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Licenziamenti in vista alla Ascom

I licenziamenti sono una conseguenza delle scelte strategiche del nuovo CEO della Ascom Urs Fischer Keystone Archive

Ascom sopprimerà 1'100 impieghi nel mondo, di cui 400 in Svizzera. Il gruppo bernese attivo nel settore delle telecom lo ha annunciato in una nota diramata mercoledì sera. I sindacati deplorano la decisione.

Il taglio occupazionale, pari a circa il 10 per cento dell’organico, è determinato dalle scelte strategiche operate in primavera da Urs T. Fischer, il nuovo presidente della direzione di Ascom. Con i provvedimenti annunciati mercoledì, il gruppo bernese prevede di eliminare i doppioni e ridimensionare le gerarchie aziendali.

I due terzi delle riduzioni dei posti di lavoro dovrebbero essere realizzati nei prossimi quattro mesi, il resto entro fine anno. Secondo fonti sindacali, in Svizzera scompariranno 285 impieghi a tempo pieno e 140 temporanei nei cantoni di Berna, Argovia, Soletta e Zurigo.

Fischer, citato nella nota, osserva che la società farà di tutto per ridurre i licenziamenti al minimo e per attutirne l’impatto ricorrendo al piano sociale esistente. Il sindacato Syna si è detto scioccato. L’organizzazione invita la direzione del gruppo a trattare con le parti sociali per ridurre al minimo i licenziamenti.

Il Sindacato dell’industria, della costruzione e dei servizi (FLMO) accusa il gruppo di sacrificare impieghi per privilegiare gli interessi degli azionisti. La FLMO chiede alla direzione di bloccare i provvedimenti e di intavolare trattative.

Elisabeth Zölch, capo del Dipartimento dell’economia del Canton Berna, ha detto che si tratta «di una cattiva notizia», ma «comprensibile». I posti di lavoro minacciati nel cantone sono 155, secondo la consigliera di Stato. Il Dipartimento indica di avere ottenuto l’assicurazione che Ascom manterrà la sede principale a Berna.

L’utile operativo di Ascom ha registrato una contrazione del 40,7 per cento nel 2000, scendendo a poco meno di 80 milioni di franchi su un fatturato di 3,143 miliardi di franchi ( più 2,6 per cento). Di conseguenza Fischer e Fred Rüssli, presidente del consiglio di amministrazione, lo scorso aprile avevano preannunciato una profonda riorganizzazione del gruppo. Da un’analisi è emerso «un enorme potenziale di economie» nella struttura dei costi e nei processi. Al centro della nuova strategia figura la separazione delle prestazione dei servizi dalle attività tecnologiche.

In aprile Olivier Audouard, direttore delle finanze, aveva gettato la spugna. Nel frattempo i vertici del gruppo bernese sono stati completati. Da agosto la responsabilità delle finanze sarà nelle mani di Peter Germann. Inoltre la direzione è stata rafforzata con la nomina di Riet Cadonau.

swissinfo e agenzie

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