
Continuerà a rallentare per due anni la crescita economica in Svizzera

È la previsione congiunturale del BEC, il Business Economist Consensus, secondo il quale l'atterraggio, dopo il rallentamento del ritmo di crescita, risulterà probabilmente morbido e senza brusche frenate.
Dopo un rialzo previsto al 3,13 per cento quest’anno, il Prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe crescere del 2,34 per cento nel 2001 e del 2,06 per cento nel 2002, sottolineano nel loro ultimo rapporto gli analisti del BEC.
I 26 economisti che partecipano all’inchiesta trimestrale del Business Economists Consensus, confermando le loro previsioni per l’anno prossimo, sottolineano che malgrado questo rallentamento il ritmo della crescita continuerà ad essere sostenuto e la situazione congiunturale generale rimarrà rosea.
Questa lenta frenata interesserà in primo luogo le esportazioni, osservano gli esperti consultati dal BEC. Dopo un balzo dell’8,28 per cento nel 2000, l’incremento dell’export nei prossimi due anni sarà più contenuto: 5,24 per cento nel 2001 e 4,65 per cento nel 2002. Trend analogo anche per le importazioni, che dopo l’aumento del 5,02 per cento di quest’anno, cresceranno del 4,3 percento e 3,92 percento nei prossimi due anni.
Il rallentamento congiunturale non dovrebbe comunque ripercuotersi sul mercato del lavoro. È anzi vero il contrario: il tasso di disoccupazione dovrebbe passare dall’1,95 per cento quest’anno, all’1,78 per cento nel 2001, per poi risalire lievemente all’1,82 per cento nel 2002. L’inflazione continuerà ad essere relativamente debole, con tassi dell’1,8 per cento nel 2001 e dell’1,57 per cento fra due anni.
Sul fronte finanziario, gli analisti del BEC hanno rivisto al ribasso le loro previsioni iniziali sui tassi d’interesse, che raggiungeranno un massimo già nel primo trimestre dell’anno prossimo. Entro fine marzo, i tassi a lungo termine dovrebbe risalire dal 3,51 al 3,8 per cento, per poi stabilizzarsi nei trimestri successivi. Anche i tassi a breve termine risentiranno positivamente dell’inflazione moderata e del sensibile rallentamento della congiuntura mondiale.
In questo contesto positivo, gli economisti ritengono inverosimile un cambiamento dell’attuale politica monetaria della Banca nazionale svizzera ed in particolare l’ipotesi di un aumento del margine di fluttuazione del tasso Libor.
Anche le fluttuazioni del franco svizzero sul mercato dei cambi saranno di lieve entità: l’euro – oggi a circa 1,52 contro il franco – dovrebbe leggermente rafforzarsi e salire a 1,53 franchi a fine marzo ed a 1,54 franchi alla fine del 2001. Movimento opposto per il dollaro, che dovrebbe scendere da 1,64 a 1,59 franchi entro la fine dell’anno prossimo.
Il trend delineato dal BEC è peraltro confortato dall’ultimo barometro congiunturale dell’Istituto di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo (KOF) relativo a novembre, che sottolinea come il rallentamento della crescita economica, avvertibile dallo scorso aprile, sia proseguito anche in novembre.
Il barometro del KOF è sceso a 1,01 punti, confermando il continuo declino degli ultimi mesi. In settembre era ancora a 1,13 punti, in ottobre a 1,07 punti. Il KOF segnala peraltro, anche per il mese scorso, un ritmo di crescita meno sostenuto delle nuove ordinazioni, in continua frenata rispetto al livello di novembre 1999. Considerato a lungo termine, osservano gli economisti zurighesi, il livello delle nuove ordinazioni è comunque sempre soddisfacente.
Dalle ultime cifre provvisorie del Segretariato di Stato all’economia (Seco), emerge peraltro che, nel terzo trimestre, il Prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto in misura inferiore ( 3,6 per cento) rispetto alla prima metà dell’anno. Nel primo trimestre, la crescita del PIL era ancora pari al 3,9 per cento.
swissinfo e agenzie

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