Messa in guardia sul caos in Afghanistan
Un esperto svizzero in sicurezza sostiene che la forza di pace delle Nazioni Unite in Afghanistan è ormai di troppo.
Albert Stahel, che è appena rientrato da una missione esplorativa a Kabul, invita l’Onu a consegnare il controllo del Paese agli afgani.
“Gli afgani stanno diventando sempre più arrabbiati con gli stranieri perché gli americani stanno continuando a combattere la guerra”, spiega Albert Stahel, politologo e stratega militare al Politecnico federale di Zurigo.
Stahel ha dichiarato a swissinfo che la guerra sta ancora infuriando nel Paese, nonostante siano quasi trascorsi due anni dall’intervento delle forze della coalizione che hanno rovesciato il regime dei talibani.
L’esperto di sicurezza elvetico sostiene che in Afghanistan sono state prese una serie di decisioni sbagliate e che un cambiamento della politica è urgente per donare stabilità al Paese.
“Se la politica di Washington non cambierà, l’Afghanistan affonderà passo dopo passo. Per noi è impossibile risolvere la situazione”.
“Se però gli afgani stessi avranno la possibilità di controllare il Paese, c’è sicuramente un futuro: è gente intelligente, desiderosa di ricostruire il Paese”.
Cedere il controllo
Stahel ha costatato sul posto come la sicurezza sia precaria sia nella capitale Kabul sia nel resto dell’Afghanistan.
L’esperto di sicurezza elvetico ritiene che il problema sia dovuto al fatto che solo una piccola parte del Paese è controllata dal governo, designato nel giugno dello scorso anno dalla Loya Jerga, la tradizionale assemblea dei rappresentanti tribali.
Le organizzazioni non governative e le forze di pace sono state recentemente fatte oggetto di una serie d’attacchi armati, imputati ai signori della guerra locali ed a combattenti talibani.
Un delegato del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) è stato ucciso in marzo, mentre la scorsa settimana quattro militari germanici sono morti nell’esplosione di un’auto bomba a Kabul.
Stahel non pensa che i signori della guerra locali siano i mandanti di questi attacchi armati e smentisce le voci che li indicano intenti a seminare morte e distruzione in alcune zone dell’Afghanistan.
“Sui signori della guerra afgani si fanno molte chiacchiere che, personalmente, ritengo fuori posto. Non nego che ci possano essere alcuni comandanti locali insoddisfatti del governo e della presenza dei soldati stranieri, ma è tutto”, precisa Stahel.
“Conosco diversi comandati locali e vi assicuro che cooperare con loro non è un problema. Penso che gli americani dovrebbero smetterla di portare la loro guerra privata in giro per il Paese, e lasciare che gli afgani si occupino dei loro problemi”.
Isolati dalla popolazione
Un altro problema, aggiunge Stahel, è quello dell’isolamento dei soldati dell’ISAF, la forza di sicurezza e di pace delle Nazioni Unite. I militari stranieri vivono, per ragioni di sicurezza, in campi blindati, isolati dalla popolazione locale.
“La sensazione è che questa gente operi in un territorio controllato dal nemico. Per questo penso che il sistema degli accampamenti isolati e sorvegliati sia un errore”.
Una valutazione confermata a swissinfo dal maggiore Ralph Ganter, uno dei due militari svizzeri che fanno parte dell’ISAF e che alloggia in un accampamento fuori la capitale Kabul.
“Con la popolazione locale non abbiamo contatti reali. Viviamo sempre all’interno del campo ed usciamo solo quando siamo di pattuglia”, dichiara il maggiore Ganter.
Stahel aggiunge che la situazione di bancarotta del governo afgano è un ulteriore elemento che pesa negativamente sulla sicurezza del Paese.
“I militari afgani non hanno ricevuto lo stipendio per sei mesi; molti di loro stanno disperatamente cercando dei soldi e rubano”, conclude.
swissinfo, Billi Bierling e Ramsey Zarifeh
(Traduzione: Sergio Regazzoni)
Nel 2001 le forze della coalizione hanno deposto il regime dei talibani
L’Afghanistan è governato da un’amministrazione ad interim designata dalla Loya Jerga, l’assemblea dei rappresentanti tribali
Hamid Karzai è il presidente ad interim
L’Afghanistan ha una popolazione di 24 milioni di abitanti
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