I consumatori svizzeri evitano la carne di manzo
Conseguenza della crisi della vacca pazza, le vendite di carne di manzo registrano un sensibile calo in Svizzera. A lungo risparmiata dal fenomeno, la Svizzera tedesca è pure toccata dal problema. I consumatori scelgono in particolare maiale e pollame.
Migros e Coop annunciano che le vendite di carne di manzo sono diminuite di circa il 20 percento nella Svizzera romanda. Secondo l’Unione svizzera dei maestri macellai, la diminuzione nelle macellerie ha raggiunto il 25 percento.
Questa evoluzione è stata influenzata dal panico manifestatosi in Francia, ha spiegato il direttore dell’organizzazione Balz Horber. Nella Svizzera tedesca la riduzione è compresa tra il 5 percento e il 10 percento alla Migros e tra lo 0 e il 20 percento nelle macellerie.
Nessuna variazione è segnalata dalla Coop, ma il portavoce Karl Weisskopf precisa che la cooperativa vende maggiormente prodotti «Natura Beef» che indicano l’origine della carne.
I grandi e piccoli distributori sono unanimi: la domanda di carne di maiale, vitello, agnello e pollame, il cui prezzo è rimasto stabile, è in aumento.
Il prezzo della carne bovina ai macelli è precipitato. Il fenomeno è doloroso per i produttori, si legge nell’ultima edizione della «BauernZeitung». Un chilogrammo di carne di toro è passato in alcune settimane da 9,40 a 8 franchi; quello di vacca da 6,30 a 5 franchi.
Nei grandi magazzini i consumatori dovrebbero approfittare di queste diminuzioni tra circa tre settimane, ha detto la portavoce della Migros Maja Amrein. I prezzi sono invece già calati del 5-10 percento nelle macellerie.
swissinfo e agenzie
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