Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Covid-19 Coronavirus: la situazione in Svizzera

Sale a 17'840 il numero di casi accertati di coronavirus in Svizzera, con almeno 488 decessi. Malgrado gli appelli di associazioni attive nel settore, la Svizzera continuerà a esaminare le domande dei richiedenti l'asilo. Prosegue il rimpatrio degli svizzeri bloccati all'estero.

Ultimi sviluppi:

• Da giovedì i collegamenti ferroviari in Svizzera sono ulteriormente ridotti; il cambio di orario è valido almeno fino al 26 aprile.

• Aperto a Berna il primo centro di test per il depistaggio del coronavirus a cui è possibile accedere senza la richiesta di un medico.

• Per gli studenti della scuola dell'obbligo, l'anno scolastico sarà considerato valido, ha deciso la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione.

• Rimpatriati oltre 2'000 cittadini svizzeri tramite 13 voli.

• Nella sua seduta del 1° aprile, il governo svizzero ha adottato nuove regole nel settore dell'asilo per meglio proteggere i richiedenti dal virus.

• La consigliera federale Karin Keller-Sutter sostiene che uno shutdown completo avrebbe conseguenze drastiche per la Svizzera.​​​​​​​


Come evolve la pandemia in Svizzera?

Fine della finestrella

Continua a crescere il numero di persone contagiate dal virus in Svizzera: giovedì mattina si registravano 17'840 casi di contagio dall’inizio dell’epidemia e almeno 488 decessi dovuti alla Covid-19. Secondo le autorità sanitarie si denota una certa stabilizzazione per quanto riguarda l'aumento dei casi di contagio, ma è ancora troppo presto per trarre conclusioni concrete. 

Un ritorno alla normalità già dopo il prossimo 19 aprile, scadenza fissata dal governo svizzero per l'attuazione delle misure di contenimento dell'epidemia, è "illusorio", secondo il ministro della sanità Alain Berset.

Mercoledì, i consiglieri federali Guy Parmelin e Karin Keller-Sutter hanno nuovamente esortato la popolazione a rispettare le direttive dell'esecutivo e dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSPLink esterno) per arginare il contagio.

La libertà di movimento è garantita in Svizzera, ma al momento c'è bisogno della solidarietà di tutti affinché si possa uscire al più presto da questa situazione, ha affermato Keller-Sutter, ministra di giustizia e polizia. L'adozione di ulteriori restrizioni da parte del Consiglio federale dipenderà molto anche dal comportamento della popolazione, che finora però ha risposto bene, ha sottolineato Parmelin, responsabile dell'economia.

Secondo un sondaggio, i cittadini si dimostrano finora alquanto ligi alle regole d'igiene e alle restrizioni emanate dalle autorità. Il 98% delle persone interrogate afferma di essere consapevole dell'importanza di lavarsi attentamente le mani. Il 95% sa anche che non bisogna stringersi la mano, che vanno mantenute le distanze e che si deve tossire o starnutire in un fazzoletto o nell'incavo del braccio. 

Fino al 25 marzo abbiamo utilizzato i numeri pubblicati dall'UFSPLink esterno. In seguito a ritardi nel trattamento dei casi in alcuni cantoni, SWI swissinfo.ch ha deciso di utilizzare le cifre fornite direttamente dalle autorità cantonali. La fonte è un'interfacciaLink esterno gestita dall'Ufficio di statistica del canton Zurigo, la quale risponde a norme rigorose in materia di qualità e di disponibilità dei dati.

>> I casi di coronavirus in Svizzera

Contenuto esterno

Contenuto esterno

Aiuti immediati alle piccole e medie imprese in difficoltà

Fine della finestrella

Sono esplose nel giro di pochi giorni le domande di credito presentate dalle piccole e medie imprese (PMI) sulla base del piano di sostegni finanziariLink esterno messo in atto lo scorso 27 marzo dal governo svizzero. Tale piano prevede la concessione di prestiti bancari garantiti dalla ConfederazioneLink esterno alle aziende, allo scopo di risolvere i loro problemi di liquidità e compensare le entrate mancanti, dovute alle restrizioni imposte dal governo per arginare la diffusione del coronavirus.

