Filippine: giro di vite autorita’,arresto politico
(Keystone-ATS) BANGKOK – L’arresto con accuse plurime di omicidio per il politico locale su cui i sospetti erano caduti sin dall’inizio, e un giro di vite contro tutti i paramilitari della zona. A tre giorni da distanza dall’agguato che ha causato almeno 57 morti nella provincia di Maguindanao, nel sud dell’arcipelago, le autorità filippine sono intervenute oggi con decisione contro il clan degli Ampatuan, ritenuto responsabile dello sterminio di parenti e sostenitori di un rivale che aveva “invaso” il suo feudo di potere.
Andal Ampatuan junior, sindaco della città di Datu Unsay e figlio del potente ex governatore di Maguindanao, è stato consegnato alle forze dell’ordine dal fratello, e poi trasferito nella capitale Manila a bordo di un elicottero militare. Il sospettato, che nelle intenzioni della famiglia avrebbe dovuto “ereditare” la carica del padre nelle elezioni del prossimo maggio, nega però qualsiasi coinvolgimento. “Le accuse sono false senza fondamento, ho la coscienza a posto”, ha dichiarato.
Sempre oggi, polizia ed esercito hanno disarmato 347 membri di due unità paramilitari dipendenti dalle autorità provinciali. “Stiamo indagando: tutti gli uomini della sicurezza sono possibili sospetti, ha dichiarato Andres Caro, direttore delle operazioni della polizia filippina. Nel frattempo, lo stato di emergenza proclamato dal governo permane: la zona, insieme alle province vicine, è pattugliata da migliaia di militari.