Le assicurazioni mantengono il sangue freddo
I danni provocati dal maremoto nell'Asia meridionale e sudorientale incideranno per meno di 100 milioni di franchi sui conti di Swiss Re.
Una stima piuttosto modesta, nonostante i costi del cataclisma nel Golfo del Bengala restino ancora difficili da calcolare con precisione.
La prime valutazioni annunciate dalle compagnie di riassicurazioni si limitano alla freddezza dei calcoli. Questa è la realtà con cui hanno a che fare.
«Le domande d’indennizzo per il settore assicurativo saranno nettamente in contrasto con le perdite in vite umane, e i danni economici provocati da questa tragedia», spiega in proposito la zurighese Swiss Re, la seconda a livello mondiale, che parla di 100 milioni di dollari.
La tedesca Munich Re, numero uno mondiale delle riassicurazioni, ha indicato mercoledì che si attende domande di indennizzi inferiori a 100 milioni di euro (circa 150 milioni di franchi).
La maggior parte delle richieste di risarcimento saranno legate alle assicurazioni immobiliari e per perdita di guadagno.
Poco assicurati i locali, molto i turisti
La penetrazione delle assicurazioni nel sud est asiatico è scarsa, sottolinea l’Istituto per l’informazione sulle assicurazioni (Insurance Information Institute).
Nei Paesi più colpiti, Indonesia, India e Sri Lanka le spese per un’assicurazione individuale, non vita, si aggiravano in media tra i quattro e gli otto dollari per persona nel 2003.
Un paragone con gli Stati Uniti nello stesso periodo rivela il contrasto estremo: gli americani hanno versato 1980 dollari per persona in assicurazioni, ossia 280 volte in più dello Sri Lanka.
L’agenzia di valutazione del rischio “Fitch” è più prudente nel fare stime: “È un avvenimento che ha il potenziale di generare delle domande di risarcimento d’assicurazione vita e d’incidenti turistici significativi. Ci vorrà senza dubbio molto tempo prima che tutte le richieste siano classificate, in quanto non si hanno ancora notizie di moltissime persone.”
Per quanto riguarda i danni agli immobili, saranno risarciti soprattutto i grandi complessi alberghieri e i gruppi industriali stranieri installati nella regione. Gli abitanti locali sono in gran parte troppo poveri per potersi permettere un’assicurazione contro le catastrofi naturali.
Flebile impatto dello tsunami sulle borse asiatiche
Nei giorni scorsi i titoli delle compagnie di viaggio e gli assicurativi perdevano in modo massiccio sul mercato elvetico. La regione del sud est asiatico è molto importante per il settore turistico. Ma le borse stanno reagendo ora piuttosto bene alla catastrofe naturale.
Flebile per il momento l’impatto dello tsunami sulle borse asiatiche. Il terremoto che ha letteralmente cambiato la carta geografica dell’Asia è stato constatato dai mercati, ma il mondo degli affari ha reagito bene alle stime che lasciano quasi indenni le compagnie assicurative.
Martedì Wall Street aveva persino fatto registrare un segno positivo, grazie alla pubblicazione del buon indice di fiducia dei consumatori.
swissinfo e agenzie
Offerte in favore delle vittime possono essere fatte sul CCP: 10-15’000-6 con la menzione “Sisma in Asia”.
I famigliari degli svizzeri presenti nelle regioni colpite possono chiamare il numero 0041-31-325-33-33 del Dipartimento degli affari esteri
Swiss Re prevede meno di 100 milioni di franchi svizzeri di indennizzi a causa del terremoto in Asia.
La gente nel sud est asiatico è poco assicurata, ma non si può ancora prevedere quante saranno le richieste d’indennizzo dei turisti e dei complessi alberghieri e industriali attivi nella regione.
Sono almeno 5 mila – secondo bilanci non definitivi – i turisti europei ancora dispersi nel sud est asiatico.
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