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I sindacati all’assalto di Migros

Azioni di sensibilizzazione davanti a 200 filiali Migros Keystone

Cinque sindacati di categoria hanno organizzato delle azioni di protesta davanti a 200 filiali del gigante della distribuzione.

Doppio il traguardo: la firma di un nuovo contratto collettivo e il reclutamento di nuovi membri.

Immagine inconsueta, davanti a 200 filiali di Migros: palloncini colorati, manifesti e sindacalisti che distribuiscono volantini. Il messaggio dei rappresentanti del personale: «Il nostro lavoro vale di più».

L’azione è stata organizzata da cinque sindacati (FCTA, SEI, FLMO, Unia e Actions-Unia) contro la politica salariale del gigante della distribuzione al dettaglio Migros. Migros ha infatti dato la disdetta ad alcuni partner sociali proprio mentre entra in vigore il nuovo contratto collettivo 2003-2006.

Un posto per tutti i partner

«Contestiamo il fatto che la Migros escluda due sindacati dai colloqui per l’elaborazione del nuovo contratto collettivo, malgrado questi non abbiano commesso nessuno sgarbo all’azienda», spiega a swissinfo Fabienne Millioud, collaboratrice del Sindacato edilizia e industria (SEI).

Per i sindacati questa scelta da parte della direzione intacca i diritti acquisiti del personale. Contemporaneamente però, le organizzazioni del personale ribadiscono che gli stipendi nel settore vendita sono ancora troppo bassi.

Per il personale qualificato ci vogliono almeno 4’000 franchi mensili, affermano i sindacati, mentre attualmente si è a 3’700. Questa la rivendicazione dopo che nello scorso triennio si è raggiunto il minimo salariale di 3’000 franchi mensili per tutti.

«Certo la prossima fusione dei quattro sindacati di settore, che gli darà la forza di 200’000 iscritti, fa sicuramente paura a Migros», deduce la sindacalista. All’alba delle nuove contrattazioni, si teme forse un peso eccessivo della nuova organizzazione.

«Una azione di marketing»

Già nella serata di mercoledì, Migros ha però riaffermato le sue posizioni: negli ultimi quattro anni, gli stipendi sono aumentati del 10%. Questo rappresenta una maggiore uscita di 400 milioni di franchi sulla massa salariale del gruppo.

L’aumento concesso dal gigante dalla M arancione è inoltre ben superiore del 3,3% concesso in media nel settore. «Non capiamo perché si organizzino queste azioni di protesta», deplora Peter Naef, portavoce di Migros.

Secondo la direzione di Migros, queste manifestazioni si spiegano in una sola maniera: «È un’azione di marketing con cui i sindacati sperano di reclutare nuovi membri. Solo il 3% del personale di Migros è sindacalizzato».

D’altronde, il nuovo contratto collettivo di lavoro 2003-2006 e i partner sociali – anche il Sindacato vendita commercio trasporti e alimentazione (FCTA) – l’hanno giudicato esemplare, ha sottolineato Migros.

Quanto alla rottura del Contratto con con la FCTA, Migros specifica che tale misura si imponeva dopo la fusione della FCTA con L’associazione svizzera dei mastri panettieri-pasticcieri.

In ogni caso, un incontro fra la dirigenza del grande distributore e i partner sociali è già pianificato per il mese di marzo.

swissinfo e agenzie

Migros impiega oltre 80’000 persone in Svizzera. Solo il 3% è iscritto ad un sindacato.

Le azioni di protesta sono state condotte in tutto il paese. Si è trattato di interventi discreti in cui i sindacati hanno distribuito volantini e materiale informativo.

Le numerose organizzazioni dei lavoratori uniscono prossimamente le proprie forze fondendosi in una nuova unità generalista. Partecipano alla fusione i cinque sindacati coinvolti nell’azione di mercoledì.

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