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Il passo del Gottardo non rimarrà aperto tutto l’anno

Sarebbero troppo ingenti le spese per garantire l'apertura del passo tutto l'anno Keystone

Lo ha deciso il Consiglio federale, respingendo una raccomandazione in tal senso del senatore ticinese di Dick Marty.

L’apertura invernale permanente o parziale della strada del passo del San Gottardo comporterebbe oneri eccessivi e sproporzionati in termini di rapporto costi-utilità. Di conseguenza, il Consiglio federale propone di respingere la raccomandazione del consigliere agli Stati Dick Marty (PLR/TI), che chiede provvedimenti per prolungare l’apertura della strada del passo.

Va notato che la raccomandazione è stata depositata il 4 ottobre scorso, ossia prima della sciagura del 24 ottobre nella galleria stradale del San Gottardo in cui perirono 11 persone. Nella risposta pubblicata martedì, il governo afferma comunque che sarà fatto il possibile per tenere aperta la strada del passo quest’inverno.

Dick Marty, con altri 16 senatori, ricorda all’esecutivo che, a causa dell’intensità del traffico, ma anche d’incidenti, contrariamente al traforo a due tubi del Seelisberg, l’asse stradale del San Gottardo non è in grado di far fronte al suo ruolo di collegamento d’importanza europea tra il Nord e il Sud delle Alpi. La Svizzera italiana, minoranza linguistica e culturale, risulta così notevolmente limitata nella sua mobilità. Questa situazione comporta anche danni economici e turistici.

Per questo fatto, Marty ha chiesto al Consiglio federale di varare i provvedimenti necessari per rendere più sicura la strada del passo durante la stagione invernale, in modo da prolungare il più possibile l’apertura di questo asse stradale, di eccellente qualità, ma troppo poco sfruttato quale via alternativa alla galleria stradale. Secondo il senatore ticinese, queste misure dovrebbero permettere l’apertura del passo già per il periodo pasquale, quando iniziano i grossi esodi con formazione di lunghe code.

La possibilità di tenere aperto il passo nella stagione invernale è stata esaminata attentamente già dal 1990. Il relativo studio – ricorda il Consiglio federale – ha mostrato che la viabilità invernale comporta misure di protezione (riparti antivalanghe, gallerie, dispositivi di minamento, ecc.) per una spesa di 400 milioni e costi di gestione annui per 1,5 milioni di franchi. Per una chiusura ridotta, da fine dicembre a fine marzo, l’onere si ridurrebbe, rispettivamente, a 300 milioni e a 440 mila franchi.

Vista la pendenza della strada (8%), per periodi relativamente lunghi l’uso delle catene sarebbe indispensabile. Inoltre, secondo Berna, l’attraversamento di tratti stretti e sinuosi, come le gole della Schöllenen, non costituisce un percorso sostitutivo al tunnel. Alla luce dei citati costi d’infrastruttura e di gestione l’apertura invernale dunque non s’impone.

Il Consiglio federale ricorda anche che l’A2 resta l’itinerario preferito dal punto di vista della sicurezza degli utenti e della protezione dell’ambiente. È il motivo per cui l’esecutivo – contrariamente alla richiesta di Marty – rifiuta di sistemare una segnaletica particolare che indichi ai conducenti incolonnati per ore ai portali della galleria la possibilità di percorrere la via alternativa del passo.

Il Consiglio federale dà comunque una garanzia: dopo la sciagura nella galleria del San Gottardo, che ne comporta la chiusura prolungata, vista la situazione eccezionale, farà di tutto per permettere il transito dei veicoli sul passo il più a lungo possibile. Ma si prevede la chiusura in caso di rischio di valanghe.

swissinfo e agenzie

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