Salari faraonici: le proposte di Ethos
Più potere di controllo agli azionisti sui salari mirabolanti dei manager, giudicati eccessivi. La Fondazione Ethos torna alla carica su un tema che presto o tardi passerà dalle urne.
La politica salariale che interessa i massimi vertici delle grandi aziende svizzere, è di nuovo sotto la lente di Ethos, la Fondazione svizzera per uno sviluppo sostenibile.
Insieme ad altre otto casse pensioni, ha inoltrato una serie di risoluzioni volte ad attribuire un maggiore diritto di controllo agli azionisti. E il tono usato a Zurigo nel lanciare l’appello, è chiaramente rivendicativo: l’autoregolamentazione dei salari degli alti dirigenti ha chiaramente un limite.
L’appello è in particolare rivolto alle assemblee generali, in agenda la prossima primavera, dei giganti dell’economia elvetica: ABB, Credit Suisse, Nestlé, Novartis, UBS. Colossi che coprono d’oro i propri manager. Daniel Vasella (Novartis), per esempio, continua a guidare la classifica dei dirigenti più pagati con una retribuzione annua di 29,9 milioni di franchi.
In base ai dati raccolti nel 2007 da Ethos prendendo in esame i salari medi di 48 società svizzere, il presidente della direzione generale guadagna annualmente la bellezza di oltre 10 milioni di franchi (per la precisione: 10’746’404)
Contro i salari faraonici dei manager dovrà pronunciarsi, presto o tardi, anche il popolo svizzero. L’iniziativa popolare federale “contro le retribuzioni abusive”, depositata il 26 febbraio 2008, è infatti formalmente riuscita.
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