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Bruggisser paga la scelta di una strategia rischiosa e dispersiva

Philippe Bruggisser era ai vertici di SAirGroup dal 1. gennaio 1997 Keystone Archive

Lo scossone ai vertici societari era nell'aria. Da tempo, la strategia di SAirGroup era oggetto di critiche esterne e interne alla società. ll piano di ricapitalizzazione di Sabena, che prevede un contributo da parte di SAirGroup di 150 milioni di euro, e le difficoltà finanziarie del gruppo svizzero, in forte ammanco di liquidità, hanno portato alla svolta.

Dalla metà degli anni novanta, SAirGroup, si è lanciata in una campagna di partecipazioni in piccole compagnie estere, nella maggior parte dei casi, deficitarie. Oggi SAirGroup possiede il 49.5 per cento di Sabena, il 49 per cento delle tre compagnie francesi Air Littoral, Air Liberté e AOM, il 49.9 per cento delle italiane Air Europe e Volare, il 37.6 per cento della polacca LOT, il 49.5 della LTU tedesca ed il 20 per cento della South African Airlines.

SAirGroup, come ha riferito a swissinfo Siro Barino, portavoce del gruppo, è costretta a partecipare a compagnie straniere perché “il mercato svizzero è troppo piccolo per poter competere con le altre grandi linee aeree europee, tipo Lufthansa, British Airways, KLM o Air France”. Senza questo tipo d’accordi, il gruppo elvetico non potrebbe raggiungere quella massa critica che gli permette di offrire le sue prestazioni ad un prezzo concorrenziale con gli altri colossi europei. Ed in questo senso la strategia del gruppo non sembra sbagliata, anche se la dispersione degli investimenti in troppe compagnie ed in troppi Stati è alquanto discutibile.

Il problema principale riguarda la scelta degli alleati. Molte delle società parzialmente acquistate da SAirGroup si trovano, come Sabena, o si sono trovate, come le italiane o le francesi, in gravi difficoltà finanziarie, in soccorso delle quali accorrevano Bruggisser ed i suoi. Gli investimenti del gruppo di Zurigo-Kloten in piani di ristrutturazioni delle proprie bisognose alleate sfioravano gli 1.6 miliardi di franchi svizzeri. Nell’ambito dell’accordo di ricapitalizzazione di Sabena, ancora una volta, SAirGroup si espone garantendo un contributo di 150 milioni di euro (circa 230 milioni di franchi), senza dimenticare che, al momento dell’entrata in vigore degli accordi bilaterali, dovrà aumentare la sua partecipazione nella compagnia belga fino all’85 per cento del capitale.

Ancora lunedì, il portavoce del gruppo, sosteneva come la fase attuale fosse una condizione al risanamento delle alleate di SAirGroup e che, a corto o medio termine, si sarebbero potuti cogliere i frutti del piano, in termini di accresciuta redditività e di utili.

La visione “in prospettiva” appare tuttavia una scelta rischiosa, se si considera come la stessa SAirGroup si trovi in una situazione finanziaria tutt’altro che rosea: mentre gli utili d’esercizio si riducono (anzi, nel primo semestre del 2000, le compagnie aeree SAir hanno perso oltre 150 milioni di franchi), mentre le azioni del gruppo hanno perso il 30 per cento del loro valore in un anno, mentre la quota di capitale proprio nel bilancio non supera il 20 per cento, mentre cresce l’indebitamento, il gruppo continua a investire importanti capitali all’estero in compagnie che, per il momento, non garantiscono prestazioni sufficienti. Recentemente, per far fronte alla sua insufficiente liquidità, la società elvetica ha ceduto delle azioni della compagnia Delta per circa 400 milioni di franchi.

Lunedì in serata, Siro Barino commentava la questione in modo tranquillizzante: “SAirGroup dispone di parecchie riserve che possono essere velocemente liquidate: ad esempio la partecipazione nella Austrian Airlines, le quote in sistemi tecnologici come Equant e Galileo o degli immobili pari ad un valore di 2.1 miliardi di franchi”.

Martedì però giunge la svolta imposta dal Consiglio d’Amministrazione. E si tratta di svolta vera, visto che oltre alla separazione “di comune accordo” tra Bruggisser e SAirGroup, si presuppone un cambiamento di strategia da parte del gruppo. L’obiettivo sarà quello di rendere redditizie le attività aeree, il primo pilastro d’attività della compagnia. Da notare come il comunicato esplicita chiaramente che “fino a nuovo avviso, nuove partecipazioni o acquisizioni non saranno più all’ordine del giorno”.

Bruggisser, laureatosi in economia all’Università di Basilea e in legge all’Università di Ginevra, è entrato nella Swissair nel 1979, proveniente dall’Unione di Banche Svizzere. Tra il 1991 e il 1995 ha presieduto la direzione della Swissair Partecipazioni SA.

Dal 1992 al 1994 ha fatto parte della direzione della compagnia di bandiera. Il primo gennaio 1997 sostituisce Otto Löpfe al vertice di Swissair. Poco dopo nasce SAirGroup, una società a cui fanno capo le compagnie aeree e le attività collaterali, quali la ristorazione di bordo e l’assistenza tecnica. Negli anni seguenti Bruggisser conclude una fitta rete di alleanze con compagnie estere, con lo scopo di contenere gli svantaggi di un mercato interno ridotto. Nel marzo del 1998 vede la luce il Qualiflyer Group, un’alternativa alle altre grandi alleanze mondiali. Dal luglio del 2000, Bruggisser assume anche direzione della Swissair.

swissinfo e agenzie

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