Il denaro viene concesso dalle banche in modo rapido - al massimo è previsto un giorno - per i crediti di un valore non superiore a 500'000 franchi. Tali prestiti, a tasso d’interesse zero, sono garantiti al 100% dalla Confederazione. Il formulario per la richiesta di credito è disponibile sul sito web covid19.easygov.swissLink esterno.

Finora sono già stati conclusi oltre 31'000 contratti per crediti fino a 500'000 franchi, ha indicato lunedì Erik Jakob, capo della Direzione per la promozione della piazza economica della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Sono già stati attribuiti crediti per un totale di almeno 7 miliardi.

Il programma governativo prevede al momento un importo massimo di 20 miliardi di franchi, che graveranno chiaramente sul debito della Confederazione. “Questo piano di aiuti peserà sulle finanze federali. Ma sono convinto che è sempre meglio scegliere il male minore. Il male peggiore sarebbe di non fare nulla e aspettare di aver decine di migliaia di disoccupati e fallimenti di imprese. La Confederazione dispone di una situazione finanziaria stabile, possiamo quindi permetterci di garantire questi aiuti transitori”, ha dichiarato il ministro delle finanze Ueli Maurer.

In generale, il Consiglio federale si dice convinto che il suo piano d'azione permette di garantire i salari ed evitare casi di insolvenza per mancanza di liquidità. Non intende perciò effettuare cambi di rotta, ha indicato al termine della sua seduta del 1° aprile. Il governo ha comunque comunicato di voler valutare un'estensione mirata delle prestazioni di sostegno all'economia, escludendo tuttavia aiuti a fondo perso.

"Ci troviamo nel mezzo della peggiore crisi dai tempi dalla Seconda guerra mondiale", ha detto in conferenza stampa il ministro dell'economia Guy Parmelin.

Contenuto esterno

Nuove misure anche per lavoratori e disoccupati

Fine della finestrella

Il Consiglio federale ha adottato nuove misureLink esterno per arginare le conseguenze economiche dell’epidemia e ridurre, nel contesto attuale, gli oneri amministrativi a carico dei lavoratori, dei disoccupati e dei vari organi cantonali.

Tra queste misure, presentate il 25 marzo dal ministro dell’economia Guy Parmelin, figura la rinuncia all’obbligo per i disoccupati di inoltrare le prove delle ricerche di lavoro effettuate. Per evitare l'esaurimento del diritto alla disoccupazione sono ora previste, al massimo, 120 indennità giornaliere supplementari.

Parallelamente viene provvisoriamente abolito l'obbligo per i datori di lavoro di annunciare i posti vacanti, introdotto in seguito all'accettazione dell'iniziativa popolare 'Contro l'immigrazione di massaLink esterno'. Ciò consente di agevolare le procedure di reclutamento, ad esempio di personale medico, ma anche nel settore farmaceutico, l'agricoltura e la logistica.

Inoltre, è stata prolungata da 3 a 6 mesi la durata di autorizzazione del lavoro ridottoLink esterno, uno strumento introdotto dalla Confederazione per compensare temporanei cali di attività delle imprese e preservare i loro impieghi. Con lo strumento del lavoro ridotto si vogliono limitare il più possibile i licenziamenti in situazioni di crisi come questa, ha ricordato Boris Zürcher, capo della Direzione del lavoro della SECO. A suo avviso, il tasso di disoccupazione potrebbe tuttavia superare il 3% nei prossimi mesi in Svizzera.

Finora, oltre 59'000 aziende hanno già inoltrato una domanda per un totale di oltre 757'000 collaboratori, ossia quasi il 15% della manodopera attiva a livello nazionale. Nel canton Ticino tale quota è del 40%.

Il governo vuole intervenire anche a favore dei lavoratori indipendenti e nella sua seduta del 1° aprile ha incaricato diversi uffici federali di studiare, entro l’8 aprile, come fornire sostegno ai liberi professionisti in situazione di precarietà. Pur non essendo colpiti dal divieto di esercitare le proprie attività professionali, questi lavoratori stanno subendo perdite di fatturato a causa del vasto fermo dell’economia e non hanno diritto a indennizzi o risarcimenti per il coronavirus, si legge in un comunicatoLink esterno del Consiglio federale.

