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Locarno perde stelle… nel settore alberghiero

Dopo anni di glamour, il Grand Hotel non accoglierà più i nottambuli del Pardo swissinfo.ch

Mentre si accendono le luci nel cielo del Festival internazionale del film di Locarno, si spengono quelle del settore alberghiero. E quest'anno i pardi della notte non si incontreranno più al Grand Hotel.

Come altre strutture a quattro stelle, anche l’albergo che con il suo glamour ha fatto grande la rassegna cinematografica, non fa più entrare nessuno.

“Abbiamo fatto di tutto per tenere aperto il Grand Hotel – hanno spiegato, in occasione della presentazione del Festival a Bellinzona, il direttore e il presidente – ma non è stato possibile”.

“In attesa che l’albergo venga acquistato da investitori che sappiano, si spera, ridare al prestigioso edificio tutto il suo splendore, il Festival ha cercato altre soluzioni alternative per illuminare le notti festivaliere”. E per accogliere i propri ospiti.

E mentre sul lungolago di Muralto si spengono dunque le luci, brillano scintillanti le cinque stelle degli alberghi di Ascona.

Proprio con il borgo asconese il Festival sta intensificando i già solidi rapporti di collaborazione. Quest’anno un servizio navetta farà regolarmente la spola tra Ascona e Locarno, come se la piccola città del cinema fosse ora una grande città diffusa.

Uno storico settore che perde pezzi…

Uno dopo l’altro, come un gioco di domino, gli alberghi di Locarno hanno chiuso i battenti. Ha cominciato “Il Muralto”, sulla cui terrazza si sono dati per anni splendidi ricevimenti. Poi è calato il sipario anche sul “Reber”, immerso in una ricca vegetazione, ai bordi del lago. E, via via, hanno chiuso “Il Verbano”, il “Beau Rivage”, “Il Zurigo”.

E poi, poco dopo la fine della scorsa edizione della rassegna cinematografica, anche l’anima notturna del Festival si è piegata alle leggi del mercato. In stile Belle Epoque, il Grand Hotel ha per anni aperto le sue braccia, in segno di accoglienza, a celebri star del cinema.

Nel giro di sei anni, commenta a swissinfo il presidente della società alberghiera del Locarnese Rolando Vonlanthen, Muralto (comune intimamente legato a quello di Locarno) ha perso 650 letti su un totale di 1’450. Un’emorragia che non può non destare preoccupazioni al settore turistico.

Anche perché gli hotel vengono trasformati in appartamenti di lusso per placare la sete del mercato. I 150 letti del “Muralto”, per esempio, sono stati trasformati in 20 appartamenti. Stessa logica per il “Reber”, divorato dalle ruspe, parco compreso. Ora si chiama “Residenza Lago Maggiore”.

Appartamenti di lusso

Sul lungolago di Locarno il mercato immobiliare è in effetti in effervescenza. “Gli acquirenti e i potenziali acquirenti – osserva Vonlanthen – non si fanno pregare. Non sono solo attratti dalla tradizionale bellezza del paesaggio e dal clima, ma anche dalla sicurezza”.

“So benissimo – aggiunge il presidente degli albergatori – che molti proprietari di appartamenti, stanchi dei ripetuti furti, hanno deciso di lasciare la Riviera mediterranea e la Costa Azzurra per mettere radici in Ticino. Più sicuro, più tranquillo”.

Siamo dunque destinati a vedere trasformata Locarno in una mega-residenza? “Non credo. Penso che Locarno possa sperare in nuovi imprenditori interessati ad investire nel ramo alberghiero. Gli albergatori stessi sono pronti a farlo. Locarno, sono fiducioso, tornerà presto di moda”.

La crisi degli anni scorsi è stata sicuramente uno scossone, ma con anche degli effetti positivi. “Abbiamo dovuto imparare a reagire – commenta ancora Vonlanthen – E oggi, anche grazie a questa una buona stagione per gli alberghi, possiamo guardare al futuro con spirito migliore”.

Ascona, la parente ricca

Se Locarno è confrontata con una situazione finanziaria difficile, Ascona può invece sorridere. E pensare in grande. Del resto i progetti non mancano. A cominciare dall’albergo a cinque stelle “Eden Roc”, considerato uno dei migliori della Svizzera.

Fra non molto inizieranno i lavori per la realizzazione di un centro wellness firmato dal celebre architetto ticinese Mario Botta. E poi c’è il progetto degli architetti londinesi Adam Caruso e Peter St John, vincitori di un concorso di idee per la riqualifica del centro di Ascona.

Un progetto faraonico, ma anche da più parti avversato per le sue dimensioni, per ridare lustro ad un borgo che non ha mai veramente perso il proprio smalto.

Consapevoli delle trasformazioni in atto sul territorio regionale, il Pardo ha dunque voluto compiere qualche passo in più verso Ascona, fiutando l’importanza di questa scelta strategica. Non solo per ospitare i propri ospiti illustri, ma anche per ampliare i confini della città del cinema. E scambiarsi reciprocamente i riflessi di luce.

swissinfo, Francoise Gehring, Locarno

Negli ultimi 20 anni e in particolare sotto la direzione di Marco Müller e di Irene Bignardi, il Festival internazionale del film di Locarno si è sviluppato enormemente.

Uno sviluppo che ha permesso al Festival di imporsi, a livello europeo, come il quarto più importante dopo Cannes, Venezia e Berlino.

La scorsa edizione sono giunte attratte dal richiamo del Pardo circa 190 mila persone. Il Festival è guidato dal presidente Marco Solari e dal direttore artistico Frédéric Maire.

La 59esima edizione del Festival si terrà dal 2 al 12 agosto.
Negli ultimi anni 4 alberghi hanno chiuso i battenti.
Per l’accoglienza dei propri ospiti il Pardo punta su Ascona, che conta 4 alberghi a 5 stelle.
Il budget 2006 del Festival è di 9,8 milioni di franchi, 1,5 in meno rispetto all’edizione precedente.

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