Coronavirus in Svizzera: mascherina obbligatoria sui mezzi pubblici


Keystone / Salvatore Di Nolfi

L'aumento dei casi di contagio da coronavirus nel corso dell'ultima settimana ha spinto il governo ad adottare nuove misure: da lunedì sarà obbligatorio portare la mascherina sui mezzi di trasporto pubblici. Sarà inoltre ordinata la quarantena per chi entra in Svizzera da determinate regioni.

swissinfo.ch con agenzie e RSI

Dieci giorni fa il governo federale aveva posto fine alla "situazione straordinaria" (in vigore dal 16 marzo), ha ricordato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga in una conferenza stampa. Ma il coronavirus non è scomparso, nuovi focolai possono svilupparsi rapidamente. "Adesso dobbiamo trovare il giusto equilibrio: non dobbiamo reagire in modo eccessivo e nemmeno perdere tempo", ha aggiunto.

Negli ultimi giorni, i nuovi casi di coronavirus in Svizzera sono del resto aumentati rapidamente. Mercoledì si sono registrati 137 casi, contro i 62 di martedì e i 35 di lunedì.  Lo indica il bollettino giornaliero dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Il governo ha quindi deciso di rafforzare la prevenzione. Finora sui mezzi pubblici l'uso della mascherina era solo fortemente raccomandato, in particolare nelle ore di punta. La decisione è stata presa dal governo anche in vista un presumibile aumento dei viaggiatori durante il periodo estivo.

L'obbligo della mascherina, che dovrà coprire coprire bocca e naso, sarà valido sull'insieme dei mezzi pubblici, ossia treni, tram e autobus, ma anche funivie e battelli. Le uniche eccezioni sono previste per le sciovie e le seggiovie.

I bambini sotto i 12 anni sono però esclusi dall'obbligo della mascherina, così come le persone che non possono portare la mascherina per motivi particolari, in particolare medici. L'obbligo vige indipendentemente dal numero di persone che si trovano sui mezzi.

Quarantena

Per scongiurare nuovi focolai di coronavirus causati da persone contagiate giunte in Svizzera dall'estero, come successo più volte nelle ultime settimane, il 6 luglio sarà inoltre introdotta una quarantena obbligatoria di dieci giorni per chi entrerà nella Confederazione da determinate regioni.

In essi vi figureranno verosimilmente anche la Svezia e la Serbia, ha detto il ministro della sanità Alain Berset. La lista sarà pubblicata entro lunedì e sarà aggiornata una volta al mese. L'elenco sarà stilato dall'UFSP.

Le persone interessate verranno informate sull'aereo, sull'autobus e alle frontiere. Saranno tenute a notificare la loro entrata all'autorità cantonale competente.

Revoca delle restrizioni d'ingresso

Nella sua seduta di mercoledì, il Consiglio federale ha anche preso atto delle raccomandazioni dell'Ue sulla revoca, dal 1° luglio, delle restrizioni d'entrata per 15 Stati. La Svizzera si allineerà a queste raccomandazioni, ma soltanto dal 20 luglio ed escludendo la Serbia.

Da quella data saranno tolti dall'elenco dei Paesi a rischio Algeria, Australia, Canada, Corea del Sud, Georgia, Giappone, Marocco, Montenegro, Nuova Zelanda, Ruanda, Thailandia, Tunisia, Uruguay e gli Stati UE non Schengen (Bulgaria, Cipro, Croazia, Irlanda e Romania).

In applicazione delle raccomandazioni dell'Unione, la Cina sarà tolta dall'elenco quando garantirà la reciprocità dei diritti d'entrata per i cittadini svizzeri.

App per il tracciamento

Le nuove misure si aggiungono all'introduzione, il 25 giugno,  dell'app di tracciamento Swisscovid.  L'applicazione è stata scaricata finora da circa il 10% della popolazione svizzera persone, ha fatto sapere lunedì l'UFSP. 


L'uso dell'app SwissCovid  è volontario, il governo federale ne raccomanda tuttavia caldamente l'uso, in modo da poter completare il tracciamento classico dei contatti e mettere in quarantena chi si è avvicinato a una persona risultata poi positiva al virus.

Tramite una notifica, l'app avvisa del potenziale rischio per la salute gli utenti che l'hanno scaricata sul proprio smartphone e che si sono trovati per un certo lasso di tempo nei paraggi di un contagiato, a condizione ovviamente che anche questi l'avesse installata precedentemente sul suo cellulare.

