Dazi doganali: accordo tra Svizzera ed Europa
Berna e la Commissione europea vogliono mettere fine alle divisioni che le oppongono sul problema delle tasse alla riesportazione di beni comunitari a partire dalla Svizzera.
Un accordo dovrebbe essere trovato entro maggio. La franchigia dei diritti doganali dovrebbe essere mantenuta.
I rappresentanti svizzeri ed europei si sono incontrati mercoledì a Bruxelles, dove hanno proseguito i negoziati sull’introduzione dei diritti doganali sulle riesportazioni, previsto per il 1° giugno prossimo.
Nel corso della riunione, le due parti hanno convenuto di proseguire l’obiettivo di mantenere lo statu quo nelle relazioni commerciali tra Svizzera ed Unione europea.
La soluzione sarà cercata sulla base delle relazioni contrattuali esistenti. Le delegazioni hanno convenuto di trovare un accordo entro il prossimo mese di maggio.
“Il negoziato si svolge in un’atmosfera estremamente aperta”, ha dichiarato l’ambasciatore svizzero Luzius Wasescha.
L’accordo eviterebbe che merci d’origine comunitaria e svizzera siano sottoposte al prelievo di diritti doganali quando sono riesportate.
Franchigia in vigore da 30 anni
Le autorità doganali dell’UE volevano eliminare entro il 1° marzo una franchigia sulla riesportazione delle merci, che si basa su un accordo di libero scambio in vigore dal 1972.
Il regime doganale consente l’esenzione dei dazi doganali alle merci dell’UE importate in Svizzera e poi riesportate verso l’Unione europea.
La modifica dell’applicazione del diritto esistente sarebbe gravida di pesanti conseguenze per le imprese svizzere e comunitarie toccate. In particolare, a soffrirne sarebbero società commerciali, il commercio d’automobili, la vendita per corrispondenza, le industrie meccanica, tessile e chimica.
Soluzione a maggio
La Commissione europea si è dichiarata fiduciosa sulla possibilità di «trovare una soluzione all’inizio di maggio» nella vertenza con la Svizzera sulla riesportazione dei beni provenienti dall’UE.
La soluzione dovrebbe permettere di «minimizzare le distorsioni commerciali tra Svizzera ed Unione europea», ha dichiarato un portavoce della Commissione.
Le nuove disposizioni prevedono che i prodotti importati in Svizzera dall’UE siano tassati in caso di riesportazione nell’area comunitaria, se non hanno subito una lavorazione in Svizzera.
Bruxelles ne aveva in un primo tempo fissato l’entrata in vigore a partire dal primo marzo, ma a seguito delle vive reazioni elvetiche aveva accettato una proroga di tre mesi fino al 1° giugno.
swissinfo e agenzie
Svizzera ed Unione europea dovrebbero trovare entro il prossimo mese di maggio una soluzione al contenzioso sui dazi doganali nella riesportazione di merci comunitarie.
L’impegno di massima è stato sottoscritto mercoledì a Bruxelles al termine di un incontro tra rappresentanti svizzeri ed europei.
La riesportazione di merci comunitarie dalla Svizzera verso l’Ue o viceversa gode di una franchigia doganale dal 1972.
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