La Borsa prosegue la discesa agli inferi
Dopo un avvio in chiaro in rialzo, la Borsa svizzera ha toccato giovedì il valore più basso degli ultimi tre anni. Particolarmente sotto pressione i titoli del ramo farmaceutico, mentre le grandi banche limitano i danni.
Dopo essere sceso al minimo da inizio febbraio 2005, ossia 5764,36 punti, lo Swiss Market Index ha chiuso in calo del 4,52% a 5798,84 punti. Stando a un operatore citato dall’agenzia stampa Reuters, «la gente è ancora troppo sconcertata». Ci vuole più tempo perché le misure di sostegno delle banche centrali abbiano effetto.
Ad essere sotto pressione sono stati i pesi massimi difensivi: Roche ha ceduto il 7,60%, Novartis il 6,60% e Nestlé il 4,99%. Anche i bancari e Swiss Life, che fino a metà pomeriggio realizzavano fortissimi guadagni, hanno chiuso in calo, ad eccezione di UBS (+1,65%). Il Credit Suisse ha lasciato sul terreno il 2,90%.
Analogamente a quanto successo in altri paesi, il governo svizzero si è detto pronto ad intervenire a sostegno delle principali banche nazionali in caso di necessità. Il Consiglio federale «impedirebbe sicuramente» il fallimento di UBS o Credit Suisse, ha dichiarato la ministra dell’economia Doris Leuthard.
La giornata nera del mercato borsistico ha interessato tutte le piazze europee, che stanno accumulando perdite dall’inizio della settimana.
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