Quali sono le conseguenze per l'economia svizzera?

Fine della finestrella

Il fatturato delle aziende è crollato circa del 20% a causa dell'epidemia, ha indicato il 26 marzo la federazione delle imprese svizzere economiesuisseLink esterno. Secondo una sua inchiesta, un terzo delle società ha già ora problemi di liquidità. L'impatto è particolarmente forte per il settore alberghiero, quello della ristorazione, per gli organizzatori di eventi e per i parrucchieri. Anche le esportazioni subiranno un calo e in entrata potrebbe diventare difficoltoso l'approvvigionamento di determinati prodotti.

Coronavirus "Il sostegno all'economia non basta"

La Confederazione sostiene con due pilastri le imprese che si trovano in difficoltà a causa dell'epidemia: lavoro ridotto e sostegni alla liquidità.

Il 30% delle PMI ha osservato per il mese di marzo un crollo del fatturato pari ad almeno il 75%, è emerso da un rilevamento effettuato da Gryps, portale che mette in comunicazione le piccole aziende con i consumatori, sulla base di un sondaggio effettuato fra il 30 marzo e il 2 aprile a cui hanno partecipato 270 realtà imprenditoriali.

Il 43% degli interrogati ha affermato di aver già introdotto il lavoro ridotto e il 54% ha decretato uno stop alle assunzioni. Secondo il 34% degli interpellati, la Confederazione non sta facendo abbastanza, ha commentato Gaby Stäheli, presidente della direzione della società sangallese, secondo cui "per molti i prestiti senza interessi non risolvono il problema, perché devono essere rimborsati".

L'istituto tedesco di ricerca economica IfoLink esterno ha stimato che il costo di una chiusura parziale delle aziende in Svizzera per un periodo di due mesi è compreso tra i 51,7 e i 85,6 miliardi di franchi. In Italia, particolarmente colpita dalla pandemia, il costo ammonterebbe tra i 143 e i 234 miliardi di euro. L'istituto ha tenuto conto della perdita di valore aggiunto legata all'interruzione della produzione, dei fallimenti e del ritardo accumulato nel ritorno a un'attività normale.

Come e quando rilanciare l'economia svizzera?

Fine della finestrella

Per evitare fallimenti a catena e disoccupazione di massa, la destra conservatrice auspica un graduale ritorno alla normalità a partire dal 20 aprile.

L'economia elvetica perde ogni mese 15 miliardi di franchi a causa delle misure restrittive decise dal governo, ha indicato l'Unione democratica di centro (UDC), citando la Banca nazionale svizzera. L'effetto del pacchetto da 42 miliardi di franchi per mitigare la situazione sarà esaurito entro due mesi, secondo il deputato lucernese Franz Grüter, e non servirà a rivitalizzare l'economia, bensì a limitare i danni.

Il divieto di lavorare andrebbe quindi revocato per le attività che non possono essere svolte a domicilio. Ristoranti e negozi dovrebbero riaprire rispettando le misure igieniche e vietando l'ingresso alle persone a rischio, ha detto l'ex consigliere federale UDC Christoph Blocher.

In un documento strategico adottato martedì dal gruppo parlamentare democentrista, il principale partito del paese propone di isolare i gruppi a rischio finché l'epidemia sarà sotto controllo e di mantenere rigidi controlli ai confini. Inoltre, chiede l'obbligo della mascherina di protezione in tutti i luoghi dove si verifica un contatto tra individui, così da consentire alle persone non a rischio di recarsi al lavoro.

Gli altri partiti di governo - Partito popolare democratico, Partito socialista e Partito liberale radicale - hanno reagito con scarsa comprensione alle critiche dell'UDC sulle singole misure adottate dal Consiglio federale.

Il capo del gruppo parlamentare liberale-radicale Beat Walti ha affermato che personalmente non ha pensato molto a come devono profilarsi i partiti in relazione alla crisi della Covid-19. Il presidente dei popolari democrtaici, Gerhard Pfister, ha osservato dal canto suo che sarebbe più opportuno sostenere il governo e ascoltare le opinioni degli specialisti.

