Emergenza traffico: dopo le autostrade, gli agglomerati
Berna deve aiutare finanziariamente cantoni e comuni per gestire il crescente traffico negli agglomerati, prima che si giunga a una paralisi dell'intero sistema della viabilità. Questa la proposta di un gruppo di esperti che propone un aumento di 5 centesimi della benzina.
L’emergenza traffico sulle autostrade di questi mesi dovuta al forte flusso di autocarri in transito, rischia di far dimenticare un problema non meno importante della politica svizzera dei trasporti: la sempre più difficile situazione viaria negli agglomerati. “Per evitare un prossimo collasso del traffico occorre migliorare l’efficienza dell’infrastruttura attorno ai grossi centri urbani”, ha detto il senatore Peter Bieri, coordinatore del gruppo di esperti che martedì ha presentato, all’indirizzo del Dipartimento federale dei trasporti, un rapporto sulla problematica.
Per Bieri, dopo aver elaborato una politica per il traffico di lunga distanza grazie al programma di strade nazionali e ai grandi progetti ferroviari, Berna deve ora occuparsi seriamente di quello a più breve raggio attorno alle grandi città.
Attualmente in Svizzera, il 70 percento degli abitanti vive nelle città e negli agglomerati, e proprio in queste zone si calcola che la mobilità continuerà a crescere a ritmo sostenuto nei prossimi vent’anni. Un’evoluzione che rischia di portare ad una paralisi dell’intero sistema della viabilità, con effetti negativi per gli abitanti e per l’ambiente.
Incaricato l’anno scorso dal Dipartimento di analizzare la questione, il gruppo di esperti è giunto alla conclusione che la Confederazione debba assumere un ruolo più importante in questo settore, allo scopo di coordinare tecnicamente e di sostenere finanziariamente i progetti elaborati da cantoni e comuni per affrontare il problema.
In base alle stime, il fabbisogno di investimenti negli agglomerati a favore della ferrovia e della strada ammonterebbe a circa 6 miliardi di franchi per i prossimi 10 anni. Gli specialisti propongono quindi una nuova base costituzionale, che attribuisca alla Confederazione il potere di sovvenzionare questi investimenti e, parallelamente, e una modifica di legge per incassare le risorse supplementari necessarie.
A partire dal 2004, il dazio sui carburanti dovrebbe aumentare di 5 centesimi per litro, mettendo ogni anno a disposizione di Berna circa 320 milioni in più. Milioni che verranno impiegati per la realizzazione di opere ferroviarie (ad esempio linee regionali, mini-metro) e stradali (circonvallazioni, tunnel).
“Un aspetto importante è il fatto che sia rappresentanti dei trasporti pubblici e sia quelli del traffico privato abbiano riconosciuto l’esistenza del problema negli agglomerati”, ha sottolineato Bieri, secondo cui un aumento della benzina di 5 centesimi, misura sicuramente poco popolare, è politicamente sostenibile. Il prezzo in Svizzera rimarrebbe comunque più concorrenziale rispetto all’estero e inoltre questi soldi verrebbero utilizzati per migliorare la viabilità.
A questa proposta ha aderito anche il Touring Club Svizzero, la maggiore ed influente organizzazione nazionale degli automobilisti, un’adesione legata tuttavia a precise condizioni. “I nuovi interventi hanno il loro prezzo e nuove entrate si rendono perciò necessarie”, ha detto Rudolf Zumbühl del TCS, aggiungendo subito che il governo dovrà però illustrare in modo convincente come intende spendere gli oltre 3 miliardi di riserve, accumulate nel fondo destinato alle strade nazionali.
Un capitale che secondo il Touring Club deve essere impiegato per migliorare e non per ridimensionare le capacità della strada, e che dunque potrebbe costituire una fonte di finanziamento anche per i progetti di ampliamento proposti dall’iniziativa popolare “Avanti” del TCS.
Luca Hoderas
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