex amministratore capo del Cremlino di Boris Ieltsin – che accusa il procuratore ginevrino Bernard Bertossa e il giudice Daniel Devaud di avere intascato bustarelle.
Nessun commento neppure sul ritiro del procuratore russo Nikolai Volkov, sostituito poi da Ustinov: «non mi pronuncio – ha affermato – su affari interni della Russia, che ha abitudini e un sistema giudiziario diversi dai nostri».
Davanti alla stampa internazionale Roschacher si è rifiutato di esprimersi sul bilancio del lavoro svolto da Carla Del Ponte alla procura federale. Si è invece detto fiducioso nelle decisioni del parlamento di aumentare i mezzi finanziari a disposizione di Polizia federale e Ministero pubblico. Queste riforme permetteranno alla Confederazione di lottare più efficacemente contro il crimine organizzato.
Sollecitato dai giornalisti ad esprimersi in merito al «Ticinogate», il magistrato ha respinto le critiche mosse alla Svizzera dal ministro italiano delle finanze Ottaviano Del Turco per la presunta mancata collaborazione nella lotta al contrabbando.
«Non è giusto parlare di Ticinogate perchè ritengo che si tratti di un caso isolato», ha detto Roschacher. Secondo il procuratore, le critiche formulate dal ministro Del Turco alla Svizzera in merito al caso sarebbero ingiuste: «Non le commento, ma osservo che lo stesso giorno che il ministro italiano criticava la Confederazione elvetica, il procuratore di Bari affermava che la collaborazione con la Svizzera era eccellente. Io discuto con il mio collega procuratore, non con i politici», ha affermato.
«È vero che ci sono alcuni problemi per le rogatorie, ma la colpa non è solo nostra», ha aggiunto Roschacher, ricordando che la Svizzera attende tuttora la ratifica da parte del parlamento italiano degli accordi bilaterali di assistenza giudiziaria, firmati nel 1998.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.