Per il presidente socialista Christian Levrat, l'UDC sta "scherzando col fuoco". Le decisioni delle autorità, ha detto, devono essere guidate dalla tutela della salute pubblica e non principalmente da considerazioni economiche.

Contenuto esterno

Ospedali svizzeri verso la saturazione?

Fine della finestrella

Il sistema sanitario nazionale non ha per il momento raggiunto la capacità massima, ha detto sabato Daniel Koch, responsabile della Divisione 'malattie trasmissibili' all'UFSP.

Coronavirus Il personale infermieristico era già al limite prima della crisi

Mentre la popolazione applaude il personale infermieristico, durante l'emergenza il governo ha sospeso i limiti per i suoi tempi di lavoro.

A causa della progressione dei casi di coronavirus, in Svizzera potrebbero però mancare posti letto nelle cure intensive da giovedì prossimo. È quanto emerge da uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) pubblicato la settimana scorsa da diversi giornali, secondo cui potrebbero essere necessari fino a 1'000 letti supplementari in tutto il Paese.

Prendendo in considerazione il numero di letti nei reparti di terapia intensiva (979) e il numero di decessi legati all'epidemia di Covid-19, "il nostro ultimo rapporto suggerisce che il sistema è vicino alla saturazione, sulla base dei dati disponibili", ha spiegato in un'intervista rilasciata alla Liberté e al pool di giornali che collaborano con il quotidiano friburghese, Thomas Van Boeckel, professore assistente all'Istituto per le decisioni ambientali dell'ETHZ e coautore del rapporto. La previsione, ha puntualizzato, si basa sui dati che gli ospedali devono trasmettere al Dipartimento federale della difesa e della protezione della popolazione dal 13 marzo.

Oltre che in Ticino, la capacità in posti letto potrebbe essere superata nei cantoni di Vaud, Ginevra e Grigioni, sottolinea il ricercatore. "Stando a nostri modelli, si giungerà a una carenza più globale dal 2 aprile", sostiene Von Boeckel.

Mentre gli ospedali stanno facendo il possibile per incrementare i posti di terapia intensiva, l'associazione degli assicuratori sanitari Curafutura ha indicato mercoledì che la presa a carico delle prestazioni per la cura del nuovo coronavirus è garantita e rimarrà tale indipendentemente da come si svilupperà l'epidemia.

"Le riserve ci sono proprio per questo genere di situazioni", ha affermato il direttore di Curafutura, Pius Zängerle, in un'intervista pubblicata mercoledì dal quotidiano romando La Liberté.

Per quanto riguarda i test, che costano circa 300 franchi, Zängerle ha precisato che l'assicurazione sanitaria di base rimborsa quelli prescritti da un medico, vale a dire per le persone con sintomi gravi e quelle a rischio di complicazioni.

Coronavirus - La testimonianza Guarire dal Covid-19

Una giornata tra i malati di una clinica luganese, dove tante persone lottano insieme per la vita e a chi è fuori chiedono una cosa sola: #staiacasa.

Quali misure sono state adottate in Svizzera?

Fine della finestrella

Per lottare contro la propagazione del coronavirus e affrontare una situazione "senza precedenti", il governo ha rafforzatoLink esterno venerdì 20 marzo i provvedimenti di distanziamento sociale. Poiché le disposizioni sulla distanza sociale e gli spostamenti non venivano rispettati in modo sufficientemente rigoroso, gli assembramenti di oltre cinque persone nello spazio pubblico, sentieri e parchi compresi, sono stati vietati.

In caso di mancato rispetto del divieto o della distanza minima di due metri da altre persone, la polizia può comminare una multa disciplinare di 100 franchi.

La consigliera federale Karin Keller-Sutter si oppone fermamente all'idea di un confinamento totale in Svizzera e sostiene che il governo "ha già adottato misure molto restrittive". Con un confinamento totale, "le conseguenze sociali, psicologiche, economiche e finanziarie sarebbero molto drastiche", ha affermato Keller-Sutter in un'intervistaLink esterno pubblicata il 1. aprile sul quotidiano romando Le Temps. Uno "shutdown" completo nella Confederazione, ha aggiunto, rappresenterebbe inoltre un rischio per l'approvvigionamento alimentare.

