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Autunno caldo nel settore dell’edilizia

La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) ha deciso lunedì di interrompere i negoziati salariali con i sindacati, in seguito all'azione di protesta organizzata da Unia considerata una «provocazione» e una rottura del principio della pace del lavoro.

Non si placa la tensione tra sindacati e impresari sui negoziati salariali nell’edilizia per il 2010. Lunedì a mezzogiorno, Unia ha organizzato una pausa di protesta in una ventina di cantieri della Svizzera tedesca, a cui hanno partecipato almeno 700 lavoratori. I manifestanti rivendicano un aumento di 120 franchi al mese della busta paga, contro i 40 franchi proposti dal padronato.

La reazione della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) non si è fatta attendere. Nel pomeriggio l’associazione mantello ha annunciato l’interruzione dei negoziati e ha condannato questa «provocazione» che «viola la pace del lavoro».

Dal canto suo, il sindacato ha ricordato che anche gli operai hanno diritto alla loro parte di guadagno. «Il settore edile è molto meno colpito dalla crisi rispetto al resto dell’economia», grazie anche ai grandi progetti infrastrutturali, che svolgono un ruolo anticiclico. In molti cantieri, i ritmi sono però sempre più serrati e gli straordinari sono all’ordine del giorno, ha concluso il sindacato.

swissinfo.ch e agenzie

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