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Per paura della Bse gli italiani comprano la carne in Ticino

Nonostante il cambio lira franco sia poco favorevole e benché la carne sia un prodotto tradizionalmente più caro in Svizzera che in Italia, sono sempre più gli italiani che fanno i loro acquisti nelle macellerie del Canton Ticino Keystone

In tempi di mucca pazza anche la fettina diventa transfrontaliera. Per i macellai del Mendrisiotto e del Luganese arriva dall'Italia nuova clientela. Per i consumatori d'oltre confine la carne made in Switzerland è più sicura, e i loro acquisti compensano almeno in parte il calo delle vendite che negli ultimi mesi si è registrato anche nel cantone per l'allarme Bse.

Una netta inversione di tendenza. Sino a qualche mese fa, quando nella Penisola infuriavano le polemiche e le incertezze sul futuro delle famose “fiorentine”, erano i ticinesi e gli svizzeri tedeschi residenti nel cantone a passare la dogana per acquistare la super bistecca con l’osso venduta a prezzo scontato.

Ora il flusso si è invertito anche se in Ticino la paura dell’encefalopatia spongiforme bovina ha fatto crollare la vendita di carne di manzo di un buon 20 percento. ” Ma la perdita è stata in qualche modo compensata dall’arrivo dei clienti italiani e dall’aumento della domanda interna per altri tipi di carne: coniglio, pollo, agnello, cavallo e soprattutto struzzo la cui vendita a dicembre è schizzata da zero a mille chili la settimana” ha dichiarato a swissinfo Erich Jörg segretario della Società mastri macellai e salumieri ticinesi. E gli italiani acquistano di tutto dalla fettina all’arrosto, dallo spezzatino ai tagli più pregiati.

Difficile per ora quantificare il fenomeno ma indubbiamente per i macellai del cantone la nuova clientela è una presenza incoraggiante.” Clienti benestanti – precisa Jörg – poiché il cambio della lira col franco non favorisce di certo l’acquisto di un prodotto che tradizionalmente è più caro che non in Italia. Comunque mi sembra normale che comprino da noi visto che nella Confederazione abbiamo cominciato a prendere i dovuti provvedimenti contro la Bse già dieci anni fa”. Tanto più che in Ticino dal ’90 ad oggi si sono registrati solo tre casi di mucca pazza.

Carne svizzera, dunque, più affidabile. O meglio per i consumatori delle regioni di confine sembrano più affidabili le misure adottate da tempo in Svizzera come il divieto dell’uso di farine animali negli allevamenti. Un tipo di alimentazione che in Italia continua a far discutere, un balletto di allarmi e rassicurazioni che non fa che seminare nuovi dubbi e timori.

Anche se nella Confederazione negli ultimi due mesi si sono registrati cinque casi di mucca pazza, gli italiani si sentono rassicurati dalla precisione e dal rigore tutti svizzeri nel denunciare il manifestarsi del morbo e dai controlli a tappeto effettuati dai veterinari. Ma sono anche più tranquilli per il fatto che la carne in vendita qui, anche se non è tutta di produzione nazionale, arriva comunque da Paesi non sospetti come Brasile, Argentina, Africa del sud e Stati Uniti, dove le mucche non sono ancora impazzite.

Libero D’Agostino

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