Per quanto riguarda le attività economiche, sono previste sanzioni ai datori di lavoro dell'edilizia e dell'industria che non rispettano le raccomandazioni sull'igiene e il distanziamento sociale dei lavoratori sui cantieri e nelle aziende. Le imprese che non rispettano quest’obbligo verranno chiuse.

Tali misure completano quelle decise il 16 marzo, quando il Consiglio federale ha decretato la "situazione straordinariaLink esterno" prevista dalla legge federale sulle epidemie. Fino al 19 aprile aprile, tutti gli esercizi e attività non essenziali, così come le scuole, rimarranno chiusi.

Nel dettaglio, sono vietate tutte le manifestazioni pubbliche e private. Chiusi tutti i negozi, i mercati, i ristoranti, i bar e le strutture ricreative e per il tempo libero quali musei, biblioteche, sale cinematografiche, sale per concerti, teatri, centri sportivi, piscine e stazioni sciistiche. Devono inoltre rimanere chiusi gli esercizi nei quali non può essere mantenuta la distanza reciproca di sicurezza, quali i saloni di parrucchieri e i centri estetici.

Fanno eccezione i negozi di generi alimentari, i take-away, le mense aziendali, i servizi di fornitura di pasti e le farmacie, come pure le stazioni di servizio, le stazioni ferroviarie, le banche, gli uffici postali, gli alberghi, la pubblica amministrazione e le strutture sociali.

Per sostenere i cantoni negli ambiti della sanità pubblica, della logistica e della sicurezza, il governo ha autorizzato l'impiego di circa 8000 militari. Si tratta della più imponente mobilitazione dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Cantoni autorizzati a essere più restrittivi di Berna

Fine della finestrella

Il Ticino, così come gli altri Cantoni, hanno la possibilità di adottare misure supplementari - rispetto a quelle già stabilite a livello nazionale - e ordinare la cessazione di determinate attività economiche, se la situazione epidemiologica lo richiede.

Lo ha annunciatoLink esterno il 27 marzo il Consiglio federale, specificando che un Cantone può presentare una domanda di autorizzazione se non dispone più di sufficienti capacità nell’assistenza sanitaria, se è altamente probabile che dei settori economici non siano in grado di attuare i provvedimenti di prevenzione prescritti e se il loro funzionamento è compromesso perché vengono a mancare i lavoratori frontalieri. De facto, possono dunque presentare una richiesta unicamente i Cantoni di frontiera.

I provvedimenti supplementari devono essere limitati nel tempo e devono ottenere l'approvazione delle parti sociali. Inoltre, sia l'approvvigionamento della popolazione con beni d'uso quotidiano sia l'approvvigionamento delle strutture sanitarie devono essere garantiti. L'eccezione all'ordinanza concerne solamente le attività economiche, ha puntualizzato il consigliere federale Alain Berset.

La nuova regolamentazione ha fatto seguito alla decisione del governo ticinese, che il 20 marzo aveva stabilito la sospensione temporanea delle attività industriali ritenute non essenziali e la chiusura dei cantieri. Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato ticinese, aveva giustificato queste misure, più incisive e stringenti rispetto a quanto avveniva in altre regioni della Svizzera, rammentando la particolare situazione che stava vivendo il Ticino, confrontato con una rapida propagazione del coronavirus.

Berna aveva fatto sapere il suo disaccordo tramite le parole di Martin Dummermuth, direttore dell'Ufficio federale di giustizia, secondo cui le autorità ticinesi si erano spinte oltre le loro competenze, adottando provvedimenti non conformi alla legge federaleLink esterno.

L’eccezione, per il momento, vale solo per il Ticino, ha detto Alain Berset, sottolineando che i Cantoni che volessero introdurre delle eccezioni alla regola devono fare esplicita domanda al Consiglio federale.

Frontiere quasi totalmente chiuse

Fine della finestrella

Le restrizioni d'entrata in Svizzera - valevoli in un primo tempo per i cittadini provenienti dai paesi confinanti, dalla Spagna e dagli Stati non aderenti a Schengen - sono state estese a tutti ad eccezione del LiechtensteinLink esterno.

