La Svizzera ospita i colloqui su Cipro
Il segretario generale dell’Onu e i capi di governo di Grecia e Turchia verranno in Svizzera la settimana prossima.
Su iniziativa elvetica i negoziati sulla riunificazione di Cipro si terranno nella Svizzera centrale, al Bürgenstock, vicino a Lucerna, e coinvolgeranno anche dirigenti turco-ciprioti e greco-ciprioti.
Lo scorso febbraio i ciprioti greci e turchi hanno ripreso i negoziati per la riunificazione dell’isola basati sul piano del segretario generale dell’Onu, Kofi Annan.
La data da rispettare è quella del primo maggio, in cui la Repubblica di Cipro internazionalmente riconosciuta, ma la cui autorità si estende solo sulla parte greca, entrerà nell’Unione europea.
La road map dell’Onu
La road map delle Nazioni unite prevedeva che i ciprioti continuassero a negoziare tra di loro fino al 22 marzo, e nel caso non ci fossero stati dei progressi, sarebbero intervenute anche le autorità di Atene e di Ankara.
Sia la Grecia che la Turchia hanno confermato ora la propria disponibilità a partecipare a questi colloqui supplementari. Le lettere d’invito sono state spedite ai leader greco e turco dal segretario generale dell’Onu Kofi Annan, che sarà presente ai colloqui intorno al 29 marzo.
«Noi offriamo ospitalità alle persone, ma non vogliamo prendere parte alle discussioni», ha dichiarato la ministra degli esteri elvetica, Micheline Calmy-Rey.
Calmy-Rey ha aggiunto che il contributo della Svizzera sta nel mettere a disposizione un luogo adatto in cui parlare tranquillamente e non è per tanto prevista la sua presenza a Bürgenstock.
Ma perché proprio in Svizzera? swissinfo ha raggiunto il diplomatico svizzero Didier Pfirter, consulente legale del delegato speciale di Kofi Annan per Cipro, Alvaro de Soto, per porgli questa domanda.
“È stato il governo svizzero a proporre di ospitare i colloqui e l’Onu ha accettato. C’erano buoni motivi per desiderare che le due parti si incontrassero per fare quest’ultimo sforzo intenso, 24 ore su 24.”
La pressione esterna
Ma quali sono le speranze di raggiungere un accordo in Svizzera? Per Pfirter molto tempo è stato sprecato a Cipro, dove entrambe le parti conoscevano il calendario dell’Ue da anni. Senza una pressione imposta dall’esterno non sembra che possano raggiungere un compromesso però.
Ora si deve lavorare sotto un’enorme pressione temporale, ma forse è proprio ciò che ci vuole a questo punto per sbloccare i negoziati.
“Le due parti cipriote hanno dato il loro impegno affinché un accordo sia raggiunto entro il primo maggio – sottolinea Pfirter – e sono pronte ad indire referendum, anche nel caso di una mancata soluzione”.
Il modello svizzero
Un’altra ragione per scegliere la Svizzera come terreno di negoziati è il suo modello politico basato sul consenso.
“Il modello svizzero di democrazia basata sul consenso ha reso possibile la convivenza di popolazioni di lingua e religione diversa. In questo senso fornisce alcuni elementi utili per Cipro e per altri paesi che vivono simili conflitti”, commenta Didier Pfirter.
“Vi sono comunque alcune differenze importanti”, continua il diplomatico. “A Cipro ci saranno due Stati, in Svizzera ci sono 26 Cantoni. Ma i rapporti tra stato federale e cantoni, il governo collegiale sono elementi che, adattati alle esigenze Cipro, sono stati presi dal modello svizzero.
Non tutti parteciperanno
Non tutti però sembrano entusiasti di venire a Lucerna. Il dirigente turco-cipriota Rauf Denktash, fervente nazionalista, ha annunciato che non parteciperà alle trattative organizzate in Svizzera: a suo modo di vedere l’intransigenza dei greco-ciprioti rende impossibile ogni progresso.
Ma al tavolo negoziale dovrebbero venire invece suo figlio Serdar Denktash, vice primo ministro e ministro degli affari esteri, e il primo ministro Mehmet Ali Talat in rappresentanza della Repubblica turca di Cipro nord.
Divisi dal 1974
L’isola di Cipro è divisa dal 1974, quando l’esercito turco invase la parte nord in risposta a un colpo di stato di ultranazionalisti greco-ciprioti che volevano riunire l’isola alla Grecia con il sostegno della giunta militare al potere ad Atene.
Se entro il 29 marzo nessun compromesso sarà stato raggiunto per riunificarla, il segretario dell’Onu Kofi Annan dovrà compiere un arbitraggio, apportando modifiche al suo piano per la riunificazione dell’isola divisa.
Dopo di che, il piano Annan, così modificato, sarà sottoposto a due referendum popolari nelle due parti dell’isola.
Se nemmeno allora un risultato positivo e concorde fosse raggiunto, il primo maggio prossimo solo la parte greca di Cipro entrerebbe nell’Unione europea, in rappresentanza dell’intera isola, mentre la parte turca ne resterebbe fuori.
swissinfo e agenzie
Cipro ha una superficie di 9’250 km quadrati, un quarto della Svizzera.
Un terzo del territorio appartiene alla Repubblica turca di Cipro del Nord e comprende circa 200mila abitanti.
La parte greco-cipriota conta invece 715mila abitanti.
La capitale Nicosia ha 199mila abitanti ed è divisa in due da un muro.
Per entrare in Europa Cipro ha bisogno di un ultimo round di negoziati intensivi, che aiutino la difficile riunificazione dell’isola.
La Svizzera offre il suo territorio neutrale e la sua esperienza in materia di diplomazia, ospitando alti funzionari Onu, autorità cipriote, greche e turche, che si riuniranno nei pressi di Lucerna dal 24 al 29 marzo 2004.
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