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Euforia IA spinge i mercati? Ecco come riconoscere la bolla

Keystone-SDA

I titoli tecnologici corrono di record in record in borsa, grazie alla febbre dell'intelligenza artificiale (IA) e in parallelo crescono i timori di una possibile bolla. Come si riconosce un mercato surriscaldato? Ecco i principali indicatori.

(Keystone-ATS) “Una bolla si riconosce solo quando scoppia”, recita un vecchio adagio economico. Individuare queste fasi in tempo reale è complesso, perché spesso le conferme arrivano solo a posteriori. I trader si affidano quindi ad alcuni segnalatori d’allarme: nelle ultime settimane molti di questi sono scattati sul livello di “pericolo”. La regola d’oro degli esperti? Mai affidarsi a un unico strumento: è la loro combinazione a fornire un quadro chiaro.

Warren Buffett, che porta il celebre soprannome di “Oracolo di Omaha”, è uno degli investitori più famosi al mondo. Uno dei suoi indicatori preferiti ha il suo nome: il “Buffett Indicator”, che mette in rapporto la capitalizzazione totale del mercato azionario con il prodotto interno lordo (Pil) del paese. Se il rapporto è tra 70% e 90% il mercato viene considerato sottovalutato, intorno al 100% è equo, sopra il 120% è sopravvalutato. Oggi per l’intero mercato Usa è al 237%: una fetta notevole è costituita dal Nasdaq tech, dove sono presenti i titoli IA. Con le imminenti megа entrate in borsa di SpaceX, OpenAI e Anthropic, il valore difficilmente scenderà. Un dato su tutti: prima dello scoppio della bolla Dotcom (anno 2000) l’indicatore era al 150%.

Un altro noto indice si basa sulle spinte più elementari delle decisioni di acquisto o vendita: paura e avidità. Il “CNN Fear and Greed Index” misura il clima del mercato azionario americano attraverso sette fattori, fra cui volatilità, ampiezza e domanda di attivi sicuri rispetto a quelli rischiosi. Ogni sotto-indicatore è valutato da 0 a 100 e la media dà l’indice. Tra 0 e 24 c’è paura estrema, il mercato è ribassista; tra 45 e 55 gli investitori attendono impulsi; da 56 inizia la “avidità”, con gli investitori che cercano rischio e compaiono gli eccessi; oltre 76 è “avidità estrema”, con euforia e rischi ignorati. Un mese fa l’indice era a 66, una settima fa a 53 e oggi è a 28.

Il rapporto prezzo/utili (Price/Earnings, P/E) è un classico delle valutazioni: mostra quanto gli investitori sono disposti a pagare per una unità di profitto. È semplice, ma non considera i cicli economici o i fattori straordinari; inoltre il valore considerato normale varia molto a seconda del settore. Un passo in avanti è il CAPE, sviluppato dal premio Nobel Robert Shiller): descrive il rapporto tra il prezzo corrente di un’azione e la media degli utili societari degli ultimi dieci anni, corretti per l’inflazione. Sia il P/E che il CAPE, per gli indici Nasdaq e S&P 500, sono saliti a livelli storicamente scomodi, simili a quelli della bolla Dotcom.

Nelle sale operative si guardano anche indicatori più specifici. Un trader cita lo “US Net Margin Debt”, che mostra quanto gli investitori americani si indebitano per comprare azioni: più è alto, più il mercato fa leva sul debito; oggi questo indice è un livello che non si era più visto negli ultimi 30 anni. Un altro usa il rapporto tra titoli in rialzo e in ribasso (Advance/Decline Ratio) per misurare l’ampiezza del mercato: il rally attuale è trainato da pochi valori con forte peso, come Nvidia e altri giganti tech, quindi secondo alcuni esperti non poggia su basi molto larghe.

“Guardo il rapporto Put/Call sui mercati dei derivati e la copertura (hedging) degli investitori istituzionali”, spiega un altro specialista citato dall’agenzia Awp. Questo permette di capire come gli attori del mercato si proteggono da rialzi o ribassi e cosa si aspettano. “Anche se le azioni sono care, se tutti prevedono una correzione e si sono già coperti forse non succederà molto”. Attenzione viene prestata anche al sondaggio mensile di Bank of America tra gestori patrimoniali e fondi. “Può essere un avvertimento se la liquidità è troppo bassa o troppo alta”. Anche gli studi sul comportamento delle famiglie che si espongono eccessivamente alle azioni possono essere un segnale. “Quando persino la stampa popolare consiglia le azioni, è ora di proteggersi”, conclude un operatore.

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