L'entrata nella Confederazione è ammessa solo per le persone con un titolo di soggiorno svizzero, che devono recarsi in Svizzera per motivi di lavoro o che si trovano in una situazione di assoluto bisogno. Restano ammessi il traffico di transito e il traffico delle merci. Tutti i valichi minori sono chiusi e il flusso è indirizzato verso quelli più grandi.

Da quando la Confederazione ha introdotto misure più severe alle frontiere, il 13 marzo, sono state 30'500 le persone a cui è stato rifiutato l'ingresso in SvizzeraLink esterno, ha indicato martedì Christian Bock, direttore dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD).

L'AFD ha anche il supporto dell'esercito, il cui impiego durerà fino alle fine del mese di giugno. I membri dell'esercito saranno utilizzati in vari ambiti, ad esempio nel traffico delle persone, dove si occuperanno della sicurezza, oppure nella canalizzazione del traffico stradale o nella sorveglianza dei valichi.

Contenuto esterno

Proteggere i richiedenti l'asilo

Fine della finestrella

La pandemia di Covid-19 ha finora avuto scarso effetto sulle procedure d'asilo in Svizzera. L'esame delle domande continua e le persone che ricevono una risposta negativa vengono espulse. La Confederazione esamina caso per caso se il rimpatrio è possibile, a seconda delle restrizioni d'entrata, delle condizioni di volo e degli eventuali rischi per la salute delle persone interessate, ha precisato la Segreteria di Stato della migrazione (SEMLink esterno).

Nella sua seduta del 1° aprile, il Consiglio federale ha però decisoLink esterno che le persone coinvolte nelle procedure di asilo devono essere meglio protette dal coronavirus. Nel dettaglio, per i prossimi tre mesi è stato ridotto il numero di persone presenti nella stessa stanza durante le audizioni di richiedenti. Il termine per il ricorso contro la decisione d'asilo della SEM nella procedura celere è stato prolungato da sette a trenta giorni.

I termini validi per la partenza volontaria di richiedenti asilo respinti possono essere prorogati a 30 giorni, in particolare a causa delle limitazioni d'entrata attualmente vigenti in molti Paesi e del traffico aereo notevolmente ridotto, ha indicato il governo.

L'esecutivo non vuole interrompere le procedure, come richiesto da associazioni attive nel settore, poiché questo comporterebbe problemi di capacità ricettiva, ha spiegato mercoledì la ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter.

Per quanto riguarda gli alloggi, le strutture militari e civili saranno allestite più rapidamente per il settore dell'asilo. Ciò consente di mettere a disposizione ulteriori posti in casi di emergenza e di rispettare senza restrizioni le raccomandazioni dell'UFSP in tutte le strutture federali. Le persone a rischio sono alloggiate separatamente e le persone infette sono isolate.

Nei centri di accoglienza della Confederazione attualmente vivono circa 2'200 richiedenti asilo, mentre la capacità è di 4'000 posti. Finora sono stati rilevati alcuni casi di coronavirus tra i dipendenti e i richiedenti l'asilo.

Contenuto esterno

Anche la democrazia diretta si ferma

Fine della finestrella

Di fronte all'emergenza legata al coronavirus, il 18 marzo il governo federale ha deciso il rinvio a data da definire della votazione popolare che era prevista il 17 maggio. Tra i temi sottoposti al verdetto popolare c'era l'iniziativa 'Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)', la quale chiede la fine della libera circolazione delle persone con l’UE, oltre a due referendum.

(1)

Servizio del TG sul rinvio della votazione popolare del prossimo 17 maggio

La reazione di promotori e contrari all'iniziativa 'Per la limitazione' e il commento del responsabile RSI dell'attualità nazionale

Sul fronte cantonale, il governo ticinese ha deciso di annullare le elezioni comunali, che erano in calendario il 5 aprile, e di rinviarle all'aprile dell'anno prossimo. Elezioni e votazioni sono state riportate anche in altri Cantoni.

