Galleria del San Gottardo, prossima la riapertura?
I danni nel tunnel sono meno gravi di quanto si supponeva. Intanto si cercherà di tenere aperta il più a lungo possibile la strada del passo.
I lavori di sgombero e di ripristino della galleria autostradale del San Gottardo costeranno circa 11 milioni di franchi, e altri 4 saranno necessari per tenere aperto il passo. Sono queste le cifre fornite dal governo urano, che come il Consiglio di Stato ticinese, auspica che il tunnel sia aperto entro Natale per automobili, furgoni e pullman. Attualmente non è tuttavia possibile assicurare che così sarà.
I camion potranno ripercorrere la galleria soltanto quando «la soglia del rischio sarà nettamente ridotta» con misure tecniche appropriate, ha detto il capo del Dipartimento costruzioni Oskar Epp, precisando che le modalità della riapertura saranno discusse prossimamente con il Consiglio federale.
I lavori sono a buon punto
I lavori per il ripristino della galleria sono già stati assegnati. Già conclusa è la pulizia del tunnel fuori dalla «zona rossa». La nuova soletta è in fase di costruzione sotto forma di elmenti prefabbricati, che verranno in seguito istallati nella galleria. I lavori procedono sette giorni su sette e 24 ore su 24.
Per Uri come per il Ticino è chiaro – ha detto Epp – che la strada del passo sarà tenuta aperta finché lo consentiranno le condizioni meteo e il senso di responsabilità. Dopo la catastrofe del 24 ottobre è stata chiusa soltanto dal 22 novembre alle 24 fino al 24 novembre alle 10, a causa di una tempesta di neve.
Il traffico sul passo è stato notevole dopo l’incidente. Il 4 novembre sono stati registrati 14’179 veicoli, ha indicato il consigliere di Stato. E domenica scorsa sono passati circa 3’000 veicoli, nonostante l’arrivo dell’inverno.
Misure di sicurezza per l’asse del San Gottardo
Il San Gottardo, quale asse di transito più importante della Svizzera, richiede parametri di sicurezza più severi rispetto ai passi di rilievo soltanto regionale, ha detto ancora Epp. Per ottenere questa sicurezza non basta tenere sgombera la strada da neve e ghiaccio, e neppure gli sbarramenti temporanei e le valanghe provocate artificialmente. Bisognerà procedere anche a controlli dei veicoli.
Interessante in quest’ottica la constatazione che la vecchia strada del passo era in parte più sicura della nuova. L’Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe (SNV) di Davos – ha rilevato Epp – ha notato che il nuovo tratto tra Airolo e il Motto Bartola e quello che va dal passo al confine con il canton Uri è sensibilmente più esposto alle valanghe rispetto al vecchio tracciato.
swissinfo e agenzie
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