Dalla Svizzera una pattumiera a prova di bomba
Una piccola ditta zurighese ha messo a punto un nuovo bidone per la spazzatura capace di ridurre considerevolmente gli effetti di un'esplosione.
La città di Parigi – che per il rischio di attentati ha bandito le pattumiere da molti quartieri – ha già manifestato il suo interesse.
In alcune città europee trovare una pattumiera equivale a scovare un ago in un pagliaio. In certi quartieri turistici di Parigi, come gli Champs-Elysées ad esempio, i bidoni per la spazzatura sono semplicemente inesistenti.
La responsabilità non è però da imputare ad amministrazioni comunali troppo lassiste, bensì al timore di attentati. Per dei terroristi non vi è niente di più facile che dissimulare un ordigno in una pattumiera.
Una piccola ditta zurighese – la Brüco di Rümlang – potrebbe però aver trovato la parata: l’azienda ha infatti inventato una pattumiera a prova di bomba.
Parigi interessata
Il nuovo modello ha già superato un primo test. Un artificiere di armasuisse, il centro di competenza dell’esercito svizzero per l’acquisto e la valutazione del materiale bellico, ha fatto esplodere all’interno della pattumiera una granata. Come previsto, il bidone si è rotto in due, ma è riuscito ad assorbire quasi tutte le 1’700 schegge della bomba a mano.
«Non possiamo garantire che in caso di esplosione nessuno rimarrà ferito. Questo modello può però senz’altro contribuire a salvare delle vite», dichiara il direttore della società Marcel Strebel.
Costruita con lastre di acciaio inossidabile di cinque millimetri di spessore, la pattumiera ha la particolarità di ‘dirigere’ l’esplosione verso l’alto, limitando così gli effetti della deflagrazione. Il bidone può essere provvisto pure di resistentissime finestre in policarbonato trasparenti, di modo che ognuno può controllare cosa vi sia all’interno.
Alla novità si sono già interessate le autorità parigine, che hanno comandato tre prototipi per sottoporli a nuovi test, affinché «il modello possa venire omologato in Francia», indica Marcel Strebel.
Notevoli aspettative
Se il «collaudo» sarà positivo, il direttore della Brüco prevede di poter vendere in un primo tempo una settantina di esemplari, che verranno disseminati nella zona degli Champs-Elysées. «Questo prodotto è però interessante anche per molte altre città dove il rischio di attentati è alto, penso ad esempio a Londra, Roma o Madrid», sottolinea Marcel Strebel.
Le aspettative alla Brüco sono grandi: altre società che producono pattumiere «anti-bomba» finora non ve ne sono e se questo modello riuscirà ad imporsi, Marcel Strebel – pur non indicando numeri – confida in un forte incremento della cifra d’affari dell’azienda.
La ditta è già pronta a lanciarsi in una produzione di massa, tanto più che non è alla sua prima esperienza in materia di bidoni della spazzatura. Dal 2002, infatti, la Brüco fabbrica la «pattumiera squalo», un modello che già troneggia nelle strade di molte città europee e che per il suo design ricorda appunto la testa di uno squalo.
«Success story»
In quell’anno, la pattumiera prodotta dalla Brüco ha vinto un concorso internazionale indetto dalla città di Zurigo e al quale hanno preso parte 80 aziende.
«Oggi la produzione annuale si aggira attorno ai 5’000 pezzi», indica Marcel Strebel.
La «success story» di questo bidone della spazzatura –prodotto oggi in diverse capienze e con numerose opzioni – è da mettere in relazione prima di tutto con il suo design. Quest’anno, ad esempio, la «pattumiera squalo» ha vinto il «reddot design award», un premio internazionale per il design conferito a prodotti industriali.
Inoltre, la pattumiera è a prova di vandali e ha dato prova di longevità e di funzionalità. Questi aspetti hanno convinto molti clienti, che piuttosto che puntare sul risparmio hanno scommesso sulla durabilità.
Fabbrica virtuale
Secondo Marcel Strebel, gli elevati costi di produzione svizzeri – in particolare la manodopera – non sono un ostacolo: «Per un prodotto di alta qualità questo è un elemento che incide poco. I costi del personale sono da relativizzare visto l’alto livello di formazione e la coscienza della qualità dei dipendenti».
Per restare competitiva in un mercato sempre più globalizzato, la Brüco ha inoltre dovuto dar prova di creatività, creatività che si incarna nel progetto «Fabbrica virtuale», una sorta di piattaforma di scambio di informazioni e di marketing che riunisce diverse piccole e medie imprese elvetiche.
La «pattumiera squalo» verosimilmente non esisterebbe senza questa rete, spiega Marcel Strebel. Il progetto non è infatti nato alla Brüco, bensì nello studio di design di Werner Zemp. Grazie alla Fabbrica virtuale, Zemp ha poi potuto trovare la società in grado di mettere in pratica l’idea.
«Anche in futuro – conclude Strebel – saranno il coraggio e la produttività a fare dello ‘swiss made’ un marchio di qualità ambito».
swissinfo, Daniele Mariani
La Brüco SA di Rümlang, nel canton Zurigo, occupa una cinquantina di dipendenti.
Annualmente produce circa 5’000 pattumiere.
Un modello normale senza opzioni con una capienza di 150 litri costa circa 1’500 franchi.
Il nuovo modello a prova di bomba costa dal 33 al 56% in più.
Oltre ai bidoni della spazzatura, la ditta fabbrica diversi altri prodotti, tra cui ad esempio armadi per server e manufatti in metallo.
La «pattumiera squalo» – oggi prodotta anche in una versione a prova di bomba – si iscrive in una lunga tradizione svizzera di cura del design.
Già dal 1918 la Confederazione assegna un premio per il più bel prodotto dell’anno.
Tra i prodotti elvetici più noti per il loro design, da menzionare il cioccolato Toblerone, la poltrona disegnata da Le Corbusier, la matita Caran d’Ache, le borracce Sigg o ancora il coltellino svizzero.
Nel 2004, la «pattumiera squalo» ideata dallo studio Zemp+Partner e fabbricata dalla Brüco SA si è vista attribuire il Creativity Award, una sorta di oscar della creatività svizzero.
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