Il virus ha anche interrotto la sessione primaverile delle Camere federali. Una sessione straordinaria del parlamento svizzero si terrà dal 4 all'8 maggio. Tra le questioni già in calendario vi è la convalida dei crediti urgenti richiesti dal governo per combattere le ripercussioni negative del coronoavirus sull'economia, approvate dalla delegazione delle finanze, l'organo parlamentare che esercita la vigilanza sulla politica finanziaria del Consiglio federale.

Contenuto esterno

Medicine col contagocce

Fine della finestrella

Di fronte agli sviluppi della pandemia e ai comportamenti irrazionali di molte persone che fanno un'inutile incetta di medicamenti, il 18 marzo il Consiglio federale ha deciso di razionarne diversi, tra cui i farmaci antipiretici (contro la febbre) più comuni. Per i prossimi sei mesi potrà essere acquistata una sola confezione per persona alla volta.

Il provvedimento riguarda tutti i farmaci ottenibili su ricetta medica, come pure i prodotti quali aspirina, preparati a base di calcio, farmaci contro la tosse o contenenti paracetamolo, ibuprofene, diclofenac, acido mefenamico o codeina.

Per i malati cronici vale un regolamento speciale: con una ricetta medica possono essere coperti per un massimo di due mesi.

Più grande operazione di rimpatri finora organizzata

Fine della finestrella

Proseguono le operazioni #flyinghome, organizzate dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) per rimpatriare migliaia di turisti svizzeri rimasti bloccati nei paesi da loro visitati.

Mercoledì, sono atterrati in Svizzera tre voli provenienti dal Perù, dalla Tunisia e dal Camerun. Negli scorsi giorni, sono stati effettuati diversi voli di rimpatrio da Algeria, Marocco, Senegal, Costa Rica e Colombia. Dall'inizio della crisi legata alla Covid-19, oltre 2'000 svizzeri sono già stati rimpatriati tramite un totale di 13 voli.

Altri rientri saranno effettuati entro il 4 aprile e riguarderanno l'Ecuador, il Marocco, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Myanmar, le Filippine, la Thailandia e la Cambogia, ha spiegato Johannes Matyassy, direttore della Direzione consolare del DFAE. Oltre 13'000 turisti svizzeri sono tuttora in attesa di poter ritornare a casa loro.

Si tratta della più grande operazione di rimpatri di turisti svizzeri organizzata finora dalle autorità elvetiche. I voli sono finanziati dalla Confederazione. Le persone rimpatriate dovranno però accollarsi una parte dei costi, verosimilmente spendendo come per un normale biglietto aereo.

+ Ecco i servizi e le prestazioni di Soliswiss offerti agli svizzeri all'esteroLink esterno

Affinché la Confederazione possa sostenere i cittadini bloccati all'estero, costoro devono registrarsi senza indugi sulla app Travel Admin (AndroidLink esterno/ iPhoneLink esterno). In questo modo il DFAE potrà contattare le persone interessate. Questo appello non riguarda gli svizzeri con domicilio permanente all'estero. Al momento, le persone registrate sulla app sono poco meno di 13'000.

"Facciamo tutto il possibile e le nostre rappresentanze all'estero sono in piena azione", ha detto Johannes Matyassy. Le rappresentanze diplomatiche e la helplineLink esterno istituita dal DFAE hanno risposto a migliaia di domande di cittadini preoccupati. Il DFAE è a conoscenza di diversi casi di malattia fra i turisti svizzeri, con un decesso.

Quali sono le raccomandazioni per la popolazione?

Fine della finestrella

Il governo ha esortato la popolazione a restare in casa, un appello rivolto in particolare alle persone in età avanzata e ai malati.

Coronavirus e senzatetto "Stiamo a casa". E chi non ce l'ha?

Per alloggiare chi è nel bisogno, Ginevra fa capo a un'ex caserma. Ma altrove rischiano di chiudere molti servizi destinati agli emarginati.

Maggiormente a rischio sono le persone a partire dai 65 anni o che già soffrono di determinate patologie, in particolare di una malattia cronica delle vie respiratorie, di ipertensione arteriosa, di diabete, di immunodepressione, di un’affezione cardiovascolare o di cancro.

