Terapia contro il cancro ai polmoni: prima europea all’Inselspital di Berna
A Berna è stata presentata martedì una nuova terapia genetica per combattere il cancro ai polmoni. Sviluppata negli Stati Uniti, la terapia verrà introdotta per la prima volta in Europa a Berna, a partire dalla prossima primavera.
Nel mondo industrializzato il cancro ai polmoni è in aumento, soprattutto fra gli uomini. All’origine della malattia vi è l’eccessivo consumo di nicotina. In Svizzera, il 60 percento dei giovani fra i 15 e i 20 anni, fuma. Le frequenti campagne di sensibilizzazione lanciate dagli ambienti sanitari non bastano dunque più e gli scienziati stanno da tempo elaborando nuove terapie per combattere la malattia.
Ora le ricerche effettuate dagli scienziati americani dell’Istituto texano MD-Anderson per la ricerca sul cancro approdano in Europa, o meglio in Svizzera. Quale primo centro europeo, l’Inselspital di Berna ha infatti deciso di partecipare alle ricerche e di sottoporre i pazienti affetti da cancro ai polmoni alla nuova terapia genetica, già a partire dalla prossima primavera.
La terapia, sviluppata dagli esperti americani, agisce direttamente sulla struttura genetica. Il consumo di tabacco altera la struttura genetica delle cellule, provocando la morte del paziente, affetto da cancro ai polmoni. “La cellula cancerogena, spiega il primario del reparto di chirurgia toracica dell’Inselspital Ralph Schmid, ha perso la sua capacità di autodistruzione. Ogni cellula, dispone infatti di un programma che ne stabilisce la morte in un determinato momento. Si tratta di un programma diretto da vari geni. La cellula cancerogena non dispone però più di alcuni di questi geni.” E’ proprio a questo punto che interviene la nuova terapia che tenta di ricreare i geni mancanti nella cellula malata, permettendo così a quest’ultima di riconquistare la capacità di autodistruzione.
La cellula viene successivamente sottoposta a chemioterapia. Questa terapia tradizionale, abbinata alla terapia genetica contribuisce così a distruggere la cellula cancerogena, che muore, diciamo così, di “morte naturale”. La nuova terapia è già stata impiegata a titolo sperimentale anche nel trattamento di altre forme tumorali ma il cancro ai polmoni si presta particolarmente per essere trattato con il nuovo metodo perché i polmoni, a differenza di altri organi, sono facilmente raggiungibili dall’esterno del corpo. Il virus può essere infatti iniettato direttamente nei polmoni, ci spiega il dottor Schmid.
Per l’Inselspital, hanno spiegato i responsabili nel corso della presentazione del progetto, si tratta di una prima a livello europeo. Per i pazienti affetti da questa forma di cancro, a partire dalla prossima primavera potrebbero aprirsi nuovi spiragli di speranza.
Elena Altenburger
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