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Fallimenti aziendali in forte crescita in Svizzera

Keystone-SDA

I fallimenti aziendali sono in forte crescita in Svizzera, mentre quelli di privati mostrano una progressione contenuta: lo dicono i dati diffusi oggi dalla società di informazioni economiche Creditreform, che prevede un 2026 record sul fronte delle bancarotte.

(Keystone-ATS) Fra gennaio e febbraio hanno dovuto depositare i bilanci per insolvenza – cioè per incapacità a far fronte ai pagamenti – 2361 aziende, vale a dire il 75,7% in più dello stesso periodo del 2024. A queste chiusure vanno poi aggiunte quelle per lacune nell’organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni), salite del 32,0% a 693. Il numero complessivo dei fallimenti di ditte si attesta così a 3054 (+63,4% su base annua).

A influire sui dati è una modifica legislativa in vigore dall’anno scorso: dal gennaio 2025 anche le istituzioni di diritto pubblico sono tenute a richiedere il pagamento dei crediti arretrati delle aziende attraverso la procedura di fallimento. Questo effetto era previsto e potrebbe portare un primato di 14’000 bancarotte sull’arco di un intero anno, commentano gli specialisti di Creditreform in un comunicato.

“Più sorprendente è il forte aumento delle pubblicazioni di fallimento a causa di carenze nell’organizzazione: un aumento del 32% è piuttosto raro”, aggiungono gli specialisti. “O gli uffici fallimentari hanno finora dato la priorità ad altre procedure e avevano semplicemente capacità insufficienti per poter trattare anche i fallimenti dovuti a carenze nell’organizzazione, oppure ci sono molte più persone che accettano consapevolmente una situazione illegale nelle loro aziende e si sottraggono alle loro responsabilità”.

I fallimenti di privati sono stati 1682, con un incremento dell’1,4%. Spiccano in particolare le bancarotte di persone viventi, aumentate sensibilmente (+42,6% a 281); le eredità rifiutate sono invece scese, pur rimanendo più numerose in termini assoluti (-4,1% a 1401).

Dove c’è chi muore c’è anche chi nasce, anche a livello aziendale. Nei primi due mesi dell’anno le nuove iscrizioni al registro di commercio hanno raggiunto quota 9372, in progressione del 3,3% su base annua. Creditreform ipotizza che per l’insieme del 2026 il numero potrebbe arrivare a 57’000, una cifra mai vista in precedenza.

In progressione sono peraltro anche gli stralci, che nel periodo gennaio-febbraio sono stati 5834 (+7,2%). La crescita netta di imprese si è attestata a 3538, valore comunque inferiore del 2,6% a quello dello stesso periodo dell’anno scorso.

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