Di seguito una lista delle raccomandazioni generali:

  • Lavarsi accuratamente e regolarmente le mani.
  • Tossire e starnutire in un fazzoletto o nella piega del gomito.
  • Evitare abbracci e strette di mano per salutarsi.
  • Gettare i fazzoletti usati in un secchio della spazzatura chiuso.
  • In caso di febbre o tosse rimanere a casa.
  • Prima di andare dal medico o al pronto soccorso occorre annunciarsi sempre per telefono.
  • Mantenere una certa distanza fisica dalle altre persone, anche sui mezzi pubblici.
  • Evitare il più possibile l'uso dei mezzi pubblici.
  • Evitare di mettere in pericolo le persone particolarmente a rischio, ad esempio conoscenti ricoverati in ospedale.
  • Ridurre gli spostamenti nel tempo libero e se possibile evitare di viaggiare nelle ore di punta.

La presidente della Confederazione scrive ai cittadini

Fine della finestrella

In  questa situazione che si aggrava di giorno in giorno, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha scritto una lettera a tutta la cittadinanza svizzera per rincuorarla, ringraziarla ma anche per richiamarla alle proprie responsabilità.

"È tutto nelle nostre mani, care concittadine e cari concittadini. A nome del Consiglio federale, vi chiedo quindi di restare a casa, se avete più di 65 anni o se siete ammalati. Mantenete le distanze con le altre persone. Cosi proteggete voi stessi, e proteggete gli altri", rileva in particolare.

"Quando la situazione si fa grave, siamo più di 26 Cantoni e 8,5 milioni di persone. Siamo un Paese. E siamo gli uni al servizio degli altri", conclude la missiva.

tweet di Simonetta Sommaruga con la lettera alla cittadinanza svizzera

tweet di Simonetta Sommaruga con la lettera alla cittadinanza svizzera

Raccomandazioni delle autorità rispettate dalla popolazione

Fine della finestrella

Le raccomandazioni del governo svizzero sono ampiamente rispettate dalla popolazione, secondo un sondaggio online condotto dal 21 al 23 marzo tra 30’460 persone in tutte le regioni del paese e realizzato dall'istituto di ricerca Sotomo, su incarico della Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR) (di cui fa parte anche swissinfo.ch).

In base all’inchiesta, il 54% degli intervistati ritiene che limitare il movimento sia una misura adeguata alla situazione. Questo dato sale al 78% tra gli over 65. L’85% delle persone interrogate ha dichiarato di essere uscito di casa. La ragione principale è stata quella di comperare generi alimentari e di prima necessità. 

(8)

Gli over 65 tendono a rimanere più a casa degli altri, anche se il 62% fa ancora la spesa e la metà di loro esce dalle mura domestiche per una passeggiata. L'uso del trasporto pubblico è diminuito in modo massiccio. D'altra parte, le persone che un tempo viaggiavano in auto o a piedi continuano a farlo.

Quasi l'80% degli intervistati ha ridotto drasticamente i contatti sociali al di fuori della cerchia famigliare: in media, incontra meno di una persona al giorno. Più della metà della fascia d'età superiore ai 65 anni non ha avuto alcun contatto sociale la scorsa settimana.

Passare più tempo a casa offre anche molti aspetti positivi, osservano numerosi intervistati. Mentre il 43% di loro dice di non muoversi, il 35% è più tranquillo e rilassato e il 34% si diverte a passare più tempo con la famiglia o con il partner. Inoltre, il 62% pensa che la popolazione mostri più solidarietà rispetto ai tempi normali.

Confinamento in Svizzera Riposo forzato per il turbolento quartiere Pâquis di Ginevra

Il pittoresco quartiere Pâquis si ferma a causa del coronavirus. Immagini di una calma surreale in uno dei quartieri più vibranti di Ginevra.

Dove si possono trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

Fine della finestrella

Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier specialeLink esterno di SWI swissinfo.ch, sulla pagina FacebookLink esterno e su TwitterLink esterno.

Di seguito una lista di link utili sull'epidemia di coronavirus in Svizzera e nel mondo.

Ufficio federale della salute pubblicaLink esterno

Organizzazione mondiale della sanitàLink esterno

Numero di contagi e decessi a livello mondialeLink esterno

Parole chiave

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.