In caso di una positività, il servizio medico cantonale invia alla persona infetta il cosiddetto codice Covid da immettere nell'app. Pure questo passaggio è facoltativo. Dal canto loro, gli altri utenti coinvolti riceveranno l'indicazione del giorno in cui è avvenuto il contatto, l'informazione che l'UFSP gestisce una linea di consulenza telefonica gratuita e le raccomandazioni di comportamento.

Non abbassare la guardia

Se l'app è importante per individuare le catene di trasmissione del coronavirus, per spezzarle resta fondamentale continuare a rispettare le misure di igiene e di distanziamento, hanno ribadito venerdì scorso i responsabili dell'UFSP. 

Ad alimentare i timori di un nuovo aumento dei casi di infezione da coronavirus c'è stato anche l'annuncio, domenica, delle autorità del cantone di Zurigo del primo caso di un "superspreader", ovvero un individuo insolitamente contagioso, che ha costretto a mettere in quarantena i 300 partecipanti a una serata in discoteca.

La responsabile cantonale della sanità Natalie Rickli ha criticato molti clienti del club, rei di aver fornito nomi e indirizzi e-mail falsi, il che ha ostacolato il lavoro di chi doveva tracciare i contatti dell'uomo, risultato positivo al coronavirus qualche giorno dopo la serata. Le autorità hanno annunciato che se una situazione simile dovesse ripetersi i locali notturni potrebbero venire nuovamente chiusi. Una strada che però al momento l'esecutivo, nonostante la preoccupazione espressa, ha scelto di non prendere.

Test pagati dalla Confederazione

Oltre all'applicazione SwissCovid, da giovedì 25 giugno c'è un'altra novità in Svizzera: l'integralità delle spese per i test del coronavirus sono a carico della Confederazione. Il governo elvetico ha optato per semplificare il sistema: finora ad assumersi i costi erano l'assicurazione sanitaria o i Cantoni. L'inversione di rotta vuole evitare che qualcuno rinunci al tampone per non dover rimetterci di tasca propria.

I test ad ampio spettro per rilevare la presenza del SARS-CoV-2 sono il pilastro dell'attuale strategia studiata contro la Covid-19. Assumendosi gli oneri - ma non retroattivamente - il governo federale vuole eliminare la disparità di trattamento attuale.

Finora infatti, se le spese erano a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie - succede nel caso di sintomi gravi o di individui con elevato pericolo di complicazioni - chi fa l'esame deve pagare franchigia e partecipazione ai costi. Se però esse ricadono sui Cantoni, il diretto interessato non deve sborsare un centesimo. Ciò vale per persone con sintomi leggeri non appartenenti a gruppi a rischio.

Con questa misura si vogliono incoraggiare le persone a farsi testare, così da reagire rapidamente a un'eventuale impennata della curva epidemiologica.

Revocate quasi tutte le misure

Il 19 giugno, il Consiglio federale ha comunicato la decisione di continuare a vietare le grandi manifestazioni fino alla fine di agosto. Per quelle più piccole, il limite di partecipanti è portato a 1000.

L'altra importante novità concerne la distanza minima raccomandata tra due persone, che viene ridotta da 2 a 1,5 metri. Durante le manifestazioni con posti a sedere fissi, per esempio concerti o spettacoli teatrali, un sedile libero tra due persone è sufficiente.

Per le manifestazioni, il tracciamento dei contatti dovrà comunque essere sempre possibile. L'organizzatore dovrà garantire che le persone da contattare in caso di bisogno non siano più di 300, per esempio suddividendo lo spazio disponibile in settori. I Cantoni possono abbassare questo limite, ha puntualizzato l'esecutivo. Chi partecipa a una dimostrazione è obbligato a indossare la mascherina. 

Il governo ha anche revocato la raccomandazione di ricorrere al telelavoro, così come le prescrizioni per la protezione delle persone particolarmente a rischio, che potranno anch'esse tornare sul posto di lavoro. Il datore di lavoro è tuttavia tenuto a proteggere la salute dei dipendenti con provvedimenti adeguati. L'igiene delle mani e il distanziamento sociale restano i provvedimenti di protezione più importanti, ha ribadito il governo.

Dove si possono trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

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Di seguito una lista di link utili sull'epidemia di coronavirus in Svizzera e nel mondo.

Ufficio federale della salute pubblica

Organizzazione mondiale della sanità

Numero di contagi e decessi a livello mondiale

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