Egitto: si prepara a “giornata più lunga”
(Keystone-ATS) L’Egitto si prepara alla giornata di protesta indetta dal movimento Tamarod (Ribelli) per chiedere le dimissioni del presidente Mohamed Morsi e che potrebbe vedere le più imponenti manifestazioni dalla rivoluzione che ha deposto Hosni Mubarak nella rivoluzione del 2011.
A partire dal primo pomeriggio almeno otto marce da quartieri diversi del Cairo convergeranno su piazza Tahrir, dove sono già assiepate alcune migliaia di persone e al palazzo presidenziale di Ittahadeya, dove da due giorni è in corso un sit in di manifestanti mentre continua il sit in delle forze islamiche davanti alla moschea di Rabaa el Adaweya a sostegno di Morsi e della legittimità. Nel pomeriggio si metteranno in marcia anche la confederazione dei sindacati egiziana, il consiglio dei giudici, l’unione dei giovani di Maspero, che raccoglie rivoluzionari a prevalenza copti, e il sindacato degli attori. A sostegno delle proteste le comunità egiziane organizzeranno proteste in varie capitali nel mondo.
Nella serata di ieri, uno dei leader del Fronte nazionale di salvezza, che riunisce le opposizioni egiziane, l’ex candidato alla presidenza Hamdine Sabbahi, ha diffuso un video nel quale afferma che oggi sarà la giornata della vittoria della rivoluzione del 25 gennaio e che “né un tiranno né una formazione politica non la fermeranno”. Sabbahi ha anche condannato le aggressioni contro le sedi dei Fratelli musulmani perché “ci si ribella per via pacifica”.
“Il pacifismo è la nostra arma e chi fa ricorso alla violenza è nemico del popolo”, ha detto. Nei disordini di questa settimana otto persone hanno perso la vita, fra le quali un giovane studente americano ad Alessandria. Le proteste di oggi, che sono organizzate in tutto il Paese, dominano le prime pagine di tutti i quotidiani egiziani. “L’Egitto nella morsa della paura” titola il governativo al Ahram. “Le piazze a Morsi, ‘un anno basta’”, è l’apertura del Masri el Youm di opposizione. “L’Egitto sull’orlo del vulcano” scrive il governativo al Akhbar, mentre per al Gomhuria, governativo, oggi “è la giornata più lunga della storia dell’Egitto”.