Certezze e speculazioni sul crash Crossair
No comment sul fatto che un pilota atterrato sulla pista 28 poco prima dell'incidente aveva avvisato la torre di controllo della pessima visibilità.
L’unico dato certo, al momento, è che il velivolo si è avvicinato alla pista 28 ad una quota troppo bassa. Le due scatole nere del Jumbolino di Crossair precipitato sabato sera a Bassersdorf (ZH), con un bilancio di 24 morti e 9 feriti, sono “danneggiate, ma utilizzabili”.
L’esame delle scatole nere, effettuato dall’Ufficio d’inchiesta francese a Parigi, durerà qualche tempo e ancora non si sa quando potranno essere resi noti i primi risultati, ha indicato martedì il responsabile dell’Ufficio d’inchiesta sugli infortuni aeronautici (UIIA) Jean Overney.
“Tutto dipenderà dalla qualità dei dati”, ha precisato il responsabile dell’inchiesta. Bisognerà in particolare sincronizzare i parametri di volo registrati sulla prima scatola nera, il cosiddetto “data recorder”, con le conversazioni all’interno del cockpit contenuti nel “voice recorder”. Questi dati dovranno inoltre essere confrontati con la registrazione delle comunicazioni fra i piloti e la torre di controllo.
Gli esperti dell’Ufficio d’inchiesta francese, che dispone di un laboratorio specializzato per questo tipo di rilevamenti, lavorano in stretta collaborazione con British Aerospace, la società che ha fabbricato il velivolo precipitato, ha precisato Overnay.
I lavori sul luogo dell’incidente procedono intanto secondo i piani, ha indicato nel corso di un sopralluogo il responsabile delle operazioni Bruno Keller. Martedì pomeriggio è iniziata la rimozione delle parti più grandi del relitto. I reattori sono stati caricati con una gru su autocarri dell’esercito.
La coda dell’aereo, rimasta quasi intatta, dovrà essere smontata per il trasporto. Nei lavori di rimozione, che saranno conclusi al più tardi alla fine della settimana, sono tuttora impegnate circa 80 persone, fra cui una dozzina di collaboratori dell’UIIA.
I resti del velivolo vengono trasportati in un hangar dell’esercito situato fra Winterthur e Zurigo. Secondo Overney, è ancora presto per dire se l’inchiesta renderà necessaria una ricostruzione dell’aereo o di alcune sue parti.
Il responsabile dell’ufficio d’inchiesta non ha voluto commentare l’informazione riportata da alcuni media secondo cui il pilota di un altro aereo atterrato sulla pista 28 pochi minuti prima dell’incidente aveva avvisato la torre di controllo delle pessime condizioni di visibilità trovate nella zona. Crossair ha inoltre smentito categoricamente l’ipotesi secondo cui il Jumbolino sarebbe rimasto senza carburante.
L’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ha intanto precisato di aver ordinato uno studio di fattibilità per installare il sistema di guida strumentale all’atterraggio ILS anche sulla pista 28. La decisione era stata presa in seguito alla stipulazione del nuovo accordo aereo con la Germania, il 18 ottobre scorso.
La realizzazione dell’impianto pone tuttavia problemi tecnici, ha detto un portavoce. Se i risultati dello studio di fattibilità saranno positivi, ci vorranno fra 12 e 16 mesi per equipaggiare la pista con il sistema ILS.
La polizia zurighese non ha voluto fornire martedì precisazioni sulle condizioni dei feriti. Un portavoce si è limitato a dire che cinque delle nove persone sopravvissute nell’incidente sono ancora in ospedale. Due di loro lunedì sera versavano in condizioni critiche, mentre tre altri feriti erano giudicati stabili.
L’Istituto di medicina legale di Zurigo prevede da parte sua di portare a termine al più tardi entro lunedì prossimo le operazioni di identificazione delle 24 salme recuperate. Benché la lista delle vittime sia nota, è impossibile dare un nome alle salme sulla base dell’aspetto esteriore, ha indicato il responsabile dell’istituto zurighese Rudolf Hauri.
Si è inoltre appreso che fra le vittime del «crash» figurano anche due dirigenti del gruppo canadese Bombardier, che lo scorso maggio aveva rilevato parte delle attività di ADtranz Svizzera dalla DaimlerCrysler. Secondo quanto riferisce l’agenzia francese AFP, si tratta dello svedese Pär Aström, 42 anni, presidente della divisione propulsione e controlli di Bombardier-Transportation, e del canadese Eric Falardeau, capo del controllo della medesima unità.
swissinfo e agenzie
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