Le aziende famigliari prendono quota
Le aziende famigliari rappresentano il 90% delle imprese svizzere. Ben 6 tra le 20 maggiori aziende quotate in borsa sono a conduzione famigliare.
Strategie a lungo termine e benefici stabili: uno studio dimostra che, contrariamente ad un’opinione diffusa, le azioni delle aziende famigliari sono un buon investimento.
Impresa famigliare troppo schiava dei capricci dei suoi proprietari per riscuotere gli interessi degli investitori in borsa? Forse, ma non dovrebbe essere così, risponde uno studio pubblicato dall’Istituto delle piccole e medie imprese dell’Università di San Gallo e dalla società di consulenza Ernst & Young.
In Svizzera, nove società su dieci sono a conduzione famigliare. Il 99% di queste aziende è quotato in borsa (Swiss Exchange). La stabilità dei loro profitti e le loro strategie a lungo termine ne fanno degli investimenti interessanti.
Nel gruppo delle 20 maggiori aziende svizzere quotate in borsa si trovano ben sei imprese famigliari. Queste aziende sono fortemente radicate nel panorama elvetico e spesso si ritrovano ad affrontare lo stesso tipo di problematiche che interessano le grandi imprese.
Secondo Peter Bühler, responsabile regionale di Ernst & Young, il successo delle imprese famigliari è legato alla loro autonomia, alla pianificazione delle successioni e al controllo – inteso anche come sorveglianza – esercitato dalla famiglia. Si tratta d’imprese che cercano di preservare il patrimonio famigliare privilegiando nel contempo la strategia aziendale.
Indipendenza difficile
Raramente le aziende famigliari contano più di una decina d’azionisti. Buona parte del capitale proviene proprio dalla famiglia che, in genere, nomina i due terzi di un consiglio d’amministrazione.
Nel 67% dei casi, la direzione è composta per la maggioranza da membri del clan famigliare. 63 aziende su 100 appartengono interamente ad una sola famiglia.
Queste condizioni rendono difficile garantire l’indipendenza e la governabilità di un’impresa. Manca, infatti, la possibilità d’intervento d’istanze esterne e indipendenti dalla direzione.
Inoltre, per queste famiglie, è molto più importante preservare la propria autonomia, aumentare il patrimonio e garantire la sopravvivenza a lungo termine dell’azienda che tentare di migliorarne le quotazioni in borsa.
Reticenze ingiustificate
Si tratta di constatazioni che hanno spesso dissuaso gli operatori in borsa dall’investire in queste società, ritenute sclerotizzate e non in grado di raggiungere le stesse brillanti prestazioni di altre aziende.
Eppure, le aziende famigliari «si tirano d’impiccio molto meglio che l’insieme del mercato», spiega Thomas Zellweger, dell’Istituto delle piccole e medie imprese.
In borsa, le azioni delle aziende famigliari non rendono durante le fasi di recessione. L’alta instabilità del loro corso è però in contraddizione con il loro orientamento a lungo termine e la stabilità dei loro benefici. Tuttavia, la quotazione in borsa e il valore di mercato esercitano un influsso sull’azienda e i suoi proprietari.
Queste società dovrebbero trarre delle sinergie dall’interazione dei due sistemi – azienda e famiglia – ai quali sono confrontate. Ne hanno bisogno in particolare per i settori della gestione d’impresa, degli orizzonti d’investimento, degli investimenti immobiliari, dell’ubicazione dei siti e dell’integrazioni dei membri stranieri.
swissinfo e agenzie
99 imprese a conduzione famigliare sono quotate alla Borsa svizzera (SWX)
L’80% delle società conta tre associati e una decina d’azionisti
Solo il 2,7% delle famiglie dirigenti possiede meno del 50% del capitale
Il 63% detiene completamente la società
Il consiglio d’amministrazione conta in media 3,3 membri, di cui 2,2 nominati dalla famiglia
Nel 67% dei casi, la direzione è composta per la maggioranza da membri del